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	<title>ilBrigante.it &#187; arte</title>
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		<title>PESCOLANCIANO. ESTATE AL CASTELLO 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 09:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Articolato in due giorni, l'incontro si aprirà venerdì 26 Agosto con una celebrazione presso la Cappella Ducale del Castello, e proseguirà il successivo Sabato 27 agosto con la recita dei Vespri nella Cappella cui farà seguito una tavola rotonda intitolata “Il declino del Sud dal tempo dell’Unità d’Italia: decadenza di una nazione e sue famiglie”. </b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address><span style="font-style: normal;"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/08/castello_pescolanciano_interno.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-10221" title="castello_pescolanciano_interno" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/08/castello_pescolanciano_interno-239x300.gif" alt="castello_pescolanciano_interno" width="239" height="300" /></a>Anche quest&#8217;anno il Centro Studi d&#8217;Alessandro organizza presso il meraviglioso castello di Pescolanciano, un evento nell&#8217;occasione della ricorrenza di S. Alessandro Martire. Articolato in due giorni, l&#8217;incontro si aprirà venerdì 26 Agosto con una celebrazione presso la Cappella Ducale del Castello, e proseguirà il successivo Sabato 27 agosto con la recita dei Vespri nella Cappella cui farà seguito una tavola rotonda intitolata <strong>“Il declino del Sud dal tempo dell’Unità d’Italia: decadenza di una nazione e sue famiglie”.<br />
</strong>Ecco il programma completo della manifestazione che rappresenta anche una rara occasione per visitare il maniero d&#8217;Alessandro che è una vera e propria perla della cultura e dell&#8217;identità del Regno delle Due Sicilie:</span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><br />
</span></address>
<address><span style="font-style: normal;">Venerdì 26 Agosto<br />
ore 10,00 : Celebrazione della festività di S. Alessandro Martire nella Cappella Ducale del Castello</p>
<p>Sabato 27 Agosto<br />
ore 10,00 : Recita dei Vespri nella Cappella Ducale con i cavalieri dell’Ordine Costantiniano di S. Giorgio-ramo napoletano spagnolo</p>
<p>ore 11,00:<strong> </strong>Tavola rotonda:<br />
<strong> </strong><strong>“Il declino del Sud dal tempo dell’Unità d’Italia: decadenza di una nazione e sue famiglie”. </strong></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="font-style: normal;">Interventi di </span><strong style="font-style: normal;">Gino Giammarino</strong><span style="font-style: normal;">, fondatore e direttore della testata </span>&#8220;Il Brigante&#8221;<span style="font-style: normal;"> e </span><strong style="font-style: normal;">Antonio Grano</strong><span style="font-style: normal;">, autore della trilogia di libri meridionalista costituita dai titoli </span>&#8220;La chiamarono unità d’Italia&#8221; <span style="font-style: normal;">- </span>&#8220;Io, brigante calabrese&#8221;<span style="font-style: normal;"> &#8211; </span> &#8220;Pietà per i vinti!&#8221;.<br />
<span style="font-style: normal;">Seguirà la presentazione del libro di <strong>Antonio Di Iorio</strong> </span>“Il Patrimonio dei d’Alessandro della Casa Ducale di Pescolanciano”<span style="font-style: normal;"> ad opera dei nobili <strong>Giorgio De Petra</strong> e <strong>Roberto Maresca di Serracapriola</strong> con introduzione di <strong>Ettore d’Alessandro di Pescolanciano</strong>.</span><br />
<span style="font-style: normal;"> ore 12.30: Consegna della targa-ricordo del Centro Studi d’Alessandro</span><br />
<span style="font-style: normal;"> ore 15,00 : Chiusura recita dei Vespri</span><br />
<strong>NELL’AMBITO DELLA MANIFESTAZIONE E’ PREVISTA L’APERTURA AL PUBBLICO </strong></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><strong>E LA VISITA GUIDATA DEL CASTELLO.<br />
</strong><strong> </strong></span></address>
<address></address>
<address><span style="font-style: normal;"><strong></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">IL CASTELLO DUCALE</span></strong></p>
<p align="center">
<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/08/castello_pescolanciano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10224" title="Castello D'Alessandro (esterno)" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/08/castello_pescolanciano-300x225.jpg" alt="Castello D'Alessandro (esterno)" width="300" height="225" /></a>Nell’Alto Molise, in una cornice di boschi e lungo l’alto corso del fiume Trigno, è situato l’abitato di Pescolanciano.E’ formato da un borgo medioevale cinto da mura e da una parte moderna. Nel borgo antico, sulla sommità di una rupe, si innalza il castello unito al paese da un ponte costruito nel 1691; attraversa un lungo spacco della roccia.</p>
<p>Particolare interessante del maniero, il meglio conservato della regione, è quello che offre due aspetti particolari e caratteristici: un continuo loggiato a sud verso l’abitato e al di sopra dell’ingresso principale un bel balcone piombato del tardo cinquecento. L’ingresso al grande cortile interno, con i servizi accessori del castello (magazzini, scuderie etc.) avviene attraverso la cosiddetta guardiola, ove si nota un interessante balcone arabescato del seicento “<em>con la facciata munita di molte feritoie</em>”<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn1">[i]</a>.</p>
<p>L’edificio costituisce dal punto di vista tipologico un caso particolare “<em>ed anzi, dal punto di vista castellologico persino un caso unico&#8230;Posizione a parte, due soltanto infatti sono gli elementi definibili propriamente castellani: la scarpa ed il ponte levatoio. Ma la prima, del resto non esclusiva della sfera della struttura fortificata, è soprattutto un’integrazione del dato orografico naturale- la rupe cioé – ai fini di un suo adattamento per meglio sostenere l’edificio&#8230;Si tratta di un edificio compatto, con pianta a forma di trapezio, però prossima al quadrato di tre dentature angolari – più che vere e proprie torri – fra le quali è particolarmente accentuata quella a nord-est</em>”<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn2">[ii]</a><em> </em>. Questo edificio, che è stato definito da alcuni critici dell’arte “<em>residenza feudale castellata</em>”, secondo B. Del Matto<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn3">[iii]</a>, risalirebbe agli inizi del medio evo secondo alcuni documenti che non hanno, però, fondamento storico, e più precisamente “<em>si deve ascrivere al primo nucleo fortificato al X° secolo, mentre durante il regno dei Carafa (1274-1530) sembra si debba ascrivere il maggior intervento costruttivo&#8230;</em>” che continuò “<em>con l’avvento della famiglia d’Alessandro, ininterrottamente al governo del feudo di Pescolanciano dal 1576 all’avvento delle leggi eversive della feudalità, l’attività costruttiva del castello medioevale si definisce nelle valenze attuali, e si conclude; verrà ripresa ai primi del 1800 in occasione delle distruzioni dovute al terremoto del 1805”.</em></p>
<p>Il Ciarlanti ricorda<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn4">[iv]</a> che dal castello di Pescolanciano partì nel 1223 la spedizione voluta dall’imperatore Ruggiero II per smantellare il castello di Carpinone perché costruito senza la sovrana autorizzazione. Inoltre, nel cortile interno del castello vi è un’epigrafe marmorea ove si legge:</p>
<p>“NEL XII SECOLO ALLORCHE’ GUERRIGLIE BARONALI LE CONTRADE INFESTARONO LA   DIFESA LO ERESSE – OFFESO DAL TEMPO E DA TELLURICHE INSIDIE QUASI RUREDI ATTESTANTI LA DIVINA POTENZA INOSPITALE REGGEVASI.NEL 1848 RESTAURAVALO SOLO IN PARTE S.E. GIOVANNI MARIA D’ALESSANDRO VII DUCA E XIII BARONE DI PESCOLANCIANO CAROVILLI CASTIGLIONE PIETRABBONDANTE CIVITANOVA CIVITAVECCHIA CASTEL DEL GIUDICE E ROCCACINQUEMIGLIA.GRAN CROCE DI S.M. ORDINE COSTANTINIANO CHIAVE D’ORO DI S.M. FERDINANDO II RE DELLE DUE SICILIE.IN MEMORIA I FIGLI CONTE FABIO, COLONNELLO FULCO E MONS.ETTORE POSERO 1930”.</p>
<p>Dal cortile interno si accede al primo piano rialzato mediante una larga gradinata, ove è situata la cappella gentilizia che custodisce il corpo di San Alessandro Martire ed un bel dipinto settecentesco, rappresentante la decollazione del martire, di Lorenzo de Caro, allievo di Francesco Solimena noto pittore della scuola napoletana.</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">LA FAMIGLIA</span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;"> D</span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">’ALESSANDRO, MEMORIE STORICHE</span></strong></p>
<p align="center">
<p>Le prime notizie di questo nobile casato si perdono nella notte dei secoli; secondo numerosi documenti conservati presso l’archivio di Stato di Napoli ricoprirono spesso importanti cariche pubbliche<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn5">[v]</a>. Capostipite della famiglia, di origine greca e che godette in Napoli il favore di quasi tutti i re succeduti sul trono di Napoli, fu Pietro I i cui discendenti furono iscritti al sedile di Montagna e poi di Porto<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn6">[vi]</a>.</p>
<p>Oltre ai ducati di Castellina e di Pescolanciano ebbero in possesso numerose baronie e relazioni di parentela con le più importanti famiglie napoletane, tra le quali i Marchesani, titolari anche della baronia di Pietrabbondante<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn7">[vii]</a>. Si imparentarono anche con gli Albertario, gli Amendola, i Capasso, i Capece, i Carafa, i Castromediano, i de Gennaro, i Giordano, i Leonessa, i Della Marra, i Miroballo, i Montagna, gli Origlia, i Pagano, i Posellis, i Riccardo, i Riccio, i Sabatini, gli Spinelli, i Toledo di Villar, i Ruggiero, gli Zunica ecc.</p>
<p>Fra i personaggi più illustri si ricordano in modo particolare:</p>
<p>1.Guidone, che andò a combattere come crociato in Terra Santa con il re Guglielmo il buono nel 1187. 2. Giovanni, vescovo di Sarno nel 1156. 3. Angelo, luogotenente del regno di Napoli e consigliere del re Carlo I d’Angiò. 4. Ludovico, arcivescovo di Sorrento nel 1266. 5. Carlo, giustiziere di Calabria. 6. Giovanni I, barone di San Giorgio. 7. Guglielmo, barone del Regno nel 1291. 8. Francesco, barone del Regno nel 1291. 9. Antonio, rappresentante diplomatico del re di Napoli presso le corti di Roma nonché presidente del Sacro Regio Consiglio. 10. Alessandro, maestro di teologia dei frati minori nel 1310. 11. Giovanni II, erario della città di Napoli nel 1338. 12. Antonio II, erario della città di Napoli nel 1343. 13. Giovanni III, consigliere della regina Giovanna II nel 1417. 14. Sansonetto, familiare della regina Giovanna II e governatore di Lucera e di Foggia nel 1423. 15. Paolo o Paolello, direttore del Gran Sigillo, segretario e familiare della regina Giovanna II nel 1403. 16. Jacobuccio, presidente della Real Camera della Sommaria nel 1479. 17. Baldassarre, governatore di Aquila nel 1534. 18. Salvatore, governatore di Aquila e di Taranto. 19. Gio. o Giovanni Francesco, sposò Rita di Baldassarre che nel 1576 acquistò il feudo di Pesclanciano.</p>
<p>Ad iniziare dal XV secolo, la famiglia d’Alessandro si divise in tre distinti rami: quello dei “baroni di Cardito” nel napoletano, il secondo possedette numerosi feudi in Terra di Puglia ed il terzo di Pescolanciano che ebbe, come scrive il De Daugnon<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn8">[viii]</a>, per insegna “<em>uno scudo appuntato di oro al leone di rosso,a sei raggi ciascuna, lo scudo ornato dalla corona patrizia, sormontato da un elmo ducale croronato, adorno di cercine, nastri e svolazzi dai colori dell’arma, accollato dalla croce gerosolimitana, da due fasci d’arma, da una mitra e da un cappello arcivescovile, l’una  a dritta, l’altra a manca verso la punta</em>”.</p>
<p align="center">
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">I d’ALESSANDRO DEL DUCATO DI PESCOLANCIANO</span></strong></p>
<p align="center">
<p>I d’Alessandro vennero in possesso della terra di Pescolanciano e del feudo detto dei Vignale/i<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn9">[ix]</a>, in seguito all’acquisto fatto da Rita di Baldassarre, moglie e forse già vedova -al momento della compravendita- di Giovanni o Giovanni Francesco d’Alessandro, figlio di Gio.Lorenzo governatore di  Monopoli. I feudi vennero venduti per la somma di ducati 10.850 dalla baronessa Carafa Spina, moglie del barone d’Eboli. Nel tempo furono poi acquisiti altri feudi con rispettive proprietà fondiarie che si tramandarono fino al secolo scorso. Difatti, da una serie di documenti vari<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn10">[x]</a> risulta che il duca Giovanni Maria d’Alessandro il 23 febbraio 1906, in base ai relievi antichi e moderni, era proprietario di cinque terre nel contado di Molise e di altre due in Abruzzo citra. In ciascuna di queste terre possedeva “inter alia” i seguenti beni<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn11">[xi]</a>.</p>
<p>Nel contado di Molise:</p>
<ol>
<li>Pescolanciano:      con la bagliva, la portolania, la mastrodattia</li>
<li>Civitanova:      la mastrodattia<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn12">[xii]</a></li>
<li>Civitavecchia:      la bagliva, la mastrodattia</li>
<li>Carovilli      con Castiglione: la bagliva, la portolania, la mastrodattia</li>
<li>Castel      del Giudice: la mastrodattia, la zecca, la portolania,la bagliva</li>
</ol>
<p>Nell’Abruzzo citra:</p>
<ol>
<li>Roccacinquemiglia:      la bagliva,la mastrodattia</li>
<li>Pietrabbondante:      la mastrodattia<a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_edn13">[xiii]</a></li>
</ol>
<p>Segue una dettagliata disanima di documenti per dimostrare i titoli del possesso “<em>di essi corpi in persona del Duca suddetto</em>”.</p>
<p>Circa le rendite il Duca  percepiva rendite da ogni singola Università; esiste un documento del 1803 che ha per titolo “<em>Mensuale delle rendite dello Stato di Pescolanciano</em>”. Si trascrive quello relativo al mese di gennaio di quell’anno,perché le rendite sono indicate in ducati e non “<em>in generi</em>”.</p>
<ol>
<li>Pescolanciano:      taverna, ducati 96.83 1/3. Fida dei Mirandesi (non si esige per la nota      causa). Nei rendiconti degli altri mesi figurano anche un mulino con      valchiera, il “giardino” di Collemeluccio.</li>
<li>Carovilli      e Castiglione: mulino a Carovilli, ducati 86.9.95, valchiera di      Castiglione (non indicata la rendita).</li>
<li>Civitavecchia:      mulino, ducati 96.2.25 (arretrati dell’Università,ducati 34).</li>
<li>Pietrabbondante:      mulino, ducati 66; taverna (rendita non indicata).</li>
<li>Sprondasino:      mulino e valchiera, ducati 90. Università di Bagnoli per mano morta,      ducati 86.66.5.</li>
</ol>
<hr size="1" /><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref1">[i]</a>Gioacchino Maselli, <em>Tra Pentri e Caraceni</em>, Agnone,1936, pg.75.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref2">[ii]</a> Carlo Perogallo,<em>Castelli dell’Abruzzo e del Molise</em>, Milano,1975, pg.87.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref3">[iii]</a> Biagio Del Matto, <em>Il feudo di Pescolanciano ed il castello medioevale</em>, In: Enzo Nocera (a cura di), <em>Almanacco del Molise</em>, 1988, vol.I,pg.333.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref4">[iv]</a>Gio.Vincenzo Ciarlanti,<em>Memorie historiche del Sannio</em>, Isernia,1655, libro IV, pg.348.Ed inoltre: Giambattista Masciotta, <em>Il Molise dalle origini ai nostri giorni</em>, Napoli, 1914 -Cava dei Tirreni 1951-, vol.III,pg.391.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref5">[v]</a>Antonino Di Iorio,<em>Una autentica gloria molisana:I d’Alessandro di Pescolanciano</em>. In: Enzo Nocera (a cura di), <em>Almanacco del Molise</em>, 1987,vol.I, pp.162-196.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref6">[vi]</a> I seggi o sedili erano i luoghi dove si riunivano in determinate ore le più importanti famiglie del vicinato, sia per discutere problemi interessanti l’intera collettività, sia per trascorrere il tempo in compagnia.In prosieguo nella città di Napoli, i seggi erano 29 e furono aboliti nel 1801, prendendo il nome dalle famiglie fondatrici, oppure dalle vicine chiese o porte della città.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref7">[vii]</a> Berardo Candida Gonzaga, <em>Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d’Italia</em>, Napoli, 1875, vol.I, pp.80-81.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref8">[viii]</a> F.F.De Daugnon, <em>Teatro gentilizio della nobiltà d’Europa</em>, Milano,1879-1884, vol.I, pp.2 e ss.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref9">[ix]</a> Antonino Di Iorio, <em>Una autentica gloria molisana..,</em>op.cit<em>.</em>, pg.168</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref10">[x]</a> Isernia, Archivio di Stato, <em>Fondo d’Alessandro</em>, passim.</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref11">[xi]</a> <em>Ibidem.</em></p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref12">[xii]</a> Antonino Di Iorio, <em>Transumanza e tratturi demaniali</em>, in <em>Molise Economico</em>, XI, 1984,n.1, pp.35-90.In merito,all’infuori di detto corpo i rilievi ci dicono “<em>che l’Università di quella Terra sia stata solita corrispondere al Barone annue tomola cento di grano – val dire che potrebbe nascere questa prestazione dalla tenuta di altri corpi giurisdizionali, tanto più avvisa il Duca di ricevere egli da quel Comune annui ducati 2.5% per la Mastrodattia dei corpi giurisdizionali senza che questi a distinguere li già veduti relevij</em>”</p>
<p><a href="file:///C:/Users/UTENTE/Downloads/Il_patrimonio_dei_d'Ale.doc#_ednref13">[xiii]</a> Pasquale Di Cicco, <em>Il Molise e la transumanza,</em>Isernia,1997,pg.14.Il duca dice di possedere eziando la  Bagliva e lo Scannaggio, ma i relevij parlano della sola Mastrodattia</p>
<p></strong><strong> </strong><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p></span></address>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;IL CORNUTO IMMAGINARIO&#8221;E L&#8217;EQUIVOCO PRIMEGGIARita Tridente</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 11:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Sotto le stelle Gigi De Luca </b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/08/de-luca-copia-198x300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10192" title="de-luca-copia-198x300" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/08/de-luca-copia-198x300.jpg" alt="de-luca-copia-198x300" width="198" height="300" /></a>Per la rassegna teatrale “Ridere2011” il giorno 16 agosto il cortile del Maschio Angioino ha aperto le porte a Gigi De Luca che ha riproposto la commedia in due atti: “Il Cornuto Immaginario”.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Intrecci amorosi, incomprensioni, gelosie, raggiri, i canoni standard di una comicità sempre attuale, che trova le sue radici nella verace Napoli.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify">E’ una piazza, il luogo dove tutto prende inizio, Don Faustino, Luisella, Caterina, Nicola sono solo alcuni dei personaggi che si alternano su di un palcoscenico, in cui il groviglio crescente del primo atto, trova una risoluzione solo nel secondo: l’amore, quasi ossessivo, di un uomo sposato, che vive nel terrore di poter essere “cornificato” da parte di una donna, che a sua volta ha scoperto di essere stata tradita.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify">In realtà è tutto un clamoroso equivoco attorno al quale ruota la vicenda, che prede il via dall’ingresso in scena di Giulietta, promessa ad un uomo ricco per il quale non nutre alcun sentimento, mentre in compenso è perdutamente innamorata di Federico, sfortunatamente meno facoltoso.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Gigi De Luca affiancato da Roberto Capasso, Olimpia Cerciello, Gino De Luca, Luisa Esposito, Annalaura Malvone, Ciro Mazaner, Ciro Meglio, Francesco Rivieccio, Gerardo Rivieccio, Antonio Crispino porta in scena una commedia complessa, ingarbugliata, che, però, viene rappresentata con professionalità da un cast di attori qualificati.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Dal “Cucuzzaro” al padre di Giulietta tutti gli attori, immedesimati nel proprio personaggio, hanno finito con lo sposarsi perfettamente con il complesso della narrazione, dando fluidità alla vicenda.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Non sono mancate battute bizzarre nel classico dialetto partenopeo, recitate con disinvoltura ed abilità, che hanno concesso sprint e vivacità ad una storia dai risvolti intriganti e inattesi.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify">La sola immaginazione basta per tessere relazioni inesistenti che non fanno altro che alimentare la perenne e sottesa paura di essere traditi dal proprio amore, il tutto incorniciato da un popolino troppo addentro a situazioni inappropriate, in cui, però, si sente pienamente coinvolto.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;" align="justify">La bizzarra ed unica Napoli con tutti i suoi protagonisti e tutte le sue caratteristiche è ciò che emerge dagli spettacoli proposti al Maschio Angioino da “Ridere 2011”, concedono al pubblico un momento di relax, distensione, divertimento, per creare un diversivo a chi inghiottito dalla frenesia della quotidianità finisce col perdere le cose realmente importanti, finisce col perdere se stesso; concedersi una serata sotto le stelle, tra le tante risate e l’odore di salsedine, per quanto possa sembrare banale è probabilmente ciò di cui un po’ tutti hanno bisogno.</p>
<p style="line-height: 150%; margin-bottom: 0cm;">
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		<title>LUCA SIGNORINI DAL VIVOPER &#8220;UN&#8217;ESTATE AL MADRE&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 08:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Mercoledì 27.07.2011, ore 21:30, al Museo Madre (via L. Settembrini n. 79 – Napoli). Ingresso 12,00 €. Info e prenotazioni: 081/19313016, prevendite circuito www.go2.it</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/luca_signorini-200x300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9930" title="luca_signorini-200x300" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/luca_signorini-200x300.jpg" alt="luca_signorini-200x300" width="200" height="300" /></a>Dopo il successo del live di “Grupo Compay Segundo”, cambio di rotta per il II appuntamento musicale di “Un’Estate al Madre” 2011. “PROGETTO SONORA”, infatti, presenta LUCA SIGNORINI in “Per Violoncello Solo”, mercoledì 27.07.2011, ore 21:30, al Museo Madre (via L. Settembrini n. 79 – Napoli). Ingresso 12,00 €. Info e prenotazioni: 081/19313016, prevendite circuito <a href="http://www.go2.it/">www.go2.it/<br />
</a>Decisamente una diversa declinazione sonora, quella che informerà di sé la serata di mercoledì 27 luglio. Dopo l’apertura del segmento musicale con il sòn cubano di “Buena Vista Social Club”, difatti, il tenore del secondo concerto, curato da “Progetto Sonora” nell’ambito della IV edizione della rassegna “Un’estate al Madre”, sarà di tutt’altra fatta. Una chiara virata classica: le suites di Bach rivisitate e interpretate con padronanza e maestria da Luca Signorini al Violoncello. Un solo strumentista sul palco che riesce a dar vita a una performance come se a suonare fosse un intero ensemble.<br />
“È necessario crearsi interiormente il giusto clima emotivo per trasmettere il messaggio bachiano delle suites, […] queste suites sono un discorso, lungo e appassionato. Quando il pubblico è silenzioso e si percepisce l&#8217;attenzione, l&#8217;interesse per tutto ciò che Bach sta ‘dicendo’, sono conscio che il mio clima emotivo interno è quello giusto. […] Il pubblico napoletano è un pubblico che ama ascoltare: ama le fiabe e i racconti appassionati. Ama l&#8217;interiorità dell&#8217;interprete, ama la sincerità. […].”<br />
Così Signorini commenta il suo lavoro di rilettura di una specifica parte dell’opera bachiana, forte della conoscenza, della perizia e di un amoroso rispetto filologico della produzione del grande maestro tedesco. E non è certo facile far rivivere suonate d’inizio Settecento, adattandole al proprio sentire e al gusto contemporaneo, senza discostarsi troppo da originali di indiscusse importanza e bellezza.<br />
Scenari musicali solenni e intensi, sì, ma al tempo stesso partiture brillanti, atmosfere sonore agresti, festose e agili. Sono queste le componenti apparentemente antitetiche, che invece in una buona esecuzione dell’opera bachiana coesistono in perfetto equilibrio e felice alternanza. Bach sposa la spontaneità e la freschezza dell’invenzione melodica con la sapienza tecnica. Ed è ciò che ama rendere con fedeltà nelle sue performance dal vivo anche Luca Signorini.<br />
Sul palco del Museo Donnaregina di Napoli si susseguiranno movimenti ritmicamente più sostenuti e rapidi a conclusioni morbide e più serene. Tutto questo non tralasciando mai di tenere rigorosamente coesa la linea del canto e coerente quella della melodia, pur in una palese polifonia, in un costante chiaroscuro musicale, in un’evidente polisemia sonora. Nuance meste e nostalgiche si passano il testimone, in maniera naturale ed elegante, con tonalità gioviali o più potenti. Strutture complesse, composite e variegate, di una tale ricchezza da far quasi pensare che la musica di Bach resti implicita e presente in tutta, o quasi, la musica che ascoltiamo.</p>
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		<title>&#8220;TERRA MIA&#8221;, COSMO PARLATORITROVA LA SUA NAPOLIED E&#8217; MAGIAAntonio Mocciola</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 21:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Il nuovo cd del cantautore partenopeo, tra inediti e grandi classici</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/cosmo_parlato_omaggia_la_musica_napoletana_con_terra_mia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9905" title="cosmo_parlato_omaggia_la_musica_napoletana_con_terra_mia" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/cosmo_parlato_omaggia_la_musica_napoletana_con_terra_mia.jpg" alt="cosmo_parlato_omaggia_la_musica_napoletana_con_terra_mia" width="200" height="200" /></a>Tutto si può dire di Gennaro Cosmo Parlato tranne che riposi sugli allori. Dagli scherzi in maschera di “Che cosa c&#8217;è di strano” e “Remainders” all&#8217;elettropop di “Soubrette” l&#8217;artista tosco-partenopeo doveva prima o poi concretizzare su cd quel richiamo della foresta che già da qualche anno bussava alla porta. I trionfi di Piedigrotta e la standing-ovation veneziana per la “Maruzzella” Turturriana fluiscono in “Terra mia”, undici perle in lingua napoletana per la Carosello Records. A partire dalla copertina, in cui Cosmo Parlato si mostra senza trucco e senza inganno, trasuda da questo lavoro un forte senso di verità, che è impulso ragionato e sangue distillato. Forte l&#8217;emozione si respira in ogni traccia (un tempo si sarebbe detto “solco”) e solo pochi artisti sanno essere antichi e postmoderni allo stesso tempo. Ascoltare per credere “Magnificat”, piccola perla d&#8217;autore che sembra già un classico tra i classici. Splendidi gli arrangiamenti di Valter Sivilotti, di squisita eleganza e con interessantissime trovate, al servizio di una voce impetuosa e drammatica, ma anche soave e morbida come una carezza. Sono accorsi al richiamo di Cosmo Parlato tre artisti diversi ma assai funzionali al progetto: Giusy Ferreri si ricorda dei suoi natali meridionali e riesce a sposare perfettamente “Tu si na cosa grande”, Angela Luce porta la sua autorità di vestale della musica vesuviana in “Lacreme napulitane”, ma la grande sorpresa arriva dal toscanissimo Francesco Bianconi, leader dei Baustelle, che impreziosisce “Canzone appassiunata” fondendosi con la voce di Parlato con una tale suggestione che urge immediato bis in un pezzo inedito. C&#8217;è la premiatissima “E&#8217; vita” di Ciccio Merolla, c&#8217;è un intro di “&#8217;O sole mio” in veste nipponica, ed una nuova versione di “Via Toledo” e di “Maruzzella”, intensissime come mai. Non sarà certo un punto d&#8217;arrivo questo cd per l&#8217;ambiziosa ed irrequieta ex-star di chiambrettiana memoria, ma “Terra mia” resta incastonata come perla nell&#8217;immenso patrimonio della discografia napoletana. Ci voleva, eccome se ci voleva.</p>
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		<title>TEATRO DELLE PALME,LA NUOVA STAGIONEAntonio Mocciola</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 10:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Da Licia Maglietta a Massimo Ranieri, tutti i nomi del cartellone</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/biagio_izzo2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9894" title="biagio_izzo" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/biagio_izzo2.jpg" alt="biagio_izzo" width="200" height="250" /></a>Il Teatro Delle Palme affronta la nuova stagione forte dei numeri di quella precedente, che vede in netta crescita le presenze, a soli cinque anni dalla riapertura. Si parte in salsa esotica con “Puro Tango”, dal 19 ottobre, con Miguel Angel Zotto, poi sarà la volta di Biagio Izzo ed il suo “Guardami guardami” dal 26 ottobre. Licia Miglietta e Nicoletta Maraglio saranno le protagoniste de “La grande occasione” dal 9 novembre. Il 17 ecco Nando Paone ed Adele Pandolfi con “Se ci amiamo non ci estinguiamo”. Dal 1 dicembre Gigi Savoia e Giovanna Rei, con la partecipazione straordinaria di Antonio Casagrande, porteranno in scena l&#8217;eduardiana “Ditegli sempre di si”. Da Natale (fuori abbonamento) ecco la musica di Gigi Finizio (“Più che posso”), poi dal nuovo anno (11 gennaio) Massimo Ranieri ripropone “Ci nun tene coraggio nun se cocca cu &#8216;e femmene belle”. Dal 18 gennaio Massimo Dapporto e Benedicta Boccoli in “La verità (fa male&#8230;si sa!)”, poi dal 25 gennaio sarà la volta di Gino Rivieccio con “La pazienza differenziata”. Dal 1 febbraio ecco Nancy Brilli con “Sette”, e a seguire (fuori abbonamento) Gabriele Pignotta e Fabio Avaro con “Scusa sono in riunione ti posso richiamare?”. E dopo Simone Schettino dal 16 febbraio (fuori abbonamento), sarò la volta di Eduardo Tartaglia e Veronica Mazza con “Questo bimbo a chi lo do?”, dal 29 febbraio. Dal 12 marzo ritorna “Gomorra” di Mario Gelardi e dal 22 marzo “Felici in circostanze misteriose” con Massimiliano e Gianfranco Gallo, Patrizio Rispo e la partecipazione di Rosaria De Cicco. Entrambi gli spettacoli sono fuori abbonamento. Gran finale con “Quanti amori” con Maurizio Casagrande, commedia musicale sui successi di Gigi D&#8217;Alessio.<a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/biagio_izzo1.jpg"></a></p>
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		<title>GRUPO COMPAY SEGUNDO LIVE AL MADRE</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 09:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Per una serata, quella d’ouverture di “Un’Estate al Madre”, la kermesse estiva del Museo Donnaregina di Napoli, giovedì 21 luglio 2011, l’alma de Cuba, attraverso il leggendario són, pervaderà il monumentale e suggestivo cortile del Museo d’Arte Contemporanea. </b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad aprire la sezione musicale, curata da “PROGETTO SONORA”, della rassegna “Un’Estate al Madre”, alla sua IV edizione, giovedì 21.07.2011, ore 21:30, GRUPO COMPAY SEGUNDO – Buena Vista Social Club Live al Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 – Napoli). Ingresso 12,00 €. Info e prenotazioni: 081/19313016, prevendite circuito <a href="http://www.go2.it">www.go2.it</a></p>
<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/grupo_compay_segundo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9808" title="grupo_compay_segundo" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/grupo_compay_segundo.jpg" alt="grupo_compay_segundo" width="280" height="210" /></a>Per una serata, quella d’ouverture di “Un’Estate al Madre”, la kermesse estiva del Museo Donnaregina di Napoli, giovedì 21 luglio 2011, l’alma de Cuba, attraverso il leggendario són, pervaderà il monumentale e suggestivo cortile del Museo d’Arte Contemporanea. Un ponte ideale tra ritmo e melodie del Caribe sino allo spirito della città di Partenope. Il són cubano, la tradizionale musica dei contadini della regione orientale dell’isola caraibica, nato a fine ’800, e simbolo della cultura nazionale di Cuba, animerà, in un live d’eccezione, la location napoletana, viaggiando tra le tipiche sonorità del tres, dell’armonico (la caratteristica chitarra a 7 corde), dei ritornelli in quattro tempi cantati dal coro col contraltare dell’improvvisazione del solista e/o della seconda voce, della perfetta fusione tra strumenti percussivi di origine africana e quelli di corda battuta spagnoli.<br />
L’uno dopo l’altro sfileranno, in una teoria musicale coinvolgente, irresistibile, appassionata e ritmata, brani amati e noti del GRUPO COMPAY SEGUNDO, come la celebre “Chan Chan”, “El Cuarto de Tula”, “Dos Gardenias”, “Candela”, “Macusa”, “Bilongo”, “Veinte Años”, “Las Flores de la Vida”, solo per citare i più famosi. Un universo di immagini e suoni della conversazione e del canto tipici della popolazione rurale cubana, patrimonio artistico e culturale inestimabile, fatto di una ricchezza sonora, umoristica e immaginifica, prenderà vita e corpo sul palco del Madre. A distanza di quattro anni dalla celebrazione dei 100 dalla nascita del mitico musicista cubano COMPAY SEGUNDO, all’anagrafe Maximo Francisco Repilado Muñoz, la sua anima continua a esistere e irradiare allegria nelle performance dal vivo realizzate in tutto il mondo dagli eredi, strumentisti che lui stesso scelse prima di morire, affinché divulgassero la sua musica in ogni dove.<br />
Del gruppo di artisti designati da Compay a perpetuare la tradizione musicale, e di cui due sono suoi figli, alcuni hanno partecipato al cd e al famoso film di Wim Wenders “Buena Vista Social Club”, motivo di grande notorietà per Compay e i suoi. In una loro esibizione si passa, senza soluzione di continuità, da bolero a salsa, mambo, rumba, cha-cha-cha, vecchio danzón e antico són, da melodie più soft a ritmiche decisamente più sostenute, da veri e proprio inni alla gioia di vivere a canti e toni più malinconici e nostalgici. Il vero scopo è quello di diffondere nel mondo non solo la musica di Compay, ma anche la sua filosofia di vita: “fare l’amore, cantare són e bere rhum”…</p>
<p>La Formazione: 1- Salvador Repilado Labrada (Director- contrabajo)<br />
2- Hugo Garzón Bargalló (voz prima y maracas)<br />
3- Haskell Armenteros Pons (clarinete)<br />
4- Rafael Inciarte Rodríguez (clarinete)<br />
5- Rafael Fournier Navarro (bongo)<br />
6- Basilio Repilado Labrada (clave y voz segunda)<br />
7- Félix Martínez Montero (armónico)<br />
8- Nilso Arias Fernández (guitarra acompañante)<br />
9- Yoel Matos Rodríguez (guitarra acompañante)<br />
10- Rafael Inciarte Cordero (clarinete bajo)<br />
11- Roberta Pierazzini (baile)/12- Paolo Angelini (baile)</p>
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		<title>SCUOLA TEATRALE AL TRIANON NAPOLINEL RICORDO DEI FRATELLI TARANTO</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 22:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Il suo nome è "Laboratorio pratico di Interpretazione" ed è intitolato ai fratelli Nino e Carlo Taranto, i due grandi attori originarî del quartiere Forcella. A dirigerlo Corrado Taranto, figlio di Carlo, con l’organizzazione di Francesco Spera. Lunedì 18 luglio prossimo, dalle ore 17:00, si terranno i primi colloqui di ammissione, ma è ancora possibile prenotarsi per l’incontro di accesso alla scuola.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Al Trianon, una scuola di teatro ricorda i fratelli Taranto</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Parte al Trianon una scuola di teatro. Si chiama laboratorio pratico di Interpretazione ed è intitolato ai fratelli Nino e Carlo Taranto, i due grandi attori originarî del quartiere Forcella. A dirigerlo Corrado Taranto, figlio di Carlo, con l’organizzazione di Francesco Spera.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Lunedì 18 luglio prossimo, dalle ore 17, si terranno i primi colloqui di ammissione, ma è ancora possibile prenotarsi per l’incontro di accesso alla scuola.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Organizzato in collaborazione con l’associazione di volontariato Peter Pan Partenopeo, con il patrocinio del Centro di servizio per il volontariato, nel laboratorio pratico si studierà recitazione, scrittura teatrale, storia del teatro, clownterapia, magia comica e cabaret, con un momento qualificante costituito da una serie di incontri con professionisti del mondo dello spettacolo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Corrado Taranto spiega il senso dell’iniziativa: «Lavoreremo in palcoscenico per tirare fuori la teatralità che è in ognuno di noi. Cercheremo di dare l’opportunità di una scelta a chi volesse continuare questo affascinante “mestiere”, volendo creare persone predisposte allo spettacolo e non “tronisti” o “veline”. Lo faremo praticamente lavorando sul palco e cercando di sviluppare artisti che non siano “attori di televisione”, “attori di cinema”, o “attori di teatro”, ma semplicemente attori. Questo viaggio si svilupperà attraverso la nostra gloriosa tradizione e non solo. Spazieremo dal varietà al teatro classico, dall’avanspettacolo al teatro contemporaneo, cercando di dare un’ampia lettura su tutte le forme di teatro».</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per l’economista Antonio Coviello, consigliere di amministrazione del teatro, «la scuola intitolata ai fratelli Taranto non solo assolve al dovere di ricordare due grandi artisti nati a due passi dal Trianon, ma si pone, in linea con le indicazioni del presidente della Regione Stefano Caldoro, anche come un momento di attenzione sociale al territorio e di opportunità culturale e professionale: vogliamo creare una palestra di talenti, un luogo dove i giovani, in particolare del quartiere, possano scoprire e alimentare l’interesse per il teatro, che possa – perché no? – tradursi anche in una prospettiva professionale».</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Per informazioni e prenotazioni per il colloquio di ammissione: tel. 338-547 86 84, email itaranto@teatrotrianon.org</div>
<div>
<div id="attachment_9767" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/Nino_e_Carlo_Taranto_2m.jpg"><img class="size-medium wp-image-9767" title="Nino_e_Carlo_Taranto_2m" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/Nino_e_Carlo_Taranto_2m-300x226.jpg" alt="NINO E CARLO TARANTO" width="300" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">NINO E CARLO TARANTO</p></div>
<p>Diretta da <strong>Corrado Taranto</strong>, figlio di Carlo, con l’organizzazione di <strong>Francesco Spera</strong>, parte al Trianon la scuola di teatro denominata <strong>&#8220;Laboratorio pratico di Interpretazione&#8221;</strong> ed intitolata agli indimenticabili fratelli <strong>Nino</strong> e <strong>Carlo Taranto</strong>, originarî del quartiere Forcella.  Lunedì 18 luglio prossimo, dalle ore 17:00, si terranno i primi colloqui di ammissione, ma è ancora possibile prenotarsi per l’incontro di accesso alla scuola.</div>
<div>Organizzato in collaborazione con l’associazione di volontariato Peter Pan Partenopeo, con il patrocinio del Centro di servizio per il volontariato, nel laboratorio pratico si studierà recitazione, scrittura teatrale, storia del teatro, clownterapia, magia comica e cabaret, con un momento qualificante costituito da una serie di incontri con professionisti del mondo dello spettacolo.</div>
<div><em>&#8220;Lavoreremo in palcoscenico per tirare fuori la teatralità che è in ognuno di noi. Cercheremo di dare l’opportunità di una scelta a chi volesse continuare questo affascinante “mestiere”, volendo creare persone predisposte allo spettacolo e non “tronisti” o “veline” -</em>spiega<strong> Corrado Taranto</strong> chiarendo il senso dell’iniziativa- <em> Lo faremo praticamente lavorando sul palco e cercando di sviluppare artisti che non siano “attori di televisione”, “attori di cinema”, o “attori di teatro”, ma semplicemente attori. Questo viaggio si svilupperà attraverso la nostra gloriosa tradizione e non solo. Spazieremo dal varietà al teatro classico, dall’avanspettacolo al teatro contemporaneo, cercando di dare un’ampia lettura su tutte le forme di teatro&#8221;.</em></div>
<div>Per l’economista <strong>Antonio Coviello</strong>, consigliere di amministrazione del teatro,<em> &#8220;La scuola intitolata ai fratelli Taranto non solo assolve al dovere di ricordare due grandi artisti nati a due passi dal Trianon, ma si pone, in linea con le indicazioni del presidente della Regione Stefano Caldoro, anche come un momento di attenzione sociale al territorio e di opportunità culturale e professionale: vogliamo creare una palestra di talenti, un luogo dove i giovani, in particolare del quartiere, possano scoprire e alimentare l’interesse per il teatro, che possa – perché no? – tradursi anche in una prospettiva professionale&#8221;.</em></div>
<div>Per informazioni e prenotazioni per il colloquio di ammissione:<br />
tel. <strong>338-547 86 84</strong></div>
<div>email:<strong> itaranto@teatrotrianon.org</strong></div>
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		<title>DA SALERNO DIETA MEDITERRANEAPER GLI SCHERNITORI DEGLI STATI UNITI</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 18:29:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>La sperimentazione di una studentessa salernitana dell’Università di Camerino: per 6 mesi sottoporrà l’alimentazione mediterranea, con i prodotti tipici della provincia di Salerno, agli schermidori statunitensi tesserati con il prestigioso “New York Athletic Club”. Il protocollo d'intesa verrà sottoscritto lunedì mattina (18 luglio 2011), alle ore 11, nel salone di rappresentanza della Camera di Commercio di Salerno, in via Roma, tra Parco Nazionale del Cilento- Vallo di Diano-Alburni, Università degli Studi di Camerino, Regione Campania, Provincia di Salerno, Comune di Pollica, Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, Confesercenti Salerno e lo stesso Ente camerale. </b>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/game2-02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9717" title="game2-02" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/game2-02-300x199.jpg" alt="game2-02" width="300" height="199" /></a>SALERNO. Il protocollo d’intesa per far volare la Dieta Mediterranea negli Stati Uniti d’America, alla conquista dei campioni della scherma a stelle e strisce in forza al New York Athletic Club. Verrà sottoscritto lunedì mattina (18 luglio 2011), alle ore 11, nel salone di rappresentanza della Camera di Commercio di Salerno, in via Roma, tra Parco Nazionale del Cilento- Vallo di Diano-Alburni, Università degli Studi di Camerino, Regione Campania, Provincia di Salerno, Comune di Pollica, Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, Confesercenti Salerno e lo stesso Ente camerale. La nuova grande sfida della Dieta Mediterranea, che il 16 novembre scorso è stata riconosciuta come “patrimonio immateriale dell’Unesco”,  prende corpo dal progetto della studentessa e schermitrice Letizia Pepe, salernitana, laureanda in Farmacia presso l’Università degli Studi di Camerino, che sotto la guida scientifica del professor Pierluigi Pompei, docente dell’ateneo marchigiano ed esperto di fama internazionale nel settore della nutrizione sportiva, sperimenterà l’effetto che l’alimentazione fatta con i prodotti della nostra provincia avrà sui campioni della scherma americana che parteciperanno ai  prossimi Campionati del Mondo dello sport della “nobile arte” in programma ad ottobre 2011 a Catania. Il gemellaggio sull’asse Salerno-New York, che durerà sei mesi (dal prossimo settembre a febbraio 2012), nasce proprio dal grande spirito di collaborazione immediatamente instauratosi tra le varie realtà che concorrono alla realizzazione di un’iniziativa che non conosce precedenti ed aspira invece ad avere un grande futuro. La sfida del presidente del Parco Amilcare Troiano è “battere Mc Donald’s ‘in trasferta’!”</p>
<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/la-dieta-mediterranea.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9719" title="la-dieta-mediterranea" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/la-dieta-mediterranea-300x198.jpg" alt="la-dieta-mediterranea" width="300" height="198" /></a>Per questo lunedì mattina, presso la Camera di Commercio, a porre la propria firma in calce al protocollo d’intesa che darà inizio al progetto lanciato dalla laureanda Letizia Pepe ci saranno il professor Pierluigi Pompei dell’Università degli Studi di Camerino; l’assessore regionale all’agricoltura Vito Amendolara; gli assessori provinciali allo sport ed all’agricoltura, Antonio Iannone e Mario Miano; il presidente del Parco Nazionale del Cilento-Vallo di Diano-Alburni, Amilcare Troiano; il sindaco di Pollica, Stefano Pisani; il commissario straordinario dell’Ept Salerno, Ilva Pizzorno; il presidente di Confesercenti Salerno Enrico Bottiglieri, con il direttore Bianca Cecaro; ed il presidente dell’ente camerale Guido Arzano. Mancherà all’appuntamento, non a caso, la rappresentanza del New York Athletic Club composta dal presidente Michael Aufrichtig e due schermidori della nazionale statunitense, Daria Schneider e Adam Watson. Costoro sbarcheranno in grande stile nel Cilento a fine luglio e dopo un tour volto alle conoscenze dei prodotti e delle meravigliose località del Parco aderiranno al protocollo presso il “Centro Studi Dieta Mediterranea”, presente a Pollica, in quella che è stata da molti idealmente riconosciuta come la “capitale mondiale” della Dieta Mediterranea, e dove gli studi sull’alimentazione, la scherma e la valorizzazione del territorio si fonderanno in un week-end che promette di regalare grandi sorprese.</p>
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		<title>UNA REGIA POSTMODERNAPER &#8220;L&#8217;OPERA DA TRE SOLDI&#8221;Annalisa Castellitti</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 14:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Luca De Fusco ha presentato al PAN lo spettacolo che debutterà il 13 luglio all’Albergo dei Poveri.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-weight: normal;">D<span style="font-size: xx-small;">ebutterà il 13 luglio, in prima assoluta nel cortile quadrato del Real Albergo dei Poveri, uno degli spettacoli più attesi della quarta edizione del Napoli Teatro Festival: “L’opera da tre soldi” di Bertolt Brecht e Kurt Weill, per la regia del direttore artistico del Festival, Luca De Fusco. A rivelare le ragioni che hanno motivato la messa in scena del capolavoro brechtiano, che viene presentato nella nuova traduzione di Paola Capriolo, è stato lo stesso De Fusco, intervistato dalla giornalista e scrittrice Giuliana Gargiulo nell’ambito del ciclo di incontri organizzati al Pan e curati da Francesco Somma. Lo spettacolo, con repliche fino a domenica 16 luglio, sarà interpretato da Massimo Ranieri nel ruolo di Mackie Messer, Lina Sastri in quello della prostituta Jenny e Gaia Aprea nel personaggio della giovane Polly, affiancati da un numeroso cast di attori-cantanti, mentre la musica di Weill è stata affidata all’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Francesco Lanzilotta.</span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"><strong>Come nasce l’idea di portare in scena “L’opera da tre soldi”?<br />
</strong></span><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">«Questo spettacolo doveva debuttare esattamente un anno fa durante la scorsa edizione del Festival, dopo aver convinto Massimo Ranieri che era arrivato il momento giusto per interpretare il ruolo di Mackie Messer. Tuttavia, mi resi conto che nessun teatro stabile italiano avrebbe potuto produrre “L’opera da tre soldi”, poiché la quantità di personaggi che sono in scena è tale che un teatro di prosa non può permetterne la fisica effettuazione. Ma una volta ottenuta la disponibilità del San Carlo e di Renato Quaglia, gli impegni televisivi di Ranieri hanno reso impossibile la realizzazione».</span><br />
</span><span style="font-size: x-small;"><strong>Quali sono le novità dal punto di vista della regia?<br />
</strong></span><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">«Si tratta di una regia “postmoderna” che si basa sulla scenografia di Fabrizio Plessi, uno dei più noti videoartisti italiani, ed è finalizzata alla valorizzazione del contesto scenico. Su una riproduzione fotografica di una facciata dello storico edificio di Piazza Carlo III saranno installati, al posto dei balconi, una serie di televisori che riprodurranno immagini di Napoli in bianco e nero in grado di raccontare la città sia nell’ambientazione del secondo dopoguerra sia nella sua rinascita come metropoli. I contenuti delle immagini, allusivi e privi di riferimenti alla cronaca, hanno la funzione di definire gli spazi e di conferire alla rappresentazione una dimensione atemporale ed immaginativa, accentuata anche dai costumi. Per quanto riguarda l’adattamento del testo, ho diviso lo spettacolo in tre parti con due intervalli, senza tagliare né un rigo né una nota dell</span><span style="font-weight: normal;">’opera originale».</span><br />
</span><span style="font-size: x-small;"><strong>Quanto è stato attualizzato il testo?<br />
</strong></span><span style="font-size: x-small;">«Tenendo conto che Brecht, come Pirandello, è stato capace di comprendere in che modo il mostrarsi prevale sull’essere, il mio proposito è quello di spingere il pubblico a riflettere proprio sulla dicotomia essere-apparire insita in questo testo, ma tanto attuale nella nostra società».<br />
</span><span style="font-size: x-small;"><strong>Come è stato il suo rapporto con la compagnia?<br />
</strong></span><span style="font-size: x-small;"><span style="font-weight: normal;">«Il rapporto con Ranieri è stato fantastico, ma lo stesso vale per Lina Sastri e per il resto della compagnia, nella quale fanno parte anche i miei attori, come Gaia Aprea. Un artista è sempre il suo gruppo, dato che il teatro è una squadra. E la mia squadra gioca su due settori, canto e recitazione, poiché sono convinto che la scissione delle discipline dal vivo non corrisponda alla realtà del palcoscenico».</span><br />
</span><span style="font-size: x-small;"><strong>Quali sono le difficoltà che ha riscontrato?<br />
</strong></span><span style="font-weight: normal;"><span style="font-size: x-small;">«Questo allestimento è stato sicuramente la cosa più difficile che abbia mai fatto nella mia carriera di regista, dato che coinvolge un gran numero di attori e cantanti. È quasi come se facessi la regia di un’opera lirica, perché ogni canzone va provata e riprovata. Non è stata una cosa facile, inoltre, formare un cast con attori</span><span style="font-size: xx-small;"> che sapessero cantare al meglio e, allo stesso tempo, cantanti che sapessero recitare al meglio. Lo spettacolo è lungo e, quindi, abbiamo avuto anche il timore fisico di non farcela».</span></span></h2>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>“ARTE, FOLKLORE E TRADIZIONIDEL CENTRO STORICO DI NAPOLI,PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’UNESCO”f.d.</title>
		<link>http://www.ilbrigante.it/artecultura/%e2%80%9carte-folklore-e-tradizioni-del-centro-storico-di-napolipatrimonio-universale-dell%e2%80%99unesco%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 13:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<b>Questo il tema del primo concorso di pittura estemporanea tenutasi nello splendido Palazzo Venezia in Napoli con l'obiettivo di evidenziare, riscoprire e valorizzare attraverso le opere realizzate in loco dagli artisti partecipanti, gli scorci e gli aspetti più tipici ed  interessanti del Centro Storico di Napoli, Patrimonio Universale dell’UNESCO, avvalendosi delle più svariate  tecniche artistiche.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/IMG_8445.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-9686" title="IMG_8445" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/IMG_8445-300x200.jpg" alt="IMG_8445" width="300" height="200" /></a>Nell’ambito delle attività culturali  del  Club UNESCO Napoli  e dell’Associazione “ PALAZZO VENEZIA NAPOLI ” è stato indetto  il primo  concorso di pittura estemporanea dal tema <strong>”ARTE, FOLKLORE E TRADIZIONI DEL CENTRO  STORICO  DI NAPOLI, PATRIMONIO UNIVERSALE  DELL’UNESCO”.<br />
</strong>La manifestazione ha avuto lo scopo di evidenziare, riscoprire e valorizzare  attraverso le opere realizzate in loco dagli artisti partecipanti, gli scorci e gli aspetti più tipici ed  interessanti del Centro Storico di Napoli, Patrimonio Universale dell’UNESCO, avvalendosi delle più svariate  tecniche artistiche.</p>
<p>Nella splendida cornice  del giardino di Palazzo Venezia e nell’attigua ” Casina Pompeiana “ (dove sono state esposte le opere) si è svolta la cerimonia di premiazione dell’estemporanea  con l’intervento del presidente dell’Associazione Palazzo Venezia Napoli, Gennaro Buccino il quale ha illustrato la storia del magnifico edificio e le attività culturali che si  stanno organizzando da alcuni anni come , mostre, convegni conferenze e corsi , per fare di Palazzo Venezia  un importante Centro di riferimento culturale nel cuore del Decumano.</p>
<p><a href="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/IMG_8433.JPG"><img class="alignright size-medium wp-image-9687" title="IMG_8433" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/07/IMG_8433-300x200.jpg" alt="IMG_8433" width="300" height="200" /></a>Il presidente del Club UNESCO Napoli prof. Fortunato Danise, ha poi illustrato le finalità dell’evento realizzato e l’importanza  che ha avuto Napoli  di entrare nel 1995 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Ha inoltre fatto presente come sia importante che   i giovani partecipino a manifestazioni come questa , i cui intenti sono quelli di incoraggiare  l’amore per l’arte e  la scoperta della città. L’evento è stato simpaticamente condiviso dalla Rivista di Cultura napoletana, “L’Espresso Napoletano” e il dott. Rosario Del Giudice in rappresentanza della Redazione è intervenuto illustrando gli obiettivi del mensile che si propone di far conoscere gli aspetti noti e meno noti della cultura napoletana, con eventi, personaggi di ieri e di oggi vanto alla nostra città.</p>
<p>Prima di procedere alla premiazione c’è stato un interessante momento di sperimentazione di musicoterapia coordinato dalle Musicoterapiste Rosanna Forges Davanzati e Grazia Di Luca che hanno coinvolto il pubblico in un interessante laboratorio espressivo, sonoro musicale per la sviluppo del benessere psicofisico dell’uomo.</p>
<p>Si è quindi proceduti alla presentazione dei componenti della giuria formata dalla  <em>prof.ssa  Margherita Calò,  storico e critico d’arte, dalla prof.ssa e artista Annamaria Balzano, dal prof. e artista Lucio Trimaldi, dall’artista Lucia Vecchiarelli, e dalla prof.ssa e artista Silvana Preite.</em></p>
<p>La presidente della commissione esaminatrice Prof.ssa Margherita Calò, ha avuto parole di elogio per tutti i partecipanti offrendo loro in qualità di critico d’arte, le  sue personali motivazioni  alle opere realizzate.</p>
<p>La commissione ha esaminato con totale imparzialità e competenza i lavori realizzati. Due sono state le categorie di partecipanti Junior e Senior.</p>
<p>Per la categoria <em><span style="text-decoration: underline;">Junior</span></em> sono risultati vincitori nell’ordine: <em>Lucio Vecchiarelli</em>, <em>Antonio Ferraro</em>, e <em>Fabio Iafrate</em></p>
<p>Per la categoria <em><span style="text-decoration: underline;">Senior</span></em> sono risultati vincitorinell’ordine : <em>Olga Bukhouka</em> ,  <em>Attilio Picciotto</em> , <em>Paolo De Meglio</em></p>
<p>Non meno bravi sono stati gli artisti: Fernando Di Maria, Serena Cattaneo, Anna Cuomo, Sewell Penha, Natallia Savitskaya.</p>
<p>La commissione organizzatrice ( Fortunato Danise, Gennaro Buccino, Massimo Maci) e la giuria hanno ritenuto opportuno conferire un premio speciale all’attività artistica della pittrice Ena Villani, figlia di Gennaro  Villani, insigne rappresentante della pittura napoletana del primo Novecento. Diplomata ed abilitata alle Belle Arti di Napoli, nominata Cavaliere della Repubblica per meriti artistici ha al suo attivo 30 mostre personali e circa 300 collettive in tutta Italia e all’Estero. Ha partecipato all’estemporanea realizzando un’opera ricca di contenuti coloristici e di antiche emozioni.</p>
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