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	<title>ilBrigante.it &#187; illustrazione</title>
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		<title>I RIONI DELL&#8217;ARTE 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 10:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Tre gli appuntamenti che sanciscono il completamento del programma portato avanti da Aporema negli scorsi mesi, istituendo un dialogo tra gli alunni di tre scuole napoletane, operatori didattici, comunicatori e artisti emergenti o già noti, che hanno seguito ciascuna classe lungo quest’iter.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al via la II edizione de “I RIONI DELL’ARTE”, progetto voluto e realizzato da APOREMA onlus, col contributo della “Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia” e la collaborazione della “Fondazione Donnaregina – Museo Madre di Napoli”. Tre gli appuntamenti che sanciscono il completamento del programma portato avanti da Aporema negli scorsi mesi, istituendo un dialogo tra gli alunni di tre scuole napoletane, operatori didattici, comunicatori e artisti emergenti o già noti, che hanno seguito ciascuna classe lungo quest’iter.<br />
15 dicembre 2010, ore 18:00, c/o il Museo Diocesano (Largo Donnaregina – Napoli), concerto ibrido degli artisti e i ragazzi. Sul palco Francesco D’Errico, Marco Sannini e Giovanni Imparato.<br />
16 dicembre 2010, ore 16:30, c/o Museo Madre (via L. Settembrini n. 79 – Napoli), mostra ibrida delle opere degli alunni e degli artisti. In esposizione anche lavori di Riccardo Dalisi, Patrizio Esposito e Rosaria Iazzetta.<br />
17 dicembre 2010, ore 18:30, c/o il Goethe Institut (Riviera di Chiaia n. 202 – Napoli) presentazione degli esiti del percorso creativo nato dall’interazione tra i ragazzi e le scrittrici Antonella Cilento, Rossella Milone ed Elisabetta Montaldo.<br />
Tre le scuole partenopee coinvolte nel disegno di Aporema onlus: 19° Circolo Didattico V. Russo, Istituto Comprensivo Della Valle, S.M.S. Santa Maria di Costantinopoli. Varie le classi che hanno aderito ai diversi incontri, laboratori e confronti. Tre le aree di elezione e interesse: musica, arti visive e letteratura, differenti canali e linguaggi artistici, tesi verso lo stesso fine: creare un libero dilagare di idee, inoculare nelle coscienze il germe della curiosità, ponendo domande, a cui non necessariamente far corrispondere repliche nette e definitive, anzi aperte, instituire, quindi, una comunicazione a più voci tra i ragazzi, la loro sensibilità e creatività, gli strumenti di operatori e artisti, per acquisire un diverso approccio e una nuova consapevolezza del bene comune, del tessuto urbano, delle tematiche sociali condivise, e al contempo sollecitare la cittadinanza a partecipare, quale inedito polo interlocutorio, quale portatore sano di senso altro. Questo il concept alla base anche del precedente progetto “Le Libellule”, curato da Beatrice Salvatore con gli artisti Domenico Antonio Mancini, Mimmo Martorelli, Daniela Politelli, Girolamo Santulli e gli Afterall (Silvia Viola Esposito e Vincenzo Esposito) e altri alunni della S.M.S. “S. M. di Costantinopoli”, del 19° Circolo Didattico “V. Russo” e dell’Istituto Comprensivo “Della Valle” durante tutto il mese di ottobre. Brevi viaggi nella rete socio-metropolitana, in cui gli artisti hanno incontrato i ragazzi che non partecipavano a “I Rioni dell’Arte”, per dar vita a ‘interventi’, incursioni-azioni-opere nei quartieri dove hanno sede le tre scuole.<br />
Le declinazioni artistiche, le sintassi sonore, i codici letterari, dunque, assurti a tramite non solo estetici, ma anche etici, veicoli di un apprendimento e una diversa attenzione verso il sociale e il civico.<br />
“I Rioni dell’Arte”, come occasione di far dialogare tra loro tessuto urbano, scuola pubblica, giovani e arti. L’azione del progetto, come già accennato, si sviluppa attraverso le istituzioni scolastiche, insistenti su quartieri napoletani (da San Pietro a Patierno al Centro Storico, da Posillipo-Casale alla Sanità), ‘adottate’ da artisti visivi, scrittori e musicisti. Da qui il nome “I Rioni dell’Arte”. I soggetti principali dell’azione, gli alunni, incontrano, così, il pensiero progettuale creativo, rivolto al conseguimento di una nuova visione del bene comune e di differenti dinamiche relazionali tra sé e l’altro da sé. I ragazzi sono avviati allo studio dei linguaggi della comunicazione nel corso di laboratori di ricerca condotti da esperti di Aporema onlus per poter alla fine costituire un’opera ibrida che dialogherà col territorio che la ospita.<br />
I protagonisti: 19°C.D. “V. Russo” Arti Visive Artista: Riccardo Dalisi; operatore: Enzo Esposito. Musica Artista: Francesco D’Errico; operatore: Gabriella Rinaldi. Letteratura Artista: Rossella Milone; operatore: Mariangela Lepre.<br />
IC Della Valle Arti Visive Artista: Rosaria Iazzetta; operatore: Daniela Politelli. Musica Artista: Gianni Imparato; operatore: Daniela Ievolo.<br />
Sms Costantinopoli Arti Visive Artista: Patrizio Esposito; operatore: Silvia Esposito. Musica Artista: Marco Sannini; operatore: Daniela Ievolo. Letteratura Artista: Antonella Cilento; operatore: Mariangela Lepre.<br />
L’illustrazione del progetto sarà supportata da una videoinstallazione a cura di USERNAME (www.usernameartagency.it).</p>
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		<title>Le Libellule</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 12:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 10.11.2010, ore 11:30, presso la biblioteca della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia (via Don Bosco n. 7 – Napoli), APOREMA o.n.l.u.s. (www.aporema.it, info@aporema.it,) presenta l’incontro conclusivo del progetto “Libellule”. Intervengono Giuseppe Fiorito, Presidente di Aporema o.n.l.u.s., Beatrice Salvatore, curatrice delle azioni-opere, gli autori delle stesse: Afterall, Antonio Mancini, Mimmo Martorelli, Daniela Politelli, Girolamo Santulli. In sala una rappresentanza degli allievi co-protagonisti. Aprirà l’incontro Lidia Genovese, Commissario Regionale della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia.
“Libellule”, libera ed estemporanea ‘esposizione-incursione’ delle ‘azioni-opere’ di Domenico Antonio Mancini, Mimmo Martorelli, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 10.11.2010, ore 11:30, presso la biblioteca della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia (via Don Bosco n. 7 – Napoli), APOREMA o.n.l.u.s. (www.aporema.it, info@aporema.it,) presenta l’incontro conclusivo del progetto “Libellule”. Intervengono Giuseppe Fiorito, Presidente di Aporema o.n.l.u.s., Beatrice Salvatore, curatrice delle azioni-opere, gli autori delle stesse: Afterall, Antonio Mancini, Mimmo Martorelli, Daniela Politelli, Girolamo Santulli. In sala una rappresentanza degli allievi co-protagonisti. Aprirà l’incontro Lidia Genovese, Commissario Regionale della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia.<br />
“Libellule”, libera ed estemporanea ‘esposizione-incursione’ delle ‘azioni-opere’ di Domenico Antonio Mancini, Mimmo Martorelli, Daniela Politelli, Girolamo Santulli e degli Afterall (Silvia Viola Esposito e Vincenzo Esposito), realizzate con gli alunni della S.M.S. “S. M. di Costantinopoli”, del 19° Circolo Didattico “V. Russo” e dell’Istituto Comprensivo “Della Valle”, iniziativa voluta da Aporema o.n.l.u.s e svoltasi nel mese di ottobre, giunge al termine con un incontro-presentazione del percorso tracciato.<br />
L’illustrazione del progetto sarà supportata da una videoinstallazione sulle ‘azioni-opere’ de “Libellule”, a cura di USERNAME (www.usernameartagency.it).<br />
Dopo la manifestazione di medio termine de “I Rioni dell’Arte 2010” (Museo Madre 27 settembre scorso), Aporema o.n.l.u.s. ha continuato a tenere vivo il dialogo tra artisti emergenti o già noti, afferenti ai diversi ambiti delle arti visive, letterarie e musicali, e gli alunni di varie scuole di ogni ordine e grado, proprio attraverso una serie di incontri nel mese di ottobre, fulcro dinamico e interattivo de “Le Libellule”, neofiliazione del più ampio discorso del già citato “I Rioni dell’Arte 2010”. Quest’ultimo progetto, ideato da Aporema o.n.l.u.s., finanziato dalla Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia, e che si avvale del contributo della Fondazione Donnaregina – Museo Madre e di Scabec, Società Campana Beni Culturali, culminerà in tre eventi il 13/15/17 dicembre, rispettivamente c/o il Museo Madre, il Museo Diocesano e il Goethe Institut.<br />
Al centro dell’attività di Aporema o.n.l.u.s., che opera sul territorio da oltre dieci anni, l’intento di conferire una nuova ‘mansione’ al linguaggio artistico, assurto a tramite di un percorso di crescita e apertura verso l’altro come ricchezza della diversità. Sintassi artistica – visiva, letteraria e musicale – quindi, non solo come veicolo estetico, ma anche etico. Funzione sociale e civica, dunque, e non soltanto espressione estetizzante. Piuttosto, canale di comunicazione e avvicinamento, di valorizzazione delle risorse del territorio nei vari quartieri partenopei, occasione di riedificazione, o talvolta di creazione ex novo, di un dialogo a più voci tra artisti, ragazzi e cittadini. L’intenzione è per l’appunto quella di infrangere il senso comune, intromettendosi nel quotidiano e creando in esso una frattura, uno iato. Artisti, la cui idea principe è che la creatività risieda nel farsi domande, hanno inoculato nelle coscienze degli alunni delle tre scuole il virus di una sana curiosità e, attraverso il lavoro portato avanti insieme, hanno provato a sortire lo stesso effetto nella cittadinanza.<br />
Con “Libellule”, infatti, l’arte e la creatività si liberano, non sono più unicamente all’interno delle aule dove si sono tenuti incontri e laboratori, ma straripano tra le strade, nelle piazze, tra la collettività. Quest’energia espressiva ribollente è tornata ad appartenere alla città e alla sua umanità, che per l’occasione è divenuta l’altro polo, il terzo interlocutore di un tale colloquio, nuovo elemento di confronto e perciò inedito orizzonte di senso. Il nome del progetto, peraltro, nato dal volo di quest’insetto predatore, silenzioso e veloce, è esemplificativo dell’aspetto dell’istantaneità, dell’incursione improvvisa e immediata. Il leitmotiv è quello della sorpresa, in cui il prodotto creativo dei ragazzi, nato dall’interazione con gli artisti, è emerso fra la gente spontaneo e foriero di un’aspettativa di senso. Rivolgere domande, scuotere sensibilità, far strada al libero pensiero, non per avere necessariamente risposte nette, ma per iniziare a percepire chiara l’esigenza di porsi interrogativi.<br />
È così che ogni artista ha creato con i ragazzi delle tre scuole la sua “libellula”. Il tema è stato “Migrazioni”. Migrazioni come Altro da sé, come Confini/Sconfinamenti, Relazione/Comunicazione, Errare/Errore, Scambio/Spostamento, come Viaggio, Intercultura, Comprensione e Integrazione, Diversità e Identità Varie. Partendo da ciò, non si è preteso di riscrivere un’identità sociale, culturale e individuale, per certi versi spezzata, frantumata, ma si sono volute offrire chiavi di lettura, si è inteso creare cortocircuiti di senso.<br />
Nell’ambito di quest’iter ci sono stati momenti specifici in cui si è tentato di rintracciare un senso più globale, confrontando l’esito delle varie incursioni delle ‘azioni-opere’ apparse sul territorio a una certa distanza di tempo e luogo. Le “azioni-opere” sono differenti a seconda del mezzo espressivo scelto, delle esigenze e delle inclinazioni degli alunni, delle particolarità, risorse e criticità delle varie aree in cui si collocano le tre scuole, unendo trasversalmente due segmenti del centro storico e la collina di Posillipo. Così, sono state rappresentate da interrogativi, frutto di un’analisi sul proprio quartiere, scritti in aeroplani di carta planati dalle finestre delle aule della S.M.S. “S. M. di Costantinopoli”, il tutto documentato e raccolto in una sorta di pubblicazione che resti patrimonio della biblioteca della scuola. O ancora, al fine di rendere più consapevoli i ragazzi sul tema dell’immigrazione a Napoli, da interviste agli extra-comunitari, riprese video, montaggio, poi raccolte in dvd distribuiti nelle cassette postali della via dove sorge la scuola coinvolta. E non ci si ferma qui: da installazioni, videoproiezioni, oppure, per individuare l’errore e la ricchezza dell’imperfezione, da una ‘passeggiata fotografica’, durante la quale i ragazzi hanno immortalato i segni dell’errore, disponendo subito dopo le polaroid accanto all’oggetto ritratto.<br />
Alla ricerca di significati altri, dunque, di inedite visioni, tramite domande aperte, attraverso parola scritta, foto, video, audio, interviste, non per trovare risposte determinate – è bene precisarlo ancora una volta – ma nuove aperture e diversi orizzonti di senso.</p>
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		<title>&#8220;TOY-TANO&#8221;, COLLETTIVA D&#8217;ARTE AL PURP</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 16:29:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>
L'inaugurazione della collettiva organizzata da Alessandro Cocchia è fissata per il prossimo venerdì 5 Febbraio 2010 alle ore 19:00. Sarà visitabile sino al 26 Febbraio 2010 dal lunedì al sabato, dalle 17:30 alle 20:30. Ingresso libero.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 5 Febbraio 2010 alle ore 19:00 si inaugura “TOY-TANO”, la collettiva organizzata da ALESSANDRO COCCHIA c/o “PURP” (vico Carceri San Felice n. 23 – Napoli. Info: 328/3565201,www.alessandrococchia.com), visitabile sino al 26.2.2010 dal lunedì al sabato, dalle 17:30 alle 20:30. Ingresso libero.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1517" href="http://www.ilbrigante.it/artecultura/toy-tano-colletiva-darte-al-purp/attachment/foto-mostra-cocchia-11-200x300/"><img class="alignleft size-full wp-image-1517" title="Foto-Mostra-Cocchia-11-200x300" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2010/01/Foto-Mostra-Cocchia-11-200x3001.jpg" alt="Foto-Mostra-Cocchia-11-200x300" width="200" height="300" /></a>La nuova collettiva voluta da Cocchia, coinvolgendo alcune tra le personalità più originali ed estrose della scena artistica napoletana, mira a cogliere una tendenza già diffusa all’estero, quella degli “Art Toys”, e farla propria, sino a rielaborarla in maniera inedita e a comunicarla al tessuto più vivido e fertile della città. Questo l’intento che ha animato il designer napoletano nell’allestimento presso la sua factory. Accanto a ciò, però, un altro scopo: quello di raccogliere fondi, col ricavato della vendita dei pezzi in mostra, da devolvere alla O.N.L.U.S. “Roadway for Others”, e in particolare al progetto “Roadway for Africa”, per rifornire di farmaci una clinica in Senegal nata beneficamente e operante sul territorio (www.roadwayforafrica.com). Così, per una causa più che altruistica, una quanto mai varia teoria di “Art Toys” sarà protagonista del corpus espositivo. Gli “Art Toys” sono pura ‘follia decorativa’, nuova ossessione per i collezionisti, che orbitano tra street art, trend creativi underground, web culture, sintassi comunicative non ortodosse, ma sperimentali, con un occhio al Nord Europa e al Giappone, e un altro alle capitali USA. MUNNY e DUNNY, due modelli della Kidrobot (insieme a Toy2R, due tra i marchi produttori più forti nel settore), altro non sono che pupazzi (banalizzandoli, così li si potrebbe definire!) di varie dimensioni (dai 7 ai 50 cm di altezza), nati dall’idea dell’artista newyorchese Tristan Eaton e del proprietario della Kidrobot Paul Budnitz, e dopo poco esplosi come fenomeno di massa che dagli appassionati si sta diffondendo, tramite il web, in tutto il mondo. Grande spinta a ciò è stata data dall’intervento su questi ‘mini-fantocci-giocattolo’ di creativi come Gary Baseman e Jeremyville (il primo ad aver curato una pubblicazione sugli Art Toys), che hanno illustrato, dipinto, personalizzato i modelli neutri, rendendoli pezzi d’arte e da collezionismo unici, o a tiratura rigorosamente limitata. In una parola, li hanno – come si direbbe in inglese – “customizzati”, modificandoli secondo il proprio gusto e stile, facendoli diventare veri e propri oggetti d’arte, con cui in vari paesi vengono organizzate mostre ed esposizioni. Lo sguardo lungo di Cocchia, creativo al passo coi tempi e perfettamente calato in una cultura globale, ha saputo afferrare questo trend, riproponendolo ad artisti nostrani: graphic designer, fotografi, chef, tatuatori, body artist, creativi, illustratori, writer e videomaker. Ed ecco il risultato: ognuno, secondo le proprie ascendenze e inclinazioni, ha personalizzato il suo MUNNY, conferendogli esclusività. Maria Luisa Firpo, Mario Avallone, Mimmo Moxedano, Alessandro Cocchia, Roberta Della Volpe, Dadà Di Donna, Sayrel Silva, Fabio Fumo, Ruben Sebastien, Pasqualone, Ognissanti, Iabo e Amedeo Califano sono riusciti a travasare il proprio linguaggio artistico in queste creazioni. Così sono nati piccoli Munny floreali, altri travestiti da Stalin-Star, altri ancora incartati con involucri di pregiati cioccolatini francesi artigianali e poi messi in una rete da caciocavallo, minuscole donne manga, ironiche, irriverenti e aggressivamente provocatorie, alcuni che ricordano gli omini di “Mario Bros”. E oltre. Avveniristici esploratori/esploratrici pronti all’allunaggio con stendardi autobiografici, bambolottini che fanno piercing e tatuaggi, Munny ricoperti da inserti di giornale e carta, o con vere e proprie armature di ferro con elmo e alabarda, sino all’apoteosi del tipico San Gennaro di Cocchia, con tanto di tiara e bastone pastorale in rame. Del resto, già dal titolo della mostra s’intravede la miscela di ironia e inventiva: gioco e giocattolo (Toy) che dall’estero qui a Napoli si veste del tipico diminutivo partenopeo “Tano”, per creare un calembour che riecheggia, in assonanza col logo “Purp”, il suo parente stretto, il ‘totano’…<br />
“PURP”, SAVE THE FANTASY FACTORY<br />
Il nome “Purp” non è una scelta causale: è la perfetta unione dell’ironia ‘made in Naples’ (’O Purp, il polpo, per i partenopei!) e una nuance cromatica, ‘purple’, viola, cara a Cocchia. Nel cuore antico della città uno spazio giovane, dinamico, versatile, pronto a recepire e rielaborare in maniera inedita i trend più originali della street culture e di svariate forme d’arte e comunicazione provenienti dalle capitali nordeuropee e delle megalopoli statunitensi. Un’officina creativa in cui colore e immaginazione la fanno da padroni e le idee più innovative vengono accolte, sviluppate e diffuse. Uno spazio espositivo che non ha la presunzione di definirsi gallery, ma che ha tutte le caratteristiche di una fucina in cui estro e inventiva vengono privilegiati in una felice sinergia tra illustrazione, cinema, pittura, fumetto, cartoon e graffiti. Il motto della factory è “Save The Fantasy”, per chi non ha nessuna intenzione di rinunciare alla magia del gioco e del fantastico.</p>
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