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DANZA D’AUTORE, “OTELLO”
Gabriella Diliberto

5 marzo 2010 No Comment

Otello 1Napoli – Con uno sguardo attento alle passioni e alle contraddizioni dello sfaccettato, profondo e problematico animo umano, prosegue la IV edizione di Danza d’Autore, la rassegna curata dal CDTM Circuito Campano della Danza diretto da Mario Crasto de Stefano. L’Otello di Shakespeare, “tragedia romantica” per eccellenza è stato, infatti, portato in scena il primo marzo al teatro Delle Palme dall’affermato coreografo marchigiano Fabrizio Monteverde, i cui lavori sono sempre molto attesi e apprezzati, garanzia di un prodotto artistico di qualità sia da un punto di vista tecnico che emozionale e contenutistico.

La storia di Otello che cerca di discolparsi agli occhi del Doge per aver sposato in segreto la figlia Desdemona, ma intanto rimane catturato nella trappola dell’alfiere Iago che gli fa credere di essere stato tradito dalla moglie con Cassio, luogotenente scelto dallo stesso Otello, non ha mai smesso di affascinare il pubblico così come tanti autori di danza che non hanno saputo resistere alla tentazione di interpretarla, magari rileggendola; il primo fu Salvatore Viganò alla Scala con un kolossal che impressionò spettatori del calibro di Stendhal, ma in molti Foto Otello 5hanno seguito le sue orme sino ad oggi. Non poteva deludere nella difficile ma stimolante impresa l’imprevedibile genio di Monteverde che ha stupito prima di tutto per l’ambientazione scelta: un porto di mare.
Lo scenario si presta, infatti, ad incontri passeggeri, fugaci, ma non per questo meno importanti, in cui non esistono regole da rispettare o da infrangere, ma in cui tutto funziona da amplificatore per le emozioni e le reazioni umane, quelle che prima Shakespeare e poi tutti gli altri hanno voluto sottolineare in una tragedia basata soprattutto su inquietanti e significativi snodi psicologici. Se, quindi, Otello è davvero un outsider, uno straniero, allora la banchine di un porto rappresenta quella zona franca dove raccontare attraverso il talento del Balletto di Roma tutto ciò che le passioni umane possono innescare. Le grandi capacità tecniche ed espressive di Giovanni Ciraci (Otello), Claudia Vecchi (Desdemona), Placido Foto Otello 6Amante (Cassio), Marco Bellone (Iago) e Azzurra Schena (Emilia), unite alle musiche di Antonin Dvoràk ed agli spettacolari costumi realizzati da Tailor‘s e Co, hanno valorizzato un lavoro coreografico già prezioso nel suo continuo equilibrio tra tradizione e originalità.
“Il gioco – dichiara Monteverde – è quello di svelare il sentimento che si cela dietro la ragione: ovvero, dato che mai come in Otello è la parola a scatenare gli eventi, a cercare di comprendere lo spazio tra una parola e l’altra, ascoltandone il riverbero dei suoni, percependone stonature o dolcezze, sincerità o menzogna. E quindi anche cercare di comprendere dove portano le pulsioni l’eros, la passione, a quale persona, a quale destino.”

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