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LA COMPAGNIA “L’APPLAUSO”
RILEGGE EDUARDO
Maria Colucci

8 marzo 2010 No Comment

La compagnia teatrale L’applauso ha presentato Sabato, domenica e lunedì commedia in tre atti di Eduardo de Filippo, al Teatro Bolivar di Napoli, per la regia di Peppino e Nicola Vaino. Potrebbe essere un fine settimana come gli altri in casa Priore: il sabato passa infatti, con Rosa che è affaccendata nella preparazione del rituale napoletano del ragù, ma nelle sue movenze appare un certo nervosismo, rimprovera al marito ogni suo gesto, contrastandolo, inoltre, su ogni parola proferita, nervosismo accentuato da quello del marito Peppino che le fa notare ogni minima cosa e che se la prende con chiunque gli capita a tiro: con il figlio che si confida con il nonno invece che seguire i suoi consigli, con la figlia Giulianella che ha litigato con il fidanzato, con la zia Memè che tormenta il figlio con inutili cure mediche. Insomma il clima familiare, si sta surriscaldando e porta all’ inevitabile esplosione che avverrà il giorno dopo, capro espiatorio un estraneo alla famiglia, il vicino di casa il ragioniere Luigi Iannello, che con la moglie è stato invitato per il pranzo domenicale. Il ragioniere, senza secondi fini ma proprio per il suo naturale carattere espansivo e amichevole, frequenta casa Priore con una certa invadenza ma mostrandosi sempre amico di Peppino e particolarmente affabile verso la padrona di casa. Ed è proprio il ragioniere la causa dell’improvvisa e imprevista scena che mette in opera Peppino sconvolgendo e mandando all’aria il pranzo della domenica. La moglie, che qui è la vera protagonista della commedia, sconvolta dalla scenata di gelosia, che è rivolta soprattutto a lei e che è il risultato delle incomprensioni che si sono accumulate e che hanno minato il rapporto della coppia, viene colta da un leggero malore. Assistita dalle cure premurose dei familiari passa la giornata domenicale mentre Peppino sconsolato e amareggiato, pentito da quanto ha fatto e detto, addolorato per aver causato il malessere della moglie, si sente incompreso da tutti. Arriva finalmente il lunedì: la famiglia Priore con animo più tranquillo riflette su quanto è accaduto il giorno prima e capisce che in fondo è la gelosia il motivo che ha fatto nascere il litigio della coppia e l’amore, dopo tanti anni, ancora li unisce.

In questa sua commedia l’autore prende in esame quella che ancora negli anni sessanta poteva essere vista come una grande famiglia napoletana dove tre generazioni, nonni, figli, nipoti e in più fidanzati, zie e zii, domestici affezionati e vicini di casa quasi di famiglia – più di dieci persone, a contare bene – vivono cordialmente assieme, apparentemente senza contrasti. La famiglia diventa qui ancora una volta, la protagonista della commedia e in particolare, il tipo di famiglia patriarcale. Una famiglia ancora all’antica quindi, dove però non mancano i segni della crisi, manifesta soprattutto nella coppia protagonista della commedia. Nonostante  l’opera sia inclusa nella “Cantata dei giorni dispari”, dove prevale una visione amara dell’esistenza, lo sguardo dell’autore qui appare invece ancora ottimista riguardo alla sopravvivenza della famiglia. O forse la famiglia Priore non si sgretola proprio perché è ancora una grande famiglia napoletana dove non manca la solidarietà e l’affetto. Come dice lo stesso autore in questa famiglia Priore, come in altre simili, per risolvere le crisi famigliari spesso basta parlarsi, chiarirsi e il dialogo diventa la soluzione per far rinascere il collante dell’amore.

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