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	<title>ilBrigante.it &#187; meridionalismo</title>
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		<title>PREMIO SELE D&#8217;ORO MEZZOGIORNOPUBBLICATO IL BANDO</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 21:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>L'ambito riconoscimento mette al centro del suo obiettivo la diffusione di una nuova idea di meridionalismo. La documentazione dovrà essere inviata per posta entro e non oltre giovedì 1 Settembre 2011. </b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">1 – FINALITA’</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno nasce per offrire un contributo fattivo alla diffusione di</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">una nuova idea di Meridionalismo, che – pur rimanendo costantemente attenta all’analisi</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">dei problemi e delle questioni che frenano o rallentano lo sviluppo – intende sottolineare</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">ed esaltare le potenzialità dei territori del Mezzogiorno, i percorsi di sviluppo intrapresi, i</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">risultati positivi conseguiti in campo sociale, economico e culturale, il desiderio di</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">cambiamento espresso dalle giovani generazioni.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">A tal fine, il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno intende fornire un riconoscimento formale a</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">saggi e servizi giornalistici incentrati sui problemi e sulle prospettive di crescita delle</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">regioni meridionali nel contesto dell’Europa e dell</div>
<div>
<div><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/premioseledoro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9643" title="premioseledoro" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/premioseledoro.jpg" alt="premioseledoro" width="256" height="250" /></a>Il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno nasce per offrire un contributo fattivo alla diffusione di una nuova idea di Meridionalismo, che – pur rimanendo costantemente attenta all’analisi dei problemi e delle questioni che frenano o rallentano lo sviluppo – intende sottolineare ed esaltare le potenzialità dei territori del Mezzogiorno, i percorsi di sviluppo intrapresi, i risultati positivi conseguiti in campo sociale, economico e culturale, il desiderio di</div>
</div>
<div>cambiamento espresso dalle giovani generazioni.</div>
<div>A tal fine, il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno intende fornire un riconoscimento formale a saggi e servizi giornalistici incentrati sui problemi e sulle prospettive di crescita delle regioni meridionali nel contesto dell’Europa e dell’area del Mediterraneo, nonché a progetti di sviluppo e  iniziative imprenditoriali che appaiono dotati di elementi significativi di originalità e</div>
<div>replicabilità.</div>
<div>
<div>La documentazione dovrà essere inviata per posta, a mezzo raccomandata A/R, entro e non oltre  giovedì 1 Settembre 2011. I plichi andranno indirizzati a:</div>
<div><strong>“Ente Premio Sele d’Oro Mezzogiorno<br />
Piazza Garibaldi, 25/26<br />
84020 Oliveto Citra (SA)</strong>.<br />
Farà fede il timbro di spedizione</div>
<div>Per maggiori dettagli ed il bando completo: <a href="http://www.seledoro.it/">www.seledoro.it/</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>NELLE EDICOLEIL NUOVO NUMERO (7)DE IL BRIGANTE MAGAZINE</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 14:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Nelle edicole il n° 7 de Il Brigante Magazine, come sempre, ricco di spunti ed informazioni sul mondo del meridionalismo. In copertina, che ha già meravigliato qualcuno, Efe Bal, la trans tunisina diventata la più famosa d'Italia. Perchè questa scelta? Beh, basta leggere l'editoriale del direttore Gino Giammarino e il provocatorio arcano sarà svelato.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9301" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/06/BGT_Maggio_copertina-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-9301" title="maggio_Copertina.qxd" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/06/BGT_Maggio_copertina-1-210x299.jpg" alt="LA COPERTINA" width="210" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">LA COPERTINA</p></div>
<p>Nelle edicole il n° 7 de Il Brigante Magazine, come sempre, ricco di spunti ed informazioni sul mondo del meridionalismo. In copertina, che ha già meravigliato qualcuno, Efe Bal, la trans tunisina diventata la più famosa d&#8217;Italia. Perchè questa scelta? Beh, basta leggere l&#8217;editoriale del direttore Gino Giammarino e il provocatorio arcano sarà svelato. L&#8217;Imboscata  tocca all&#8217;autore di &#8220;Fuoco del Sud&#8221;, Lino Patruno con una lunga intervista che spazia sul presente, passato e futuro della &#8220;Ribollente Galassia dei Movimenti Meridionali&#8221; andando ben oltre. Due architetti, Andrea Jandoli e Paola Pisapia, con la loro SuDesign sono i protagonisti della pagina dedicata alle imprese sane e propositive espresse dal Mezzogiorno. Immancabile sgroppata con lo scrittore Vincenzo Martongelli in un pindarico confronto tra Schifano e Saviano al tempo della raccolta differenziata, mentre Ettore d&#8217;Alessandro di Pescolanciano racconta argomentatamente l&#8217;editto con cui Carlo III di Borbone affrontò la Massoneria.<br />
Inserto centrale sull&#8217;appuntamento di Motta Santa Lucia (CZ), dove questo numero de Il Brigante Magazine è stato presentato ufficialmente, a cura della rivista on-line &#8220;Onda  del Sud&#8221; (<a href="http://www.ondadelsud.it/">http://www.ondadelsud.it/</a>), in una sinergia che speriamo faccia da scuola anche ai frammentati movimenti meridionalisti. E poi la nautica dedicata alla nuova stagione &#8220;Off-Shore&#8221; di Diego Testa sul Carpisa-Yamamay, lo scaffale meridionalista con testi consigliati, un doveroso omaggio all&#8217;arte dell&#8217;attore Roberto Azzurro e tanto, tanto altro ancora. Buona lettura a tutti.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; padding: 0px;">Ricordiamo che chi non lo trovasse in edicola e volesse abbonarsi può farlo semplicemente con una mail indirizzata a: <strong>info@giammarinoeditore.it</strong> indicando nome, cognome, indirizzo ed un recapito telefonico (preferibilmente cellulare) ove mai il corriere avesse difficoltà nella consegna.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; padding: 0px;">Queste le quote e le modalità per sottoscrivere  l’abbonamento annuale per 12 numeri:</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; padding: 0px;"><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">“Brigante” </strong>(12 numeri)  - 24,00 euro<br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">“Luogotenente”</strong> (12 numeri + spillino Brigante) – 50,00 euro<br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">“Capobanda</strong>” (12 numeri + omaggio da scegliere tra cravatta, sciarpa o gemelli da Salvatore Argenio Stlista Identitario) – 100,00 euro</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; padding: 0px;">Per sottoscrivere l’abbonamento basta inviare una richiesta<br style="padding: 0px; margin: 0px;" />tramite e-mail a <strong style="padding: 0px; margin: 0px;">info@giammarinoeditore.it</strong><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />il pagamento avverrà in contrassegno al corriere che consegnerà la prima copia spedita.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL MERIDIONALISTAGino Giammarino</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 18:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Frettolosi passi possono compromettere la missione originale che tanti Patrioti 
-troppo presto scomparsi nello sconforto dell'essere inascoltati- 
non hanno potuto vedere.
Il loro fulgido esempio non può essere così rapidamente accantonato.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/06/vendola-de-magistris.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9286" title="vendola-de-magistris" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/06/vendola-de-magistris-300x199.jpg" alt="vendola-de-magistris" width="300" height="199" /></a>Esaurito il triste spettacolo della rappresentazione della democrazia riguardante le elezioni amministrative, a Napoli continuano le recriminazioni e le divisioni tra chi -pensando alla politica in maniera <em>partitocratica</em>- è a favore e chi è contro il nuovo sindaco <strong>Luigi De Magistris</strong>, secondo una visione dell&#8217;avversario visto come nemico da (ab)battere che è tipicamente &#8220;italiana&#8221;. Si dimentica che un sindaco è prima di tutto un amministratore locale: quale che sia la sua provenienza, il suo compito è quello di fare il meglio per la città da lui amministrata, con la collaborazione delle opposizioni che sono state parimenti scelte per rappresentare una parte (seppur minoritaria) dei cittadini. Collaborazione che, visti i disastrosi precedenti attuati con le giunte guidate dal sindaco uscente Rosa Iervolino Russo, il centrodestra partenopeo certamente non farà venir meno. A noi, come testata meridionalista, non spetta lo schieramento pro o contro un personaggio che certamente non appartiene alla nostra identità, bensì il controllo della  capacità e della legalità di quello che verrà attuato secondo criteri di equidistanza ed obiettività giornalistica.</p>
<p>Detto questo, proprio il meridionalismo non ha brillato per i comportamenti democratici, alimentando faide tutte interne ai movimenti o ai loro &#8220;pezzi&#8221; dispersi in coalizioni o movimenti &#8220;altri&#8221;. Mentre leggo le varie frecciate che si scagliano, mi rendo conto che sono troppi i meridionalisti dell&#8217;ultim&#8217;ora che hanno letto di Garibaldi e di Crocco, di Vittorio Emanuele II e del Cavour, ma ignorano la lezione dei Roberto Bigliardo e dei Franco Nocella, dei Roberto Maria Selvaggi e dei Lucio Barone, dei Marzocco, degli Zitara e degli Antonio Parlato: tutti eroi che se ne sono andati scontando a caro prezzo la difficoltà di un discorso scomodo quando non era così facile parlarne.<br />
Troppe sintesi facili, veloci ed acritiche stanno facendo passi di lato, anzichè in avanti, e se da una parte le celebrazioni del 150° anniversario dell&#8217;unità ci hanno dimostrato l&#8217;oggettiva ristrettezza culturale di questa destra, dall&#8217;altra non possiamo ignorare i Bersani che a Bologna si dichiarano Partigiani e Giacobini. Chi si dichiara brigante per aver letto le vicende del 1861 e non conosce quelle più profonde e settarie del 1789 e del 1799, lasciatevelo dire da chi di briganti un po&#8217; se ne intende, ha un grave buco nero nella propria formazione e chi scambia alleanze in cambio di una -seppur minima- visibilità, corre più il serio rischio di essere fagocitato che non la certezza di corrompere le casematte del potere per conquistarle.<br />
Può andar bene tutto, anche dividersi nella partitocrazia per poi ritrovarsi tutti insieme a tirare la corda che la impicchi. Ma questa dovrebbe (e potrebbe) essere una strategia di lotta comune: ne sarebbe capace un meridionalismo diviso tra chi si entusiasma un po&#8217; troppo, eleggendo un Luigi De Magistris qualsiasi (con tutto il rispetto) al livello altissimo di un Nicola Zitara, e chi, anzichè prendersela con i meccanismi del mercato politico, si scaglia contro i suoi fratelli patrioti?!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA &#8220;NUOVA&#8221; FORZA DEL SUDDELL&#8217;ON. MICCICHE&#8217;STA NELLA FREGATURA DEI FONDI F.A.S.Francesco Romano*</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 08:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Il partito Per il Sud denuncia la nascita dell'ennesimo schieramento partorito dal regime: per questa forma di meridionalismo in provetta i fondi F.A.S. sono diventati la base o la scusa per creare nuove formazioni che si muovono (inutilmente) all'interno di idee politiche le cui motivazioni sono ormai esaurite.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci ha colto certamente di sorpresa la nascita del <em>“nuovo” </em>(si fa per dire) partito<strong> “Forza del Sud”</strong> ideato dal sottosegretario on. <strong>Gianfranco Miccichè</strong>. Ci chiediamo cosa c&#8217;è di nuovo in un partito fondato da chi, già al governo di questo Paese, avrebbe potuto solo con il buon senso indirizzare la politica in modo appropriato.<br />
Ma è un nuovo partito, un partito già schierato con il centrodestra, che ha confermato fedeltà al premier, che continua a far parte del gruppo PDL?</p>
<p>E ancora: quale credibilità può avere un politico che per essere eletto ha orientato il proprio elettorato giurando e spergiurando sulla bontà di questo federalismo fiscale previsto dal programma e che ora ne disconosce i contenuti?<br />
Appare quanto meno strano, per non dire sospetto, questa “gettata” di nuovi partiti e partitini che si dichiarano meridionalisti mentre il Sud, questo maledettissimo Sud, peggiora le proprie condizioni di giorno in giorno.</p>
<p>Dalle prime dichiarazioni di stampa in ordine a quella che si dichiara essere la “Forza del Sud” non traspare nulla di propositivo e di rivoluzionario.  I fondi Fas sono diventati la base o la scusa per creare un nuovo partito.  Dei fondi fas “Forza del Sud” ne chiede, come tutti, lo sblocco come se questo rappresentasse la soluzione definitiva di tutti i problemi della nostra Terra. Abbiamo il fondato sospetto che lo sblocco dei fas  sia utile solo a gestire…  la propria clientela elettorale.</p>
<p>Ma dove erano i parlamentari di Forza del Sud quando si sono utilizzati i Fas dirottandoli per un miliardo e mezzo in spese che nulla avevano a che fare con il Sud?  Come possono aver dimenticato   i 100 milioni per il G8 in Sardegna marchiato dagli scandali, i 50 milioni per l&#8217;alluvione in Piemonte e Valle d&#8217;Aosta, la copertura degli oneri del decreto anticrisi 2008 e gli accantonamenti della legge finanziaria, i 50 milioni per gli interventi per la banda larga e per il finanziamento dell&#8217;abolizione dell&#8217;Ici ?</p>
<p><em>Primo di Nicola sull&#8217;Espresso del 10 maggio affermò</em> “La &#8216;rivoluzione&#8217; del 2008 è costituita dalla trovata di Berlusconi e Tremonti di riprogrammare e concentrare le risorse del Fas (ridotto nel frattempo a 52 miliardi 400 milioni) su obiettivi considerati &#8220;prioritari per il rilancio dell&#8217;economia nazionale&#8221;. Come? Anzitutto, attraverso la suddivisione dei soldi tra amministrazioni centrali (25 miliardi 409 milioni) e Regioni (27 miliardi). Poi con la costituzione di tre fondi settoriali: uno per l&#8217;occupazione e la formazione; un altro a sostegno dell&#8217;economia reale istituito presso la presidenza del Consiglio; un terzo denominato Infrastrutture e che dovrebbe curare il potenziamento della rete infrastrutturale a livello nazionale, comprese le reti di telecomunicazioni e energetiche, la messa in sicurezza delle scuole, le infrastrutture museali, archeologiche e carcerarie. Denominazioni pompose ma che in realtà nascondono un unico disegno: dare il via al saccheggio finale.</p>
<p>Ma il vero colpo al Sud viene dall&#8217;interno del fondo Infrastrutture per 12 miliardi 356 milioni e il  Sud vede poco o niente. Le sue dotazioni spariscono per coprire i più svariati provvedimenti governativi: 900 milioni per l&#8217;adeguamento dei prezzi del materiale da costruzione (cemento e ferro) necessario per riequilibrare i rapporti contrattuali tra stazioni appaltanti e imprese esecutrici dopo i pesanti aumenti dei costi; 390 per la privatizzazione della società Tirrenia; 960 per finanziare gli investimenti del gruppo Ferrovie dello Stato; un altro miliardo 440 milioni per i contratti di servizio di Trenitalia; 15 milioni per gli interventi in favore delle fiere di Bari, Verona, Foggia, Padova.</p>
<p>Ancora: 330 milioni vanno a garantire la media-lunga percorrenza di Trenitalia; 200 l&#8217;edilizia carceraria (penitenziari in Emilia Romagna, Veneto e Liguria) e per mettere in sicurezza quella scolastica; 12 milioni al trasporto nei laghi Maggiore, Garda e Como. Pesano poi sul fondo Infrastrutture l&#8217;alta velocità Milano-Verona e Milano-Genova; la metro di Bologna; il tunnel del Frejus e la Pedemontana Lecco-Bergamo. E poi le opere dell&#8217;Expo 2015 che comprendono il prolungamento di due linee della metropolitana milanese per 451 milioni; i 58 milioni della linea C di quella di Roma; i 50 per la laguna di Venezia; l&#8217;adeguamento degli edifici dei carabinieri di Parma (5); quello dei sistemi metropolitani di Parma, Brescia, Bologna e Torino (110); la metrotranvia di Bologna (54 milioni); 408 milioni per la ricostruzione all&#8217;Aquila; un miliardo 300 milioni a favore della società Stretto di Messina. E non per le spese di costruzione della grande opera più discussa degli ultimi 20 anni, ma solo per consentire alla società di cominciare a funzionare.”</p>
<p>Bene, se in tutto questo Miccichè e accoliti hanno avuto un ruolo o comunque semplicemente per aver zittito consentendo al governo di saccheggiare i Fas destinati al meridione, stiamo proprio freschi su questa Forza del Sud prona agli interessi del Nord.<br />
<strong><strong><em>*Consigliere Nazionale<br />
</em></strong></strong><strong><em>Partito per il Sud</em></strong></p>
<p align="center"><strong><br />
</strong></p>
<p align="center"><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>CIAO, NICOLAGino Giammarino</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 06:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Con la scomparsa di Nicola Zitara il Sud perde una delle menti più lucide ed il meridionalismo diventa orfano della direttiva separatista da sempre portata avanti dall'eminente professore di Siderno in provincia di Reggio Calabria.
Nell'esprimere  il nostro più vivo cordoglio, ripubblichiamo l'ultima intervista realizzata nel settembre 2004 dal nostro direttore con lui a Mongiana convinti come siamo che le idee mantengono in vita gli uomini illustri.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6532" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/10/Zitara.jpg"><img class="size-medium wp-image-6532" title="Zitara" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/10/Zitara-300x225.jpg" alt="NICOLA ZITARA" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">NICOLA ZITARA</p></div>
<p>Con la scomparsa di <strong>Nicola Zitara</strong> il Sud perde una delle menti più lucide ed il meridionalismo diventa orfano della direttiva separatista da sempre portata avanti dall&#8217;eminente professore di Siderno in provincia di Reggio Calabria.<br />
Nell&#8217;esprimere  il nostro più vivo cordoglio, ripubblichiamo l&#8217;ultima intervista  realizzata nel settembre del 2004 dal nostro direttore con lui a Mongiana convinti come siamo che le idee mantengono in vita gli uomini illustri.</p>
<p><strong>Vogliamo cercare di fare il punto attuale della situazione del Sud e dei meridionali?</strong><br />
Secondo me, siamo nella terza crisi occupazionale che il Sud soffre dal momento dell&#8217;unità. Le altre due ebbero come esito l&#8217;emigrazione, un vero e proprio spopolamento dei nostri territori. Quest&#8217;ultima crisi, invece, non lascia intravedere dove potranno andare i meridionali, cosa potranno fare&#8230; e tutto nel più totale disinteresse dello Stato italiano che si preoccupa di ben altri problemi che saranno pure vitali, ma certamente non per il Meridione.</p>
<p>A questo punto credo che i meridionali debbano prendere atto che lo Stato italiano, così come si è configurato, non affronta neanche alla lontana i problemi del Sud: se lo trascina dietro, si fa servire cercando di trarne le utilità che può ricavarne e, per il resto, si abbandona all&#8217;esito degli avvenimenti.</p>
<p>A seguito di questa crisi il nostro Sud subirà dei pesanti contraccolpi interni, ma questa forma di democrazia effimera, di effimero rispetto dei diritti delle persone e questo effimero carattere di Stato evoluto crolleranno piuttosto rapidamente, immagino, per dar luogo ad una forma di sopraffazione magari ovattata, ma non meno violenta, delle classi che sono collegate al sistema italiano.<br />
Prima di tutto la mafia, la quale rende allo Stato italiano il servizio di tenere il Sud quieto e, in secondo luogo, l&#8217;importazione di notevoli capitali, che adesso è difficile da quantificare poiché non se ne parla più: le fonti titolate dell&#8217;informazione tacciono&#8230;</p>
<p><strong>Quale tipo di ricetta o soluzione crede possa essere percorribile?</strong><br />
La mia proposta è radicale: il Meridione deve uscire dallo Stato Italiano. Naturalmente in modo pacifico, civile, ma uscire decisamente, interrompendo ogni contatto, per valorizzare le enormi forze che possiede. Abbiamo coltivato un tipo di cultura ipocrita che è quella risorgimentale, dei valori settentrionali, delle città d&#8217;arte, una cultura secondo la quale i settentrionali sanno fare tutto e noi non sappiamo fare niente, la cultura dei vicini alla negritudine, agli arabi, &#8220;Hic sunt leones&#8221; e cose di questo genere. Insomma, separandoci dall&#8217;Italia questo mito perdente scomparirebbe e il Meridione rivivrebbe!</p>
<p>Invece, adesso, la parte migliore della cultura meridionale va ad inserirsi nei quadri di quella settentrionale, la serve nel modo migliore, si sposta fisicamente verso Roma e le altre città non meridionali lasciando qui l&#8217;ipocrisia, la finzione, la repressione, la nozione di regole e valori di vita che non ci appartengono e che, nel momento in cui li valorizziamo, reprimiamo i nostri.</p>
<p><strong>Abbiamo parlato degli abusi e delle colpe dei fratelli dell&#8217;alt(r)a Italia ai danni del Sud: vogliamo analizzare, con l&#8217;occhio del meridionalista attento che da tanti anni segue le vicende del nostro territorio, qualche colpa degli stessi meridionali?</strong><br />
Le colpe dei meridionali sono notevolissime. Però, non va sottovalutata la funzione ipocrita, sviante e corruttrice dello Stato italiano impostata sin dal primo giorno dell&#8217;unità quando, cioè, i meridionali adottarono valori politici e di organizzazione sociale che non venivano dal profondo della loro società, ma erano d&#8217;importazione.</p>
<p>Innanzitutto, il primo valore importato fu quello della proprietà borghese della terra, che aleggiava in tutta l&#8217;Europa ma di cui si fece grande vessillifero lo Stato piemontese con il Cavour.</p>
<p>Ora, una volta importato questo valore, non solo come speranza di una classe di proprietari meridionali che è quella di appropriarsi delle chiese demaniali, ecclesiastiche e comunali, ma anche d&#8217;ingrandirsi ai danni dei contadini, lo Stato italiano non da nessuna collaborazione, anzi riesce ad assorbire tutto il risparmio che i meridionali hanno accumulato di modo che, acquistata la terra, non c&#8217;era possibilità d&#8217;investimenti su di essa, per cui rimaniamo con un&#8217;agricoltura ferma al 1880, il momento più avanzato dell&#8217;agricoltura meridionale, che viene poi stroncato da un processo di conflitto doganale con la Francia, la grande esportazione verso l&#8217;Europa di vino, olio e agrumi.</p>
<p>La responsabilità dei meridionali di non investire le proprie risorse sulla propria terra è provocata ed alimentata dall&#8217;ideologia unitaria di un primato del Nord nell&#8217;economia nazionale e dell&#8217;inconsistenza di esigenze meridionali nel quadro nazionale.</p>
<p><strong>Parliamo di federalismo: come lo vede e cosa pensa della battuta d&#8217;arresto e dei ripensamenti che ne stanno ritardando l&#8217;attuazione?</strong><br />
In linea teorica, decentrare le forme di gestione del potere e le entrate della spesa pubblica ha un senso. In pratica no, perché il controllo sui cittadini, che dovrebbe crescere, qui nel Sud si attenua. Nel Sud la spesa pubblica è un atto di clientelismo, se non di corruzione. Aumentare i centri di spesa per gestire lo stesso totale non credo che sia molto educativo e che lavori per stimolare la produzione. E&#8217; una forma che funziona in altre zone, ma qui è destinato ad un totale fallimento, innanzitutto perché non ci sono centri di controllo, controllo che non è possibile in quanto il Paese è sbilanciato, anche dal punto di vista della stampa: la stampa del Sud non c&#8217;è, è inconsistente e, quel poco che c&#8217;è è servile.</p>
<p>L&#8217;opinione pubblica è amministrata dai grandi partiti nazionali e reagisce nella misura in cui reagiscono i grandi partiti nazionali: chi detiene il potere sa di averne uno enorme rispetto ad una società che ha bisogno dello Stato in quanto non ha altre colonne portanti, se non quella di uno Stato dei servizi che, però, è modellato sulla realtà settentrionale. La situazione, purtroppo, è quella di un potere creato e controllato dall&#8217;alto ed esternamente alla società, e non può essere gestito diversamente. Al cittadino meridionale altro non rimane se non adattarsi a tutto accontentandosi di qualche piccolo favore personale, qualche facilitazione, un po&#8217; di carriera e cose di questo genere&#8230;</p>
<p><strong>Abbiamo parlato di un Sud autonomo, ma come dovrebbe rapportarsi questo soggetto con quell&#8217;Europa nella quale, ormai, siamo entrati e di cui facciamo parte?</strong><br />
Rispetto all&#8217;Europa il Sud è una realtà marginale, una realtà di confine. Dell&#8217;ultimo confine, quello che si allunga verso quel Sud degli orti e degli alberi che per l&#8217;Europa delle grandi terre arabili, degli allevamenti e dei granai ha rappresentato un fenomeno quasi &#8220;esotico&#8221;. Un&#8217;Europa nella quale non siamo stati mai troppo comodi, in verità, a cominciare dal momento in cui l&#8217;impero romano, con la sua invasione e colonizzazione riduce il ruolo centrale del Mediterraneo e quello della Magna Grecia.</p>
<p>Oggi possiamo tranquillamente fare in proprio, siamo al centro del Mediterraneo, non dobbiamo far altro che riacquistare la nostra personalità, toglierci quella maschera che ci nasconde e svolgere il nostro ruolo nel mondo anche come potenza mediterranea collegandoci ad altre realtà come il mondo arabo e gli Stati Uniti. L&#8217;Europa, eccezion fatta per il petrolio, non ha grossi interessi nel Mediterraneo, ma non credo che rinuncerà cos“ a cuor leggero alle sue colonie.</p>
<p><strong>L&#8217;Europa attuale, più che nel parlamento di Bruxelles, ha il suo nodo politico nella Banca Centrale Europea: lei che ha posizioni anche giustamente critiche verso il modus operandi degli istituti di credito, come giudica le politiche di sviluppo adottate dalla BCE?</strong><br />
Apro una parentesi: per la mia formazione ed il mio passato, non credo moltissimo nello sviluppo capitalistico. Penso che siamo arrivati ad un livello di produzione anche notevole, si tratta di redistribuirla meglio tra i vari paesi in modo che non si verifichino fenomeni di pesante disoccupazione come accade nel Meridione.</p>
<p>Non credo che i capitalisti di oggi  abbiano più un grosso ruolo in una realtà in cui ci sono delle imprese che organizzano delle vere e proprie avventure  finanziate dal sistema bancario, realizzando dei profitti per i partecipanti senza rischiare più di tanto.</p>
<p>Per cui, quando dico sviluppo più che altro parlo di una migliore distribuzione della produzione e del lavoro sull&#8217;intero pianeta.</p>
<p>Quanto alla BCE si è presentata con un biglietto da visita fortissimo, quello della moneta che non si svaluta e che resiste nella sua capacità d&#8217;acquisto nel tempo. Adesso ci accorgiamo che si trattava di un&#8217;operazione mistificatoria, il primo risultato è una svalutazione fenomenale, i prezzi sono più che raddoppiati e certamente la moneta non è stata indifferente a questo fenomeno.</p>
<p>Probabilmente, anche questa volta la svalutazione serve a ripianare il debito pubblico degli stati e di quest&#8217;atto la Banca Europea si è resa protagonista. Pensavano di poter acquistare il petrolio in euro, ma il dollaro ha fatto la sua politica e, ribassando il prezzo relativo, ha messo in seria difficoltà l&#8217;euro e costretto gli europei a ridurre la produzione di quel tanto che esportavano ricevendo pagamenti in dollari, in quanto agli acquirenti che hanno dollari non conviene acquistare in euro. La storia certamente definirà meglio il problema, ma tutto ciò ha generato una crisi incredibile, figlia della politica sconsiderata attuata dai banchieri europei i quali si sono, peraltro, arricchiti in questo spostamento di valore dei rapporti di scambio tra moneta e merci senza risultati positivi sul piano della produzione e della impostazione di idee nuove nello sviluppo e nel lavoro.</p>
<p>Quindi, un&#8217;esperienza fin qui tremendamente negativa, che modifica i rapporti sociali principalmente all&#8217;interno della società meridionale.</p>
<p><strong>Per concludere, se lei la intravede, qual è la via d&#8217;uscita dallo stato di soggezione economica che attanaglia il Sud in questo momento? </strong><br />
E&#8217; un disastro! Il Sud finirà come nel periodo del trasformismo di De Pretis e come in quella situazione ancora più disgraziata che si realizzò nel periodo di Giolitti, cioè, sarà politicamente un territorio del notabilato il quale si spartirà la spesa pubblica, la nomina di personale che passa alle dipendenze dell&#8217;organizzazione pubblica e metterà il proletariato non aggancialo con il sistema in condizioni difficilissime: la prima volta abbiamo avuto un&#8217;emigrazione di sette o otto milioni di persone, dopo la seconda guerra mondiale ne abbiamo avuto un&#8217;altra di pari o forse maggiore consistenza.</p>
<p>Il Sud ha fuori dei suoi confini non meno di ventitrè o ventiquattro milioni di ex-meridionali, famiglie e figli che si sono ambientati altrove, a causa di un governo negativo dello Stato italiano. Punitivo, direi, nei confronti del Sud.</p>
<p><strong><em>Gino Giammarino</em></strong></p>
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		<title>ANTONIO MOCCIOLA PRESENTA&#8220;LE VIE NASCOSTE&#8221;A PALAZZO VENEZIA IN NAPOLI</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 10:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Giovedì 15 luglio l'autore e l'editore, Gino Giammarino, presenteranno nello storico palazzo di via Benedetto Croce la prima guida delle città-fantasma italiane</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/07/mocciola.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5560" title="mocciola" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/07/mocciola-200x300.jpg" alt="mocciola" width="200" height="300" /></a>Giovedì 15 luglio alle ore 20<br />
Palazzo Venezia, via Benedetto Croce 19, Napoli<br />
</strong> </p>
<div> </div>
<div><strong><em><span style="text-decoration: underline;">ANTONIO MOCCIOLA</span></em></strong><br />
 <br />
<span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;">“LE VIE NASCOSTE”<br />
Tracce di Italia remota</span><br />
</span> <br />
 <br />
I PAESI ABBANDONATI RITROVANO LA VOCE<br />
Arriva la prima guida dei paesi abbandonati d’Italia. Un viaggio insolito, tra borghi cancellati e immobili da decenni, spesso da secoli. Archeologia moderna mai esplorata, mai descritta e mai studiata abbastanza. Questo libro, edito da Giammarino editore (95 pagine, 10 euro), colma un vuoto e regala inedite emozioni. Antonio Mocciola, giornalista e appassionato del Belpaese, ci porta per mano attraverso luoghi sconosciuti e disabitati, dai nomi arcaici (Craco, Buonanotte, Romagnano al Monte, San Pietro Infine, Argentiera, Stramentizzo, Nardodipace) e abbandonati dall’uomo. Ventuno “Pompei del Novecento”, scrigni di tesori inesplorati, al termine di strade impervie e spesso desolate. Un’Italia diversa, persa nel buio della storia. Una storia da rileggere, da riscoprire, da amare.<br />
 <br />
 <a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/07/copertina.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5596" title="copertina" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/07/copertina-300x200.jpg" alt="copertina" width="300" height="200" /></a>Assieme all&#8217;autore <strong>Antonio Mocciola</strong> ed all&#8217;editore <strong>Gino Giammarino</strong>, interverrano la giornalista e scrittrice meridionalista <strong>Marina Salvadore</strong>, il critico d&#8217;arte <strong>Maurizio Vitiello</strong>, il sociologo <strong>Giancarlo Pagano</strong> ed il regista <strong>Mauro Caiano</strong>. Durante la serata gli ospiti saranno accompagnati attraverso<em> le vie nascoste</em> da una delle voci più autenticamente belle del classico napoletano, quella di <strong>Raffaella De Simone</strong>.<br />
La serata si aprirà con un cocktail di benvenuto e, dopo la presentazione del libro, si concluderà con un buffet.<br />
<em>Ingresso libero<br />
</em> <br />
<a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/07/casina-notte.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5602" title="casina-notte" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/07/casina-notte-300x199.jpg" alt="casina-notte" width="300" height="199" /></a><br />
Info PALAZZO VENEZIA<br />
Napoli, Via Benedetto Croce 19<br />
Tel. 081.552.87.39<br />
<a href="http://www.palazzovenezianapoli.com/">www.palazzovenezianapoli.com</a><br />
 <br />
 <br />
 <br />
Antonio Mocciola (Napoli, 1973), giornalista pubblicista, è caporedattore de “Il Brigante”. Ha scritto per la musica, per il teatro, per la radio e per la televisione. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti “La sottrazione” (Montag editore).<br />
 <br />
La Giammarino Editore è stata fondata nel 2010 da Luigi Giammarino, da dieci anni editore ed ideatore de “Il Brigante”, una delle più autorevoli voci del meridionalismo (<a href="http://www.ilbrigante.it/">www.ilbrigante.it</a>)</div>
<p> </p>
<hr />
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		<title>&#8220;TERRONI&#8221; A NAPOLIPresentazione del libro di Pino Aprile</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 09:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>L'evento è previsto per il prossimo martedì 13 aprile 2010 
alle ore 17:30 nell’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/03/pino_aprile_130_0_100.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3269" title="pino_aprile_130_0_100" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/03/pino_aprile_130_0_100.jpg" alt="pino_aprile_130_0_100" width="130" height="164" /></a>Presentazione napoletana per il nuovo libro di <strong>Pino Aprile </strong>intitolato <strong>“TERRONI”</strong><em> (Tutto quello che è stato fatto perchè gli italiani del Sud diventassero meridionali)</em><strong> </strong>edito da  PIEMME<strong>. </strong>L&#8217;evento, che vedrà presente l&#8217;autore, si svolgerà nell’Antisala dei Baroni, presso il Maschio Angioino di Napoli, il prossimo <strong>martedì</strong> <strong>13 aprile 2010</strong> alle ore<strong> 17:30</strong>.<br />
L&#8217;opera, da noi precedentemente recensita, seppur uscita di recente e nel pieno di una pubblicistica ormai fortunatamente dilagante, ha già ben impressionato e gode di un fitto e positivo &#8220;passaparola&#8221; in rete che promette sicuramente una larga diffusione presso i lettori.<br />
Per conoscenza, ecco di seguito la nostra recensione.</p>
<p>E’ uscito da qualche giorno nelle librerie, edito da PIEMME, un testo destinato a diventare uno dei riferimenti base per chi si avvicina alle tesi del meridionalismo. L’opera si chiama “Terroni”, sottotitolo: <em>“Tutto quello che è stato fatto perchè gli italiani del Sud diventassero meridionali” </em>ed è frutto della penna -brillante come poche- di <strong>Pino Aprile.</strong> L’opera di Aprile, vicedirettore di “Oggi” e direttore di “Gente”, nonchè collaboratore di Segio Zavoli dell’inchiesta giornalistica a puntate “Viaggio nel Sud”, è densa di riferimenti, collegamenti, aneddoti e rifessioni. Eppure appartiene a quella rara schiera di libri che come una maledizione o, se preferite, un incantesimo, una volta aperti diventa impossibile mollare se non si arrivi all’ultima pagina. Indubbiamente gran merito del sortilegio di cui sopra spetta allo stile agile e coinvolgente, ma dotato a larghi tratti  di un modo ironico di porsi finti quesiti che ingenereranno autentici dubbi nei lettori. Utile ed imperdibile per i meridionalisti, “Terroni” è un libro da far leggere a tutti i meridionali per interrogarsi e poi capire, in un cammino di trecento pagine partendo dalla necessità di “Diventare meridionali” per giungere alle “Piaghe del Sud”.</p>
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		<title>A SORRENTO SI PARLA DI STORIA DEL SUDDALL&#8217;UNITA&#8217; D&#8217;ITALIA AL FEDERALISMO FISCALE</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 17:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[meridionalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<B>
L'occasione è fornita dalla presentazione del libro del consigliere regionale della Campania Antonio Scala intitolato:
“La valigia di cartone - Il Sud dall´Unità d'Italia al federalismo fiscale" che si terrà venerdì 5 febbraio 2010 alle 18:00, presso il “Centro Anziani per la terza età” di Via Santa Maria delle Grazie.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="COLOR: #333333; FONT-SIZE: 10pt"><a rel="attachment wp-att-1716" href="http://www.ilbrigante.it/evidenza/a-sorrento-si-parla-di-storia-del-suddallunita-ditalia-al-federalismo-fiscale/attachment/lavaligia_01/"><img class="alignleft size-full wp-image-1716" title="LaValigia_01" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/02/LaValigia_01.JPG" alt="LaValigia_01" width="200" height="245" /></a>Interessante appuntamento storico-letterario in chiave meridionalista quello in programma il prossimo venerdì 5 Febbraio 2010, alle ore 18:00, presso il “Centro Anziani per la terza età” di Via Santa Maria delle Grazie in Sorrento. L’ occasione sarà fornita dall&#8221;Onorevole <strong>Antonio Scala</strong>, consigliere regionale della Campania, già Presidente della Commissione Speciale Anticamorra, che presenterà il suo ultimo libro<strong> “La valigia di cartone &#8211; Il Sud dall´Unità d&#8217;Italia al federalismo fiscale&#8221;</strong>. L’opera rappresenta un interessante viaggio attraverso i mali del Sud per cercarne le cause e proporre adeguate soluzioni. All&#8217;incontro pubblico interverrno anche il dott. <strong>Matteo Vanacore</strong>, presidente del centro anziani di Sorrento ed il giornalista <strong>Luigi Di Prisco</strong>, in veste di moderatore. </span></p>
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