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“‘Scale rare e ritmi del mondo’ alla Feltrinelli di Napoli”

4 giugno 2010 No Comment

“Scale rare e ritmi del mondo”, un racconto della world music contemporanea che da Napoli viaggia verso la Turchia, il Caucaso, l’India e il Brasile.
Lunedì 7 giugno alle 11.30 nel megastore la Feltrinelli libri & musica di piazza dei Martiri a Napoli, il cantante, autore e compositore Enzo Avitabile presenterà ai giornalisti il nuovo volume “Scale rare e ritmi del mondo” (edizioni Guitart su iniziativa editoriale di Progetto Sonora e con il sostegno del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma), nel quale l’artista raccoglie la metodologia di studio adottata nel laboratorio di world music ospitato e promosso proprio dal Conservatorio di Santa Cecilia nell’anno 2009/2010.
Nell’incontro l’ultimo vincitore del Premio Tenco ’09 sezione dialetto con l’album “Napoletana” sarà accompagnato da Edda Silvestri, direttore del Conservatorio di Santa Cecilia; dal maestro Eugenio Ottieri, curatore dell’edizione e direttore artistico di “Progetto Sonora”; e da Andrea Aragosa, produttore dello stesso Avitabile.
“Scale rare e ritmi del mondo” è il frutto di un lavoro di ricerca che dura da diversi anni, da quando Enzo Avitabile ha iniziato ad approfondire prima la musica soul, poi la world music, infine la musica classica. Da qui nasce l’esigenza di lasciare una traccia scritta – che possa trasformarsi in metodo di studio sia nei conservatori che tra gli appassionati di musica in genere – di quelle che sono le scale rare o le scale degli altri popoli del mondo, che non vengono per nulla utilizzate, o comunque non a sua sufficienza, a causa della loro difficoltà e/o della loro irreperibilità. L’artista napoletano le ha così semplificate, adattandole nella trasposizione semitonale ed enarmonica.
Così, Enzo Avitabile ha messo a disposizione degli studenti e dei musicisti una sorta di vademecum che prima veniva ignorato perché pressoché illeggibile. L’obiettivo principale era divulgare «musiche primitive e musiche sperimentali per far sì che possano diventare materia di studio per un sistema metodologico che ricerchi “incroci linguistici” mai utilizzati».

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