IRIO DE PAULA CON DARIO DEIDDA
CONCERTO AL “MORO” DI CAVA DE’ TIRRENI
Grande jazz venerdì 19 febbraio al Moro di Cava dè Tirreni (info: 089 4456352) col concerto del duo composto da Irio De Paula e Dario Deidda.
Il brasiliano Irio De Paula è uno dei più quotati interpreti della bossanova, un musicista di straordinaria fantasia, un funambolo della chitarra, che gode di grandissima stima da un pubblico affezionato e dai suoi colleghi musicisti.
“Il mio percorso è stato meraviglioso. Ho iniziato prestissimo e non ho mai avuto maestri. A cinque anni ho preso in mano la chitarra di mio padre, che fra l’altro non sapeva suonare. E già così piccolo, ho capito che la musica per me era un dono della natura e non ho voluto studiare: a sei anni suonavo nelle radio e nelle televisioni brasiliane. Non mi sono accorto dei progressi che facevo. Solo qualche anno fa ho capito quanta strada avevo percorso. In Brasile, quando potevo accompagnavo una cantante e con lei e altri 12 musicisti abbiamo fatto una tournée in Europa. Siamo arrivati a Roma e abbiamo debuttato al Teatro Sistina ed è successo un imprevisto: ho incontrato l’organizzatore di un Festival Jazz a Pescara. Così ho firmato il contratto. E da lì questo è diventato il mio Paese. Da quel festival ho iniziato a fare tanti concerti, trasmissioni televisive e dischi. Così sono rimasto. D’altronde, la musica è la mia vita. La musica è una cosa molto seria, è divina..”
Non bisogna fare musica per politica, ma perchè si sente dentro se stessi. Le composizioni nascono spontaneamente
- confessa -
Non mi sono mai messo a tavolino per scrivere. Non penso di comporre, ma poi improvvisamente arriva quella luce e finalmente c’è l’idea. Non ci sono parole, testi, ma quando nasce la canzone, la melodia si sviluppa sempre, non finisce mai. E sono canzoni che raccontano tanto: la melodia non ha bisogno delle parole. Tutto dipende dalla persona che fa la musica e che sente la musica
Nei suoi lavori, così come nell’ultimo “Sozinho”, ha sempre portato originalità e novità, rimarcando ogni sua esibizione con alcune delicatezze musicali incomparabili. Un artista che continua a stupire, con una voglia di confrontarsi, di ricercare e di sperimentare che sembra illimitata.
Con lui in pedana le incredibili risorse armoniche del basso elettrico di Dario Deidda, strumento di cui è, senza discussione, uno dei massimi specialisti europei, animatore con i fratelli Sandro e Dario di quella “La scuola di Salerno”, chiamata la New Orleans d’Italia, per la vivacità della scena musicale e per l’alto numero di musicisti autoctoni dediti al jazz.
Due straordinari musicisti, per un concerto da non perdere.










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