INCONTRO CON ANGELO SERIO
Maria Colucci
Regista, attore e sceneggiatore, Angelo Serio attualmente insegnante di recitazione cinematografica presso la scuola di cinema Pigrecoemme di Napoli, ci racconta dei suoi esordi e della fondazione del Teatro De Poche di Napoli, ancora oggi una delle realtà più rappresentative nel panorama napoletano del teatro di sperimentazione.
Perché e come nacque la volontà di fondare un nuovo teatro e dargli il nome di de Poche?
Ho cominciato a lavorare in teatro come attore, giovanissimo, alla fine degli anni ottanta. Poi, dopo tourneè in giro per l’Italia, resomi conto di non saperne abbastanza di teatro, feci un provino all’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Bellini di Napoli. Mi presero e mi diplomai. Subito dopo fondai, nel 1992, assieme a Lucio Allocca, Imma Simonetti, Sergio di Paola e Massimo Cambria il “Theatre de Poche”. Con questo gruppo diressi e recitai spettacoli definibili d’avanguardia. il gruppo era unito dall’intento comune di creare un teatro dell’anima, minimale, essenziale, concreto.
Il nome De Poche vuole essere un omaggio alla “Scuola Francese della Rive Gauche” che va da Marceau a Lecoq, e che, attraverso la drammaturgia di autori come Tardieu, Mrozek, Ionesco, Queneau, solo per citarne alcuni, racconta la realtà attraverso il paradosso; questa è la corrente teatrale a cui il nostro gruppo faceva riferimento.
Poi hai lasciato il Teatro per dedicarti al cinema.
In realtà quella di regista di cortometraggi è stata un’attività che svolgevo parallelamente al mio lavoro con il Theatre De Poche, ho esordito con il corto Rara Mens, nel 1993, poi nel 1995 con Operazione Mergellina e ancora nel 1996 con Neamoenia. Mi piace ricordare anche (Annibale Ruccello Cut-up -1996) il documentario-omaggio che girai in omaggio al geniale autore stabiese Annibale Ruccello . E’ stato nel 2000 che ho lasciato il gruppo del Theatre De Poche e nello stesso anno ho scritto il corto Rosa Rosae che ha ottenuto riconoscimenti internazionali.
Nel 2001 ho scritto con Rosario Gallone e diretto Isa 9000 una docu-fiction su e con Isa Danieli. Isa è una delle mie attrici preferite. La realizzazione di quel lavoro è stata abbastanza insolita rispetto alla classica lavorazione di un film. Mi sono ispirato agli attori della Commedia dell’Arte. Per ottenere una recitazione istintiva tutto il lavoro degli attori era basato su di un canovaccio e sull’improvvisazione. Il lavoro è stato presentato anche negli Stati Uniti, su invito di Anna Straseberg ho avuto la possibilità di proiettarlo al Marilin Monroe Theatre a Los Angeles. Oggi fa parte dell’archivio dell’audiovisivo dell’Università della California. Un’altra collaborazione per me importante è stata quella con Enzo Moscato e Mimmo Paladino con cui ho realizzato il documentario Co’ stell’ azioni, nel 2005.
Oggi il teatro de Poche?
Ancora oggi è una realtà viva nel panorama napoletano dei teatri che danno spazio alle sperimentazioni, assieme al Nuovo teatro Nuovo, al Teatro Sancarluccio, Galleria Toledo, Teatro Elicantropo e in qualche misura ai “ridotti” del Mercadante e del Teatro Bellini.
A pensarci bene forse ci sono più spazi oggi che 20 anni fa.
Cosa pensi del TeatroFestivalItalia?
E’ una manifestazione che è nata da una precisa volontà politica sull’esempio del Festival Internazionale di Edimburgo e son ben felice che la scelta della città sia ricaduta su Napoli, da sempre città del teatro. Penso sia stato un riconoscimento dovuto, per la sua tradizione teatrale. E poi io non sono un disfattista, anzi cerco di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, si tratta di un’ottima opportunità per la città dal punto di vista di scambi, di crescita culturale, un’opportunità di cui farne tesoro.
Un consiglio che potresti dare ai giovani che hanno la passione per il teatro.
Farlo. Si può anche cominciare in una compagnia amatoriale va benissimo. Poi però se si vuole fare questo mestiere bisogna studiare seriamente e fare esperienze… ma ci vogliono anni, non bisogna avere fretta.
La semplice passione non basta.
Max Reinardt diceva : “ Non mi importa del tuo talento! Hai tenacia?”










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