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	<title>ilBrigante.it &#187; Teatro</title>
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		<title>PESCOLANCIANO. ESTATE AL CASTELLO 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 09:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Articolato in due giorni, l'incontro si aprirà venerdì 26 Agosto con una celebrazione presso la Cappella Ducale del Castello, e proseguirà il successivo Sabato 27 agosto con la recita dei Vespri nella Cappella cui farà seguito una tavola rotonda intitolata “Il declino del Sud dal tempo dell’Unità d’Italia: decadenza di una nazione e sue famiglie”. </b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address><span style="font-style: normal;"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/08/castello_pescolanciano_interno.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-10221" title="castello_pescolanciano_interno" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/08/castello_pescolanciano_interno-239x300.gif" alt="castello_pescolanciano_interno" width="239" height="300" /></a>Anche quest&#8217;anno il Centro Studi d&#8217;Alessandro organizza presso il meraviglioso castello di Pescolanciano, un evento nell&#8217;occasione della ricorrenza di S. Alessandro Martire. Articolato in due giorni, l&#8217;incontro si aprirà venerdì 26 Agosto con una celebrazione presso la Cappella Ducale del Castello, e proseguirà il successivo Sabato 27 agosto con la recita dei Vespri nella Cappella cui farà seguito una tavola rotonda intitolata <strong>“Il declino del Sud dal tempo dell’Unità d’Italia: decadenza di una nazione e sue famiglie”.<br />
</strong>Ecco il programma completo della manifestazione che rappresenta anche una rara occasione per visitare il maniero d&#8217;Alessandro che è una vera e propria perla della cultura e dell&#8217;identità del Regno delle Due Sicilie:</span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><br />
</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Venerdì 26 Agosto<br />
ore 10,00 : Celebrazione della festività di S. Alessandro Martire nella Cappella Ducale del Castello</p>
<p>Sabato 27 Agosto<br />
ore 10,00 : Recita dei Vespri nella Cappella Ducale con i cavalieri dell’Ordine Costantiniano di S. Giorgio-ramo napoletano spagnolo</p>
<p>ore 11,00:<strong> </strong>Tavola rotonda:<br />
<strong> </strong><strong>“Il declino del Sud dal tempo dell’Unità d’Italia: decadenza di una nazione e sue famiglie”. </strong></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="font-style: normal;">Interventi di </span><strong style="font-style: normal;">Gino Giammarino</strong><span style="font-style: normal;">, fondatore e direttore della testata </span>&#8220;Il Brigante&#8221;<span style="font-style: normal;"> e </span><strong style="font-style: normal;">Antonio Grano</strong><span style="font-style: normal;">, autore della trilogia di libri meridionalista costituita dai titoli </span>&#8220;La chiamarono unità d’Italia&#8221; <span style="font-style: normal;">- </span>&#8220;Io, brigante calabrese&#8221;<span style="font-style: normal;"> &#8211; </span> &#8220;Pietà per i vinti!&#8221;.<br />
<span style="font-style: normal;">Seguirà la presentazione del libro di <strong>Antonio Di Iorio</strong> </span>“Il Patrimonio dei d’Alessandro della Casa Ducale di Pescolanciano”<span style="font-style: normal;"> ad opera dei nobili <strong>Giorgio De Petra</strong> e <strong>Roberto Maresca di Serracapriola</strong> con introduzione di <strong>Ettore d’Alessandro di Pescolanciano</strong>.</span><br />
<span style="font-style: normal;"> ore 12.30: Consegna della targa-ricordo del Centro Studi d’Alessandro</span><br />
<span style="font-style: normal;"> ore 15,00 : Chiusura recita dei Vespri</span><br />
<strong>NELL’AMBITO DELLA MANIFESTAZIONE E’ PREVISTA L’APERTURA AL PUBBLICO </strong></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><strong>E LA VISITA GUIDATA DEL CASTELLO.<br />
</strong><strong> </strong></span></address>
<address></address>
<address><span style="font-style: normal;"><strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">IL CASTELLO DUCALE</span></strong></p>
<p align="center">
<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/08/castello_pescolanciano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10224" title="Castello D'Alessandro (esterno)" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/08/castello_pescolanciano-300x225.jpg" alt="Castello D'Alessandro (esterno)" width="300" height="225" /></a>Nell’Alto Molise, in una cornice di boschi e lungo l’alto corso del fiume Trigno, è situato l’abitato di Pescolanciano.E’ formato da un borgo medioevale cinto da mura e da una parte moderna. Nel borgo antico, sulla sommità di una rupe, si innalza il castello unito al paese da un ponte costruito nel 1691; attraversa un lungo spacco della roccia.</p>
<p>Particolare interessante del maniero, il meglio conservato della regione, è quello che offre due aspetti particolari e caratteristici: un continuo loggiato a sud verso l’abitato e al di sopra dell’ingresso principale un bel balcone piombato del tardo cinquecento. L’ingresso al grande cortile interno, con i servizi accessori del castello (magazzini, scuderie etc.) avviene attraverso la cosiddetta guardiola, ove si nota un interessante balcone arabescato del seicento “<em>con la facciata munita di molte feritoie</em>”<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn1">[i]</a>.</p>
<p>L’edificio costituisce dal punto di vista tipologico un caso particolare “<em>ed anzi, dal punto di vista castellologico persino un caso unico&#8230;Posizione a parte, due soltanto infatti sono gli elementi definibili propriamente castellani: la scarpa ed il ponte levatoio. Ma la prima, del resto non esclusiva della sfera della struttura fortificata, è soprattutto un’integrazione del dato orografico naturale- la rupe cioé – ai fini di un suo adattamento per meglio sostenere l’edificio&#8230;Si tratta di un edificio compatto, con pianta a forma di trapezio, però prossima al quadrato di tre dentature angolari – più che vere e proprie torri – fra le quali è particolarmente accentuata quella a nord-est</em>”<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn2">[ii]</a><em> </em>. Questo edificio, che è stato definito da alcuni critici dell’arte “<em>residenza feudale castellata</em>”, secondo B. Del Matto<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn3">[iii]</a>, risalirebbe agli inizi del medio evo secondo alcuni documenti che non hanno, però, fondamento storico, e più precisamente “<em>si deve ascrivere al primo nucleo fortificato al X° secolo, mentre durante il regno dei Carafa (1274-1530) sembra si debba ascrivere il maggior intervento costruttivo&#8230;</em>” che continuò “<em>con l’avvento della famiglia d’Alessandro, ininterrottamente al governo del feudo di Pescolanciano dal 1576 all’avvento delle leggi eversive della feudalità, l’attività costruttiva del castello medioevale si definisce nelle valenze attuali, e si conclude; verrà ripresa ai primi del 1800 in occasione delle distruzioni dovute al terremoto del 1805”.</em></p>
<p>Il Ciarlanti ricorda<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn4">[iv]</a> che dal castello di Pescolanciano partì nel 1223 la spedizione voluta dall’imperatore Ruggiero II per smantellare il castello di Carpinone perché costruito senza la sovrana autorizzazione. Inoltre, nel cortile interno del castello vi è un’epigrafe marmorea ove si legge:</p>
<p>“NEL XII SECOLO ALLORCHE’ GUERRIGLIE BARONALI LE CONTRADE INFESTARONO LA   DIFESA LO ERESSE – OFFESO DAL TEMPO E DA TELLURICHE INSIDIE QUASI RUREDI ATTESTANTI LA DIVINA POTENZA INOSPITALE REGGEVASI.NEL 1848 RESTAURAVALO SOLO IN PARTE S.E. GIOVANNI MARIA D’ALESSANDRO VII DUCA E XIII BARONE DI PESCOLANCIANO CAROVILLI CASTIGLIONE PIETRABBONDANTE CIVITANOVA CIVITAVECCHIA CASTEL DEL GIUDICE E ROCCACINQUEMIGLIA.GRAN CROCE DI S.M. ORDINE COSTANTINIANO CHIAVE D’ORO DI S.M. FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE.IN MEMORIA I FIGLI CONTE FABIO, COLONNELLO FULCO E MONS.ETTORE POSERO 1930”.</p>
<p>Dal cortile interno si accede al primo piano rialzato mediante una larga gradinata, ove è situata la cappella gentilizia che custodisce il corpo di San Alessandro Martire ed un bel dipinto settecentesco, rappresentante la decollazione del martire, di Lorenzo de Caro, allievo di Francesco Solimena noto pittore della scuola napoletana.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">LA FAMIGLIA</span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;"> D</span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">’ALESSANDRO, MEMORIE STORICHE</span></strong></p>
<p align="center">
<p>Le prime notizie di questo nobile casato si perdono nella notte dei secoli; secondo numerosi documenti conservati presso l’archivio di Stato di Napoli ricoprirono spesso importanti cariche pubbliche<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn5">[v]</a>. Capostipite della famiglia, di origine greca e che godette in Napoli il favore di quasi tutti i re succeduti sul trono di Napoli, fu Pietro I i cui discendenti furono iscritti al sedile di Montagna e poi di Porto<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn6">[vi]</a>.</p>
<p>Oltre ai ducati di Castellina e di Pescolanciano ebbero in possesso numerose baronie e relazioni di parentela con le più importanti famiglie napoletane, tra le quali i Marchesani, titolari anche della baronia di Pietrabbondante<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn7">[vii]</a>. Si imparentarono anche con gli Albertario, gli Amendola, i Capasso, i Capece, i Carafa, i Castromediano, i de Gennaro, i Giordano, i Leonessa, i Della Marra, i Miroballo, i Montagna, gli Origlia, i Pagano, i Posellis, i Riccardo, i Riccio, i Sabatini, gli Spinelli, i Toledo di Villar, i Ruggiero, gli Zunica ecc.</p>
<p>Fra i personaggi più illustri si ricordano in modo particolare:</p>
<p>1.Guidone, che andò a combattere come crociato in Terra Santa con il re Guglielmo il buono nel 1187. 2. Giovanni, vescovo di Sarno nel 1156. 3. Angelo, luogotenente del regno di Napoli e consigliere del re Carlo I d’Angiò. 4. Ludovico, arcivescovo di Sorrento nel 1266. 5. Carlo, giustiziere di Calabria. 6. Giovanni I, barone di San Giorgio. 7. Guglielmo, barone del Regno nel 1291. 8. Francesco, barone del Regno nel 1291. 9. Antonio, rappresentante diplomatico del re di Napoli presso le corti di Roma nonché presidente del Sacro Regio Consiglio. 10. Alessandro, maestro di teologia dei frati minori nel 1310. 11. Giovanni II, erario della città di Napoli nel 1338. 12. Antonio II, erario della città di Napoli nel 1343. 13. Giovanni III, consigliere della regina Giovanna II nel 1417. 14. Sansonetto, familiare della regina Giovanna II e governatore di Lucera e di Foggia nel 1423. 15. Paolo o Paolello, direttore del Gran Sigillo, segretario e familiare della regina Giovanna II nel 1403. 16. Jacobuccio, presidente della Real Camera della Sommaria nel 1479. 17. Baldassarre, governatore di Aquila nel 1534. 18. Salvatore, governatore di Aquila e di Taranto. 19. Gio. o Giovanni Francesco, sposò Rita di Baldassarre che nel 1576 acquistò il feudo di Pesclanciano.</p>
<p>Ad iniziare dal XV secolo, la famiglia d’Alessandro si divise in tre distinti rami: quello dei “baroni di Cardito” nel napoletano, il secondo possedette numerosi feudi in Terra di Puglia ed il terzo di Pescolanciano che ebbe, come scrive il De Daugnon<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn8">[viii]</a>, per insegna “<em>uno scudo appuntato di oro al leone di rosso,a sei raggi ciascuna, lo scudo ornato dalla corona patrizia, sormontato da un elmo ducale croronato, adorno di cercine, nastri e svolazzi dai colori dell’arma, accollato dalla croce gerosolimitana, da due fasci d’arma, da una mitra e da un cappello arcivescovile, l’una  a dritta, l’altra a manca verso la punta</em>”.</p>
<p align="center">
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">I d’ALESSANDRO DEL DUCATO DI PESCOLANCIANO</span></strong></p>
<p align="center">
<p>I d’Alessandro vennero in possesso della terra di Pescolanciano e del feudo detto dei Vignale/i<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn9">[ix]</a>, in seguito all’acquisto fatto da Rita di Baldassarre, moglie e forse già vedova -al momento della compravendita- di Giovanni o Giovanni Francesco d’Alessandro, figlio di Gio.Lorenzo governatore di  Monopoli. I feudi vennero venduti per la somma di ducati 10.850 dalla baronessa Carafa Spina, moglie del barone d’Eboli. Nel tempo furono poi acquisiti altri feudi con rispettive proprietà fondiarie che si tramandarono fino al secolo scorso. Difatti, da una serie di documenti vari<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn10">[x]</a> risulta che il duca Giovanni Maria d’Alessandro il 23 febbraio 1906, in base ai relievi antichi e moderni, era proprietario di cinque terre nel contado di Molise e di altre due in Abruzzo citra. In ciascuna di queste terre possedeva “inter alia” i seguenti beni<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn11">[xi]</a>.</p>
<p>Nel contado di Molise:</p>
<ol>
<li>Pescolanciano:      con la bagliva, la portolania, la mastrodattia</li>
<li>Civitanova:      la mastrodattia<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn12">[xii]</a></li>
<li>Civitavecchia:      la bagliva, la mastrodattia</li>
<li>Carovilli      con Castiglione: la bagliva, la portolania, la mastrodattia</li>
<li>Castel      del Giudice: la mastrodattia, la zecca, la portolania,la bagliva</li>
</ol>
<p>Nell’Abruzzo citra:</p>
<ol>
<li>Roccacinquemiglia:      la bagliva,la mastrodattia</li>
<li>Pietrabbondante:      la mastrodattia<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn13">[xiii]</a></li>
</ol>
<p>Segue una dettagliata disanima di documenti per dimostrare i titoli del possesso “<em>di essi corpi in persona del Duca suddetto</em>”.</p>
<p>Circa le rendite il Duca  percepiva rendite da ogni singola Università; esiste un documento del 1803 che ha per titolo “<em>Mensuale delle rendite dello Stato di Pescolanciano</em>”. Si trascrive quello relativo al mese di gennaio di quell’anno,perché le rendite sono indicate in ducati e non “<em>in generi</em>”.</p>
<ol>
<li>Pescolanciano:      taverna, ducati 96.83 1/3. Fida dei Mirandesi (non si esige per la nota      causa). Nei rendiconti degli altri mesi figurano anche un mulino con      valchiera, il “giardino” di Collemeluccio.</li>
<li>Carovilli      e Castiglione: mulino a Carovilli, ducati 86.9.95, valchiera di      Castiglione (non indicata la rendita).</li>
<li>Civitavecchia:      mulino, ducati 96.2.25 (arretrati dell’Università,ducati 34).</li>
<li>Pietrabbondante:      mulino, ducati 66; taverna (rendita non indicata).</li>
<li>Sprondasino:      mulino e valchiera, ducati 90. Università di Bagnoli per mano morta,      ducati 86.66.5.</li>
</ol>
<hr size="1" /><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref1">[i]</a>Gioacchino Maselli, <em>Tra Pentri e Caraceni</em>, Agnone,1936, pg.75.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref2">[ii]</a> Carlo Perogallo,<em>Castelli dell’Abruzzo e del Molise</em>, Milano,1975, pg.87.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref3">[iii]</a> Biagio Del Matto, <em>Il feudo di Pescolanciano ed il castello medioevale</em>, In: Enzo Nocera (a cura di), <em>Almanacco del Molise</em>, 1988, vol.I,pg.333.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref4">[iv]</a>Gio.Vincenzo Ciarlanti,<em>Memorie historiche del Sannio</em>, Isernia,1655, libro IV, pg.348.Ed inoltre: Giambattista Masciotta, <em>Il Molise dalle origini ai nostri giorni</em>, Napoli, 1914 -Cava dei Tirreni 1951-, vol.III,pg.391.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref5">[v]</a>Antonino Di Iorio,<em>Una autentica gloria molisana:I d’Alessandro di Pescolanciano</em>. In: Enzo Nocera (a cura di), <em>Almanacco del Molise</em>, 1987,vol.I, pp.162-196.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref6">[vi]</a> I seggi o sedili erano i luoghi dove si riunivano in determinate ore le più importanti famiglie del vicinato, sia per discutere problemi interessanti l’intera collettività, sia per trascorrere il tempo in compagnia.In prosieguo nella città di Napoli, i seggi erano 29 e furono aboliti nel 1801, prendendo il nome dalle famiglie fondatrici, oppure dalle vicine chiese o porte della città.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref7">[vii]</a> Berardo Candida Gonzaga, <em>Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d’Italia</em>, Napoli, 1875, vol.I, pp.80-81.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref8">[viii]</a> F.F.De Daugnon, <em>Teatro gentilizio della nobiltà d’Europa</em>, Milano,1879-1884, vol.I, pp.2 e ss.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref9">[ix]</a> Antonino Di Iorio, <em>Una autentica gloria molisana..,</em>op.cit<em>.</em>, pg.168</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref10">[x]</a> Isernia, Archivio di Stato, <em>Fondo d’Alessandro</em>, passim.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref11">[xi]</a> <em>Ibidem.</em></p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref12">[xii]</a> Antonino Di Iorio, <em>Transumanza e tratturi demaniali</em>, in <em>Molise Economico</em>, XI, 1984,n.1, pp.35-90.In merito,all’infuori di detto corpo i rilievi ci dicono “<em>che l’Università di quella Terra sia stata solita corrispondere al Barone annue tomola cento di grano – val dire che potrebbe nascere questa prestazione dalla tenuta di altri corpi giurisdizionali, tanto più avvisa il Duca di ricevere egli da quel Comune annui ducati 2.5% per la Mastrodattia dei corpi giurisdizionali senza che questi a distinguere li già veduti relevij</em>”</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref13">[xiii]</a> Pasquale Di Cicco, <em>Il Molise e la transumanza,</em>Isernia,1997,pg.14.Il duca dice di possedere eziando la  Bagliva e lo Scannaggio, ma i relevij parlano della sola Mastrodattia</p>
<p></strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p></span></address>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>A PALAZZO LANZA DI CAPUA (CE) E&#8217;&#8220;VIETATO ATTRAVERSARE I BINARI&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 11:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Giovedì 28 luglio Il Teatro dell’Architempo chiuderà l’edizione estiva 2011 con lo spettacolo firmato da Michele Pagano. L’appuntamento sarà ancora una volta alle 21.30 nello splendido cortile di Palazzo Lanza a Capua.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La rassegna diretta da Giuseppe Bellone ed Emanuele</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tirelli saluterà il pubblico con una produzione di Officina Teatro che vedrà in</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">scena Carmen Pommella e Maurizio Murano, protagonisti di una vicenda si svolge,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">tutta, lungo il binario di una stazione</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">deserta che fa da scenario a una “relazione</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">pericolosa”. Due sconosciuti, senza alcuna affinità apparente se non quella del</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">binario nella notte solitaria, si producono in dialoghi esilaranti e</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">grotteschi, e in continui inciampi. La chiave di narrazione, leggera e semiseria,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">dà voce ai profondi lamenti di un personaggio femminile disgregato sul piano</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">affettivo e, proprio per questo, teneramente disorientato dalle sue stesse</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">inconfessabili pulsioni. La storia descrive un immaginario femminile variegato:</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">triste, ironico e diffidente, ma a volte ingenuamente generoso e, più spesso,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">amaramente disilluso. Nel dialogo con l’alter ego maschile emerge tutta la</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">stravagante e maliziosa fantasia della protagonista. Quell’uomo, apparentemente</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">un estraneo, sembra toccare tutti i tasti giusti per portare allo scoperto</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">fantasmi, ma anche sogni e vanità. Forse anche lui è solo frutto della</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">fantasia, o forse no. Nel vuoto desolante delle atmosfere urbane, si sfogano e</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">si incontrano il bisogno dell’ascolto e del racconto. Un treno che non arriva</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">mai è la metafora di una speranza, debole ma concreta, che la ripetitività</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">possa lasciare spazio all’imprevisto e al cambiamento. Per l’autore e regista</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Michele Pagano “il contrasto drammaturgico tra “Lui” e “Lei”, mai nominati per</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">nome, è simboleggiato dal binario su cui cammina la storia. Paralleli e</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">distanti, bianco e nero, yin e yang”.</div>
<div><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/Vietato-attraversare-i-binari-021.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9977" title="Vietato attraversare i binari 02" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/Vietato-attraversare-i-binari-021-258x300.jpg" alt="Vietato attraversare i binari 02" width="258" height="300" /></a>La rassegna diretta da Giuseppe Bellone ed Emanuele Tirelli saluterà il pubblico con <strong>&#8220;Vietato attraversare i binari&#8221;</strong>, una produzione di Officina Teatro che vedrà in scena Carmen Pommella e Maurizio Murano, protagonisti di una vicenda si svolge, tutta, lungo il binario di una stazione deserta che fa da scenario a una “relazione pericolosa”.</div>
<div>Due sconosciuti, senza alcuna affinità apparente se non quella del binario nella notte solitaria, si producono in dialoghi esilaranti e grotteschi, e in continui inciampi. La chiave di narrazione, leggera e semiseria, dà voce ai profondi lamenti di un personaggio femminile disgregato sul piano affettivo e, proprio per questo, teneramente disorientato dalle sue stesse inconfessabili pulsioni. La storia descrive un immaginario femminile variegato: triste, ironico e diffidente, ma a volte ingenuamente generoso e, più spesso, amaramente disilluso. Nel dialogo con l’alter ego maschile emerge tutta la stravagante e maliziosa fantasia della protagonista. Quell’uomo, apparentemente un estraneo, sembra toccare tutti i tasti giusti per portare allo scoperto fantasmi, ma anche sogni e vanità. Forse anche lui è solo frutto della fantasia, o forse no. Nel vuoto desolante delle atmosfere urbane, si sfogano e si incontrano il bisogno dell’ascolto e del racconto. Un treno che non arriva mai è la metafora di una speranza, debole ma concreta, che la ripetitività possa lasciare spazio all’imprevisto e al cambiamento.</div>
<div>Per l’autore e regista <strong>Michele Pagano</strong><em> “il contrasto drammaturgico tra “Lui” e “Lei”, mai nominati per</em></div>
<div><em>nome, è simboleggiato dal binario su cui cammina la storia. Paralleli e distanti, bianco e nero, yin e yang”.</em></div>
<div></div>
<p>Giovedì 28 luglio Il Teatro dell’Architempo chiuderà l’edizione estiva 2011 con lo spettacolo firmato da Michele Pagano. L’appuntamento sarà ancora una volta alle 21.30 nello splendido cortile di Palazzo Lanza a Capua.<br />
Per informazioni e prenotazioni: <strong>0823 622924</strong></p>
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		<title>POSITANO TEATRO FESTIVALVIII PREMIO ANNIBALE RUCCELLOMaurizio Vitiello</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 18:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>La manifestazione verrà presentata mercoledì 27 luglio a Napoli attraverso una conferenza stampa in programma presso La Caffettiera alle ore 12:00.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;evento teatral-festivaliero più atteso dell&#8217;estate positanese torna dal prossimo sabato 29 luglio dal teatro del giardino del tennis in via Pasitea a Positano, arrampicandosi verso la piazzetta di Montepertuso e fino a Nocelle, confermando la scelta della formula itinerante. Il Positano Teatro Festival &#8211; VIII Premio Annibale Ruccello (che verrà assegnato nella serata del 6  Agosto) che si concluderà il 10 agosto, verrà presentata mercoledì 27 luglio a Napoli attraverso una conferenza stampa in programma presso La Caffettiera (in piazza dei Martiri) alle ore 12:00.</p>
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		<title>TEATRO DELLE PALME,LA NUOVA STAGIONEAntonio Mocciola</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 10:59:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<b>Da Licia Maglietta a Massimo Ranieri, tutti i nomi del cartellone</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/biagio_izzo2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9894" title="biagio_izzo" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/biagio_izzo2.jpg" alt="biagio_izzo" width="200" height="250" /></a>Il Teatro Delle Palme affronta la nuova stagione forte dei numeri di quella precedente, che vede in netta crescita le presenze, a soli cinque anni dalla riapertura. Si parte in salsa esotica con “Puro Tango”, dal 19 ottobre, con Miguel Angel Zotto, poi sarà la volta di Biagio Izzo ed il suo “Guardami guardami” dal 26 ottobre. Licia Miglietta e Nicoletta Maraglio saranno le protagoniste de “La grande occasione” dal 9 novembre. Il 17 ecco Nando Paone ed Adele Pandolfi con “Se ci amiamo non ci estinguiamo”. Dal 1 dicembre Gigi Savoia e Giovanna Rei, con la partecipazione straordinaria di Antonio Casagrande, porteranno in scena l&#8217;eduardiana “Ditegli sempre di si”. Da Natale (fuori abbonamento) ecco la musica di Gigi Finizio (“Più che posso”), poi dal nuovo anno (11 gennaio) Massimo Ranieri ripropone “Ci nun tene coraggio nun se cocca cu &#8216;e femmene belle”. Dal 18 gennaio Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli in “La verità (fa male&#8230;si sa!)”, poi dal 25 gennaio sarà la volta di Gino Rivieccio con “La pazienza differenziata”. Dal 1 febbraio ecco Nancy Brilli con “Sette”, e a seguire (fuori abbonamento) Gabriele Pignotta e Fabio Avaro con “Scusa sono in riunione ti posso richiamare?”. E dopo Simone Schettino dal 16 febbraio (fuori abbonamento), sarò la volta di Eduardo Tartaglia e Veronica Mazza con “Questo bimbo a chi lo do?”, dal 29 febbraio. Dal 12 marzo ritorna “Gomorra” di Mario Gelardi e dal 22 marzo “Felici in circostanze misteriose” con Massimiliano e Gianfranco Gallo, Patrizio Rispo e la partecipazione di Rosaria De Cicco. Entrambi gli spettacoli sono fuori abbonamento. Gran finale con “Quanti amori” con Maurizio Casagrande, commedia musicale sui successi di Gigi D&#8217;Alessio.<a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/biagio_izzo1.jpg"></a></p>
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		<title>SCUOLA TEATRALE AL TRIANON NAPOLINEL RICORDO DEI FRATELLI TARANTO</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 22:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Il suo nome è "Laboratorio pratico di Interpretazione" ed è intitolato ai fratelli Nino e Carlo Taranto, i due grandi attori originarî del quartiere Forcella. A dirigerlo Corrado Taranto, figlio di Carlo, con l’organizzazione di Francesco Spera. Lunedì 18 luglio prossimo, dalle ore 17:00, si terranno i primi colloqui di ammissione, ma è ancora possibile prenotarsi per l’incontro di accesso alla scuola.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Al Trianon, una scuola di teatro ricorda i fratelli Taranto</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Parte al Trianon una scuola di teatro. Si chiama laboratorio pratico di Interpretazione ed è intitolato ai fratelli Nino e Carlo Taranto, i due grandi attori originarî del quartiere Forcella. A dirigerlo Corrado Taranto, figlio di Carlo, con l’organizzazione di Francesco Spera.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Lunedì 18 luglio prossimo, dalle ore 17, si terranno i primi colloqui di ammissione, ma è ancora possibile prenotarsi per l’incontro di accesso alla scuola.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Organizzato in collaborazione con l’associazione di volontariato Peter Pan Partenopeo, con il patrocinio del Centro di servizio per il volontariato, nel laboratorio pratico si studierà recitazione, scrittura teatrale, storia del teatro, clownterapia, magia comica e cabaret, con un momento qualificante costituito da una serie di incontri con professionisti del mondo dello spettacolo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Corrado Taranto spiega il senso dell’iniziativa: «Lavoreremo in palcoscenico per tirare fuori la teatralità che è in ognuno di noi. Cercheremo di dare l’opportunità di una scelta a chi volesse continuare questo affascinante “mestiere”, volendo creare persone predisposte allo spettacolo e non “tronisti” o “veline”. Lo faremo praticamente lavorando sul palco e cercando di sviluppare artisti che non siano “attori di televisione”, “attori di cinema”, o “attori di teatro”, ma semplicemente attori. Questo viaggio si svilupperà attraverso la nostra gloriosa tradizione e non solo. Spazieremo dal varietà al teatro classico, dall’avanspettacolo al teatro contemporaneo, cercando di dare un’ampia lettura su tutte le forme di teatro».</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per l’economista Antonio Coviello, consigliere di amministrazione del teatro, «la scuola intitolata ai fratelli Taranto non solo assolve al dovere di ricordare due grandi artisti nati a due passi dal Trianon, ma si pone, in linea con le indicazioni del presidente della Regione Stefano Caldoro, anche come un momento di attenzione sociale al territorio e di opportunità culturale e professionale: vogliamo creare una palestra di talenti, un luogo dove i giovani, in particolare del quartiere, possano scoprire e alimentare l’interesse per il teatro, che possa – perché no? – tradursi anche in una prospettiva professionale».</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per informazioni e prenotazioni per il colloquio di ammissione: tel. 338-547 86 84, email itaranto@teatrotrianon.org</div>
<div>
<div id="attachment_9767" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/Nino_e_Carlo_Taranto_2m.jpg"><img class="size-medium wp-image-9767" title="Nino_e_Carlo_Taranto_2m" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/Nino_e_Carlo_Taranto_2m-300x226.jpg" alt="NINO E CARLO TARANTO" width="300" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">NINO E CARLO TARANTO</p></div>
<p>Diretta da <strong>Corrado Taranto</strong>, figlio di Carlo, con l’organizzazione di <strong>Francesco Spera</strong>, parte al Trianon la scuola di teatro denominata <strong>&#8220;Laboratorio pratico di Interpretazione&#8221;</strong> ed intitolata agli indimenticabili fratelli <strong>Nino</strong> e <strong>Carlo Taranto</strong>, originarî del quartiere Forcella.  Lunedì 18 luglio prossimo, dalle ore 17:00, si terranno i primi colloqui di ammissione, ma è ancora possibile prenotarsi per l’incontro di accesso alla scuola.</div>
<div>Organizzato in collaborazione con l’associazione di volontariato Peter Pan Partenopeo, con il patrocinio del Centro di servizio per il volontariato, nel laboratorio pratico si studierà recitazione, scrittura teatrale, storia del teatro, clownterapia, magia comica e cabaret, con un momento qualificante costituito da una serie di incontri con professionisti del mondo dello spettacolo.</div>
<div><em>&#8220;Lavoreremo in palcoscenico per tirare fuori la teatralità che è in ognuno di noi. Cercheremo di dare l’opportunità di una scelta a chi volesse continuare questo affascinante “mestiere”, volendo creare persone predisposte allo spettacolo e non “tronisti” o “veline” -</em>spiega<strong> Corrado Taranto</strong> chiarendo il senso dell’iniziativa- <em> Lo faremo praticamente lavorando sul palco e cercando di sviluppare artisti che non siano “attori di televisione”, “attori di cinema”, o “attori di teatro”, ma semplicemente attori. Questo viaggio si svilupperà attraverso la nostra gloriosa tradizione e non solo. Spazieremo dal varietà al teatro classico, dall’avanspettacolo al teatro contemporaneo, cercando di dare un’ampia lettura su tutte le forme di teatro&#8221;.</em></div>
<div>Per l’economista <strong>Antonio Coviello</strong>, consigliere di amministrazione del teatro,<em> &#8220;La scuola intitolata ai fratelli Taranto non solo assolve al dovere di ricordare due grandi artisti nati a due passi dal Trianon, ma si pone, in linea con le indicazioni del presidente della Regione Stefano Caldoro, anche come un momento di attenzione sociale al territorio e di opportunità culturale e professionale: vogliamo creare una palestra di talenti, un luogo dove i giovani, in particolare del quartiere, possano scoprire e alimentare l’interesse per il teatro, che possa – perché no? – tradursi anche in una prospettiva professionale&#8221;.</em></div>
<div>Per informazioni e prenotazioni per il colloquio di ammissione:<br />
tel. <strong>338-547 86 84</strong></div>
<div>email:<strong> itaranto@teatrotrianon.org</strong></div>
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		<title>UNA REGIA POSTMODERNAPER &#8220;L&#8217;OPERA DA TRE SOLDI&#8221;Annalisa Castellitti</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 14:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Luca De Fusco ha presentato al PAN lo spettacolo che debutterà il 13 luglio all’Albergo dei Poveri.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-weight: normal;">D<span style="font-size: xx-small;">ebutterà il 13 luglio, in prima assoluta nel cortile quadrato del Real Albergo dei Poveri, uno degli spettacoli più attesi della quarta edizione del Napoli Teatro Festival: “L’opera da tre soldi” di Bertolt Brecht e Kurt Weill, per la regia del direttore artistico del Festival, Luca De Fusco. A rivelare le ragioni che hanno motivato la messa in scena del capolavoro brechtiano, che viene presentato nella nuova traduzione di Paola Capriolo, è stato lo stesso De Fusco, intervistato dalla giornalista e scrittrice Giuliana Gargiulo nell’ambito del ciclo di incontri organizzati al Pan e curati da Francesco Somma. Lo spettacolo, con repliche fino a domenica 16 luglio, sarà interpretato da Massimo Ranieri nel ruolo di Mackie Messer, Lina Sastri in quello della prostituta Jenny e Gaia Aprea nel personaggio della giovane Polly, affiancati da un numeroso cast di attori-cantanti, mentre la musica di Weill è stata affidata all’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Francesco Lanzilotta.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><strong>Come nasce l’idea di portare in scena “L’opera da tre soldi”?<br />
</strong></span><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">«Questo spettacolo doveva debuttare esattamente un anno fa durante la scorsa edizione del Festival, dopo aver convinto Massimo Ranieri che era arrivato il momento giusto per interpretare il ruolo di Mackie Messer. Tuttavia, mi resi conto che nessun teatro stabile italiano avrebbe potuto produrre “L’opera da tre soldi”, poiché la quantità di personaggi che sono in scena è tale che un teatro di prosa non può permetterne la fisica effettuazione. Ma una volta ottenuta la disponibilità del San Carlo e di Renato Quaglia, gli impegni televisivi di Ranieri hanno reso impossibile la realizzazione».</span><br />
</span><span style="font-size: x-small;"><strong>Quali sono le novità dal punto di vista della regia?<br />
</strong></span><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">«Si tratta di una regia “postmoderna” che si basa sulla scenografia di Fabrizio Plessi, uno dei più noti videoartisti italiani, ed è finalizzata alla valorizzazione del contesto scenico. Su una riproduzione fotografica di una facciata dello storico edificio di Piazza Carlo III saranno installati, al posto dei balconi, una serie di televisori che riprodurranno immagini di Napoli in bianco e nero in grado di raccontare la città sia nell’ambientazione del secondo dopoguerra sia nella sua rinascita come metropoli. I contenuti delle immagini, allusivi e privi di riferimenti alla cronaca, hanno la funzione di definire gli spazi e di conferire alla rappresentazione una dimensione atemporale ed immaginativa, accentuata anche dai costumi. Per quanto riguarda l’adattamento del testo, ho diviso lo spettacolo in tre parti con due intervalli, senza tagliare né un rigo né una nota dell</span><span style="font-weight: normal;">’opera originale».</span><br />
</span><span style="font-size: x-small;"><strong>Quanto è stato attualizzato il testo?<br />
</strong></span><span style="font-size: x-small;">«Tenendo conto che Brecht, come Pirandello, è stato capace di comprendere in che modo il mostrarsi prevale sull’essere, il mio proposito è quello di spingere il pubblico a riflettere proprio sulla dicotomia essere-apparire insita in questo testo, ma tanto attuale nella nostra società».<br />
</span><span style="font-size: x-small;"><strong>Come è stato il suo rapporto con la compagnia?<br />
</strong></span><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">«Il rapporto con Ranieri è stato fantastico, ma lo stesso vale per Lina Sastri e per il resto della compagnia, nella quale fanno parte anche i miei attori, come Gaia Aprea. Un artista è sempre il suo gruppo, dato che il teatro è una squadra. E la mia squadra gioca su due settori, canto e recitazione, poiché sono convinto che la scissione delle discipline dal vivo non corrisponda alla realtà del palcoscenico».</span><br />
</span><span style="font-size: x-small;"><strong>Quali sono le difficoltà che ha riscontrato?<br />
</strong></span><span style="font-weight: normal;"><span style="font-size: x-small;">«Questo allestimento è stato sicuramente la cosa più difficile che abbia mai fatto nella mia carriera di regista, dato che coinvolge un gran numero di attori e cantanti. È quasi come se facessi la regia di un’opera lirica, perché ogni canzone va provata e riprovata. Non è stata una cosa facile, inoltre, formare un cast con attori</span><span style="font-size: xx-small;"> che sapessero cantare al meglio e, allo stesso tempo, cantanti che sapessero recitare al meglio. Lo spettacolo è lungo e, quindi, abbiamo avuto anche il timore fisico di non farcela».</span></span></h2>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>NAPOLI PIANGE GINO MARINGOLAAlessandro Pellino</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 20:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>L'ultimo grande rappresentante di una grande scuola di teatro: Una vita spesa per il teatro e nel teatro, un cammino irto di difficoltà che solo una gran tempra ed una non comune forza di volontà hanno potuto sopportarne il peso e le iniziali umiliazioni. </b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/contratto_big.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9626" title="contratto_big" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/contratto_big-300x240.jpg" alt="contratto_big" width="300" height="240" /></a>Napoli piange la morte di <strong>Gino Maringola</strong>, ultimo grande rappresentante di una grande scuola di teatro. Una vita spesa per il teatro e nel teatro, un cammino irto di difficoltà che solo una gran tempra ed una non comune forza di volontà hanno potuto sopportarne il peso e le iniziali umiliazioni. Ma la consapevolezza dei propri mezzi, la caparbietà ed una nobile forza d&#8217;animo hanno irrigato i solchi scavati con le unghie, permettendone la ricca messe. Gino Maringola é nato a Napoli il 17 novembre del 1917, ma la proverbiale superstizione dei concittadini di Eumelio Falero, lo vedono nato anagraficamente il 13, in modo da bilanciarne il destino. Rimasto, in tenera età, orfano del padre Carmine, Gino, sotto la guida dello zio Cosimo, venne avviato agli studi elementari, non disdegnando di frequentare la basilica del Carmine, del cui coro faceva parte. All&#8217;età di 19 anni fu assunto dal Silurificio italiano dove, negli intervalli di tempo, deliziava i suoi colleghi cantando deliziose melodie partenopee. La sua voce, potente e melodiosa, fece sì che, dopo un lungo ed estenuante andirivieni dalle case editrici, il suo nome potesse essere scritto nell&#8217;Olimpo dei cantanti napoletani. Subito dopo il gran passo. Gino venne scritturato come cantante solista da Alfredo Thomas con il quale girò per i teatri più belli d&#8217;Italia ricevendo consensi e plausi. La sua carriera, esclusivamente come cantante, durò sino al 1940, allorquando venne chiamato da Salvatore Cafiero, per far parte della rinata Cafiero-Fumo. Se il provino come cantante lasciò soddisfatto il buon don Salvatore, questi non potette far salti di gioia quando il caro Gino passò alla recitazione. Si drizzarono invece le antenne ad Eugenio Fumo, gran talent-scout, il quale intravide in quella stentorea recitazione il preludio di quello che avrebbe rappresentato, per il teatro, il Maringola. Così sotto la saggia guida e gli insegnamenti di Eugenio Fumo, il Nostro iniziò la sua avventura nel teatro. Neanche gli anni spesi per la difesa della patria fermarono il caro Gino che, durante il servizio militare, continuò a recitare e cantare, per procurarsi di che sfamare la moglie ed i figli, rischiando anche la galera quando, per recitare al teatro Iovinelli di Roma nella compagnia di Mimì Maggio, rasentò più volte il codice militare. Ha Lavorato nelle compagnie più importanti accanto a nomi quali Amedeo Girard, Achille Pansini, Raffaele e Gennaro Di Napoli ed Oscar Di Maio.</p>
<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/Gino_Maringola.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9628" title="Gino_Maringola" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/Gino_Maringola-300x205.jpg" alt="Gino_Maringola" width="300" height="205" /></a>Negli anni &#8217;53-&#8217;54 e &#8217;56-&#8217;58 lo troviamo al teatro del Popolo, prima sotto la saggia e competente direzione di Vittorio Viviani e poi sotto quella più approssimativa e fallimentare di Mario Mangini, in compagnia di valentissimi attori che rispondevano al nome di Luisella Viviani, Ugo D&#8217;Alessio, Gennaro Di Napoli, Rino Genovese ed il camaleontico Agostino Salvietti. Il suo impegno, il suo carattere ma soprattutto la grande versatilità ne hanno fatto un punto di riferimento nel mondo del teatro e la sua recitazione ha costituito, per molti attori, un modello a cui rifarsi. Il compianto amico Nino Taranto pretese la partecipazione di Gino Maringola ad importanti rappresentazioni come quelle del repertorio Vivianesco, di cui ricordiamo le più importanti e cioè Guappo di cartone, L&#8217;ultimo scugnizzo e Spusalizio. Tutti i grandi attori si sono giovati dell&#8217;arte del Maringola a partire da Salvatore De Muto, Gino Cervi, Emma Gramatica, Elsa Merlini, Nando Gazzolo e per finire, il grande direttore Eduardo De Filippo. Per la televisione di stato, nell&#8217;arco di lunghi anni, ha preso parte alle più importanti produzioni, tra le quali val la pena di evidenziare: Delitto e castigo, Madame Curie, Luisa Sanfelice, Lungo il fiume sull&#8217;acqua, Il cappello del prete, L&#8217;eredità della priora, Il santo, Il caso Matteotti. Ma quest&#8217;elenco rappresenta solo una piccola parte dei lavori di Gino Maringola per la RAI che, da un computo sommario, assommano a più di un centinaio.</p>
<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/F61C10ECA99BBA4B7A1EB4_Large.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9627" title="F61C10ECA99BBA4B7A1EB4_Large" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/F61C10ECA99BBA4B7A1EB4_Large-300x225.jpg" alt="F61C10ECA99BBA4B7A1EB4_Large" width="300" height="225" /></a>Nella stagione teatrale 1967-68, Eduardo lo volle al San Ferdinando per tenere a battesimo un giovane che faceva timidamente il suo esordio nel mondo del teatro, questo giovanotto di belle speranze rispondeva al nome di Luca Della Porta, ma in realtà il suo vero cognome era De Filippo. Il grande Direttore desiderava che in quell&#8217;esordio il figliolo fosse affiancato da gente di sicuro affidamento ed a tal uopo oltre al Maringola scritturò anche il pulcinella Giovanni Crosio ed Anna Maria Ackermann, i quali guidarono con mano esperta il giovane Luca e lo spettacolo ebbe un lusinghiero successo. Ma chi é veramente Gino Maringola? E&#8217; forse il furbo ed irascibile Pasquale Cupiello? Oppure il calmo e riflessivo Fabio Della Ragione del Sindaco del rione Sanità? E&#8217; l&#8217;ambiguo Pasquale Cimmaruta de Le voci di dentro o il pavido ed egoista Cuozzo o, ancora, l&#8217;eterno riconoscente Giacomino Trocina de Il Contratto ? Egli possiede &#8220;Tutte le corde&#8221; per essere sia l&#8217;uno che l&#8217;altro ed in più, riesce a modificare la sua maschera divenendo ora burbero e truce, ora dolce e buono, fino ad apparire ingenuo e credulone. Fine poeta e dolce cantore, Gino Maringola, ha saputo cogliere nel cuore napoletano tutti i più nobili sentimenti, trascrivendoli in due stupende raccolte di poesia che rappresentano lo specchio di un mondo stupendo, un mondo ché é quello napoletano, fatto d&#8217;amore e di poesia. Pur se costretto, dai tempi e dagli eventi, Gino ha giocato un brutto tiro al mondo del teatro, privandolo, anzitempo, di una delle sue più degne ed espressive figure. In una fredda e triste sera egli annunziò al proprio cuore, che con riluttanza ne prendeva atto, il suo definitivo ritiro dalle scene teatrali. Tra gli affetti familiari, si gode il meritato riposo del guerriero, anche se, nell&#8217;intimo del suo cuore rimpiange le fughe dagli alberghi, gli angusti camerini, i ceroni e le creme, gli abiti di scena, le luci, gli scenari, gli applausi, i trionfi, i sinceri consensi e tutto ciò che, per più di cinquant&#8217;anni ha rappresentato il companatico della sua vita, una vita spesa per il teatro. Ritiratosi dalle scene ha vissuto con i suoi cari nella sua casa ai quartieri spagnoli fino alla  notte del 26 maggio quando si è spento, all’età di 94 anni, tra il dolore dei suoi familiari.</p>
<p>​</p>
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		<title>ROMA. ANTEPRIMA PERIL RISTORANTE &#8220;STUDIO LE BAIN&#8221;Giuseppe De Girolamo</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 10:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Tanti personaggi si sono incontrati nel locale di via della Botteghe Oscure per festeggiarne insieme la presentazione ed il percorso di successi facilmente prevedibili.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9610" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/IMG_9869-Vincenzo-Soriano-e-Cinzia-Loffredo.jpg"><img class="size-medium wp-image-9610" title="IMG_9869 Vincenzo Soriano e Cinzia Loffredo" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/IMG_9869-Vincenzo-Soriano-e-Cinzia-Loffredo-199x300.jpg" alt="CINZIA LOFFREDO CON VINCENZO SORIANO" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">CINZIA LOFFREDO CON VINCENZO SORIANO</p></div>
<p>Tanti personaggi vip hanno affollato il ristorante <strong>Studio Le Bain,</strong> in Via Delle Botteghe Oscure 33 a Roma. La presentazione ed il percorso di successi che sin da questa serata il nuovo locale romano ha avuto ed avrà sono stati affidati alla grande managerialità del proprietario della struttura <strong>Pietro Coiro</strong> e da un&#8217;altra nota napoletana professionista del settore che, da anni vive a Roma, ma è sempre legata alla sua Napoli dove appena può torna. <strong>Cinzia Loffredo</strong> è il personaggio manager che ha assunto la direzione artistica del famoso ristorante romano. Cinzia nel pieno delle sue energie per l&#8217;età che appare addirittura inferiore a quella reale, infatti non le si darebbero che un 35 anni all&#8217;incirca, ha comunque grandi doti innate di conquista del mondo, ma quel che più conta vanta una carriera professionale che la pone al top delle agenti di cinema e spettacoli ed organizzatrici di eventi, con una conoscenza ed affermazione nel campo della musica, teatro, cinema e tant&#8217;altro. Numerosi i siti internet che parlano di Cinzia e numerose le testate giornalistiche di settore e di quotidiani che di continuo parlano di questa bella bruna alla conquista di successi oltre quelli già registrati. Serietà, professionalità, impegno serio e costante nel lavoro affidatole è la prerogativa che distinue subito Cinzia da tante altre, anche se brave, professioniste del settore. Un mese di luglio che certamente porrà le basi per una grande ripresa a settembre, dopo il periodo di pausa per ferie del locale, è quello che ha programmato Cinzia concordemente con il titolare della struttura. Per la serata di presentazione della nuova era del ristorante Studio Le Bain è stata organizzata anche la presenza di una nota interprete della canzone napoletana classica <strong>Rosa Miranda,</strong> che si esibirà tutti i giovedì e venerdì con un repertorio revaival 70-80 e napoletano rivisitato. accompagnata al piano dal maestro <strong>Cosimo Lombardi,</strong> mentre il martedì l&#8217;intrattenimento musicale sarà curato da <strong>Alberto Miranda</strong> con il suo Live Show  insieme alle note della  chitarra di <strong>Giuliano Della Vecchia.<br />
</strong></p>
<div id="attachment_9611" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/IMG_0237-Rosa-Miranda-con-Cinzia-Loffredo.jpg"><img class="size-medium wp-image-9611" title="IMG_0237 Rosa Miranda con Cinzia Loffredo" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/IMG_0237-Rosa-Miranda-con-Cinzia-Loffredo-300x199.jpg" alt="CINZIA LOFFREDO e ROSA MIRANDA" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">CINZIA LOFFREDO e ROSA MIRANDA</p></div>
<p>Le conoscenze e le amicizie della Loffredo, che la stimano e sono pronte ad accettare un suo invito di partecipazione ad eventi e spettacoli ai quali Cinzia tiene non sono venuti meno e tanti sono stati i personaggi del mondo culturale, artistico, politico e dello spettacolo che si sono stretti  attorno alla protagonista della serrata per augurarle un “In bocca al lupo” con tanti successi e felicità. Il restaurant, aperitif, dinner show “Studio Le Bain” ci dice il titolare Pietro Coiro, di origini salernitane, è una struttura di nostra proprietà che avevamo per tempo data in gestione ora l&#8217;abbiamo ristrutturata ed in prima persona intendo riqualificarla con un targhet di clientela diverso, servizi diversi come la Champagnerie con accompagnamento di degustazione di ostriche, momenti musicali per creaare belle serate di incontro con gli amici ed il dopo cena con pianoforte e partecipazione corale a canti fino alle ore due. La diversità da altri locali, spiega la Loffredo, sta proprio nell&#8217;offrire una musica di alto livello, sono infatti presenti nel ristorante due diversi pianoforti che grandi artisti della musica e del canto impegneranno per allietare la clientela, diversamente alla tastiera ed altri artisti che allietano le serate in altri locali,  ma con musica studiata in conservatorio. Il successo della prima serata con personaggi di spicco che hanno affollato il Le Bain, dimostrano il gradimento dell&#8217;iniziativa di Coiro e la volontà di coinvolgere un mondo di personaggi dai più svariati impegni professionali che la Loffredo sa accattivare con la sua simpatia e professionalità per offrire un&#8217;unicità di pranzo-spettacolo di altissimo livello. La accattivante e gustosa cena per la serata di presentazione del LeBain ha messo inoltre in luce le ottime qualità della cucina che questo ristorante è in grado di offrire con il suo chef <strong>Francesco Iiritani,</strong> originario di Cirò 32 anni laureatosi all&#8217;Accademia di belle arti. Proprio  la passione per la cucina e la predisposizione all&#8217;arte e gli studi artistici – afferma Iiritani – mi hanno spinto ad integrare le due visioni professionali per realizzare una cucina di qualità e sapori con prodotti genuini di eccellenza dei quali la nostra nazione è ricca.<br />
Molti i personaggi presenti nella serata del via alllo Studio Le Bain e fra itanti ricordiamo: <strong>Paolo Gasperini </strong>attore da Distretto di Polizia,<strong> Giuseppe Zeno</strong> attore da Onore e rispetto, <strong>Roberta Valentini </strong>giornalista del settimanale Vip, <strong>Giovanni De Negri </strong>presidente dell&#8217;Osservatorio Giornalistico Media Watch, <strong>Carlo Nicolamo</strong> regista, <strong>Elena Russo</strong> attrice, <strong>Aldo Manganaro</strong> direttore del settimanale Gossip, <strong>Mary Calvi </strong>Giornalista, <strong>Massimo Basto</strong>, <strong>Salvatore Pagano, Gioia Scola</strong> Produttori Cinematografici, <strong>Sciascia</strong> editore de “Il Periodico”, <strong>Gianni Williams e Pierfrancesco Campanella</strong> registi, On.<strong>Enzo Savarese , Anna Di Lallo</strong> per la Provincia di Roma, <strong>Nadia Bengala </strong>attrice, <strong>Giuseppe De Girolamo </strong>giornalista capo ufficio stampa per la  Campania del concorso Miss Italia, <strong>Vincenzo Soriano</strong> attore de la “Squadra” e in prossima uscita con il film “Big House” di Matteo Garrone, <strong>Roberta Allegretti </strong>dall’ultima edizione “Isola dei Famosi”, <strong>Silvie Lubamba, Ciccio Nizzo</strong> storico PR del Gilda,<strong> Lilian Ramos,</strong> <strong>Iolanda Gurreri </strong>opinionista, <strong>Anthony Peth</strong> regista,  <strong>Alfonso Pecoraro Scanio</strong>, On.<strong>Giorgio Lainati </strong>parlamentare del Pdl, <strong>Andrea Canali </strong>resp. Uff. sindacale e relazioni industriali dell’ANICA, il critico d’arte <strong>Giorgio Palumbi</strong> e tanti tra illustri ospiti, imprenditori e gente dello spettacolo.</p>
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		<title>TRAPPOLA PER UN UOMO SOLO</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 16:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Il testo di Robert Thomasper con la traduzione, adattamento, dialoghi di Vincenzo de Falco ed affidato alla regia di Peppe Celentano e Vincenzo de Falco andrà in scena al Teatro Spazio Libero da Giovedì 31 Marzo fino a Domenica 10 Aprile. Le musiche originali sono di Adriano Aponte.</b>



 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<div id="attachment_8512" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/03/gabriella_cerino_foto-2.JPG"><img class="size-medium wp-image-8512" title="gabriella_cerino_foto (2)" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/03/gabriella_cerino_foto-2-300x200.jpg" alt="&lt;b&gt;Gabriella Cerino&lt;/b&gt;" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Gabriella Cerino</p></div>
<p>L&#8217;affascinante neo sposo Daniele (Peppe Celentano), denuncia la scomparsa della giovane moglie al commissario di polizia del distretto di Aosta (Yuri Napoli): l&#8217;ansia e l&#8217;angoscia del povero marito accompagnano le indagini senza esito della polizia. Poi, improvvisamente, grazie anche all&#8217;intervento del parroco, padre Toni, (Gregorio de Paola), Silvia, la moglie (Gabriella Cerino) torna a casa: enigma risolto? Niente affatto! È proprio a questo punto che scatta il mistero. E l’intrigo si infittisce man mano che altri personaggi fanno la loro comparsa: dapprima Papouche, un artista-barbone al corrente di molte (troppe?) cose (Ciro Pellegrino), e poi Mirella, un’ambigua ed estremamente venale infermiera (Rossella Argo). L’adattamento e la traduzione di Vincenzo de Falco, che con Peppe Celentano ha curato la regia, ha spostato l’ambientazione sul versante italiano delle Alpi, trasformando in partenopeo il nordico mendicante. E un tocco di interattività – come nelle migliori tradizioni della coppia Celentano/de Falco – coinvolgerà il pubblico prima dello spettacolo…<br />
Il tutto esaltato ed accompagnato dalle musiche originali composte dal pluripremiato musicista Adriano Aponte.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>In scena al Teatro Spazio Libero<br />
</strong><strong><em>Parco Margherita 28/B – Tel. 081 402712</em></strong></p>
<p><strong>dal 31 marzo al 10 aprile<br />
</strong></p>
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		<title>UOMINI E DANZA Gabriella Diliberto</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 22:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Napoli – Da oggi 22 Marzo, fino a domenica 27, il CDTM, Circuito Campano della Danza diretto da Mario Crasto de Stefano porta in scena presso il Nuovo Teatro Nuovo la rassegna “Uomini e danza”, interamente incentrata sul rapporto tra universo maschile ed ars coreutica. Dopo il successo dello scorso anno con una prima edizione dedicata all’universo femminile dal titolo “Donna Danza”, quest’anno il cartellone ridurrà il numero degli spettacoli previsti da undici a nove per prendere parte attivamente all’iniziativa “Per non lasciare che la danza muoia”, che avrà luogo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/03/Foto-Tagliarini-Omaggio-a-P-Bausch1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8414" title="Foto Tagliarini Omaggio a P Bausch" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/03/Foto-Tagliarini-Omaggio-a-P-Bausch1-300x200.jpg" alt="Foto Tagliarini Omaggio a P Bausch" width="300" height="200" /></a>Napoli – Da oggi 22 Marzo, fino a domenica 27, il CDTM, Circuito Campano della Danza diretto da Mario Crasto de Stefano porta in scena presso il Nuovo Teatro Nuovo la rassegna “Uomini e danza”, interamente incentrata sul rapporto tra universo maschile ed ars coreutica. Dopo il successo dello scorso anno con una prima edizione dedicata all’universo femminile dal titolo “Donna Danza”, quest’anno il cartellone ridurrà il numero degli spettacoli previsti da undici a nove per prendere parte attivamente all’iniziativa “Per non lasciare che la danza muoia”, che avrà luogo a Piazza di Montecitorio a Roma mercoledì 23 Marzo e per aderire allo sciopero nazionale della produzione Cultura e Spettacolo del 25 marzo.</p>
<p>Il programma delle rappresentazioni, assolutamente all’avanguardia in termini di produzioni e creazioni, si doppierà nella stessa sera tra la Sala Assoli e la Sala Grande, ciascuna palcoscenico di due distinti spettacoli.</p>
<p> Ad inaugurare la rassegna sarà, in Sala Grande, l’irriverente Antonio Tagliarini con “Rewind/ Omaggio a Cafè Muller” di Pina Bausch, unica opera della rassegna in cui è presente un’interprete femminile (Daria Deflorian).</p>
<p>Mercoledì 23 sul palco della Sala Assoli un’altra creazione di Tagliarini “Antonio e Miguel” che già dal titolo svela il suo incontro professionale e artistico con Miguel Pereira, mentre in Sala Grande si svolgerà la performance elettronica di Vincenzo Carta in collaborazione con il compositore “Ongakuaw” (Andrew Ferrara). Mercoledì 24 sarà invece la volta della “Korperformance” con una celebrazione della danza in due parti che vede in Sala Assoli “IN. CO – studio per un secondo capitolo” di Antonello Tudisco e “Costretti” di Ciro Carcatella, mentre in Sala Grande la creazione “Xmode” di Gabriel Beddoes e Francesco Nappa che con Franck Laizet presenterà “ Faux Sans Blanc”.</p>
<p>La bizzarra Compagnia francese “La zampa” porterà sulla scena della Sala Assoli “Dream on track 2/Call me (sand)” con Magali Milian e Romuald  Luydlin, mentre in “Gravitè” sul palcoscenico della Sala Grande si esibirà  Fabrice Lambert con la sua Compagnia “L’Experience Harmaat”. Domenica 27 Marzo sarà Giorgio Rossi a chiudere la rassegna con il suo assolo “Alma” che, in Sala Assoli, trasformerà la poesia di Pablo Neruda in danza, mentre in Sala Grande saranno interpretati i suoni di una Sicilia senza confini da sette vigorosi danzatori della Compagnia Zappalà, impegnati nella coreografia “Instrument 1 &lt;scoprire l’invisibile&gt;.</p>
<p>L’impronta internazionale dell’evento è sottolineata anche dal riconoscimento, per molti dei protagonisti, del “Focus on Art and Science in the Performing Arts: European Contemporary production” progetto della Comunità Europea, di cui il CDTM è partner, dedicato alla creazione e alla disseminazione delle arti performative contemporanee in ambito coreografico, teatrale e artistico.</p>
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