LA “CARMEN” AL DELLE PALME
di Gabriella Diliberto
Teatro pieno più del consueto in occasione della rappresentazione della “Carmen” al Delle Palme di Napoli. Lo spettacolo, che rientra nel programma della quarta edizione di Danza d’Autore, rassegna a cura del Circuito Campano della Danza, diretto da Mario Crasto De Stefano, ha attirato un pubblico entusiasta, grazie anche al forte appeal che i protagonisti dello spettacolo, Rossella Brescia e Josè Perez, nonché il coreografo e regista Luciano Cannito, hanno conquistato con la partecipazione al programma televisivo “Amici”.
Sul palco, però, la performance degli artisti ha giustificato ampiamente l’entusiasmo, con un’esecuzione che ha visto la leggerezza di Rossella Brescia unita alla forte presenza scenica di Josè Perez, in una coreografia che, senza stravolgere i canoni classici della versione originale, ha introdotto alcune novità interessanti, senza però, come si è visto in altri spettacoli, l’ausilio di tecniche moderne.
L’originale rielaborazione dell’opera e del balletto di repertorio – Premio Bucchi 2008 quale Miglior Coreografia, Premio Danza & Danza Miglior Colonna Sonora di Balletto e Premio Ginestra d’Oro 2009 ai due interpreti protagonisti – trasmigra l’eroina lirica in una delle pagine più drammatiche e costantemente attuali dei giorni nostri: l’esodo clandestino. Il racconto danzato si svolge infatti sull’isola di Lampedusa dove, dopo un viaggio allucinante, sbarca un gruppo di profughi, tra cui Carmen, sfruttati dallo scafista Escamillo e braccati dalle forze dell’ordine comandate dal severo carabiniere Don Josè. L’amore travolge Carmen e Don Josè, ma presto la passione si trasforma in noia, solitudine, angoscia, complice il tentativo dell’uomo di piegare il fiero spirito ribelle della sua amata ad una vita perbene, fatta di routine. Carmen non sa e non può vivere in una gabbia di mediocrità; fugge e torna dai suoi amici al campo profughi, tra le braccia di Escamillo, pur consapevole di quello che l’aspetta.
«La potenza della musica di Bizet è riuscita a far diventare il nome “Carmen” un archetipo universale della cultura dell’Occidente – spiega Cannito – dire Carmen è un po’ come dire passione estrema, forza e istinto. La mia Carmen è forse semplicemente questo: la felice disperazione di possedere solo se stessi e la propria libertà ».










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