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BRIGHT STAR – J. KEATS
Giovanna D’Arbitrio

16 giugno 2010 No Comment
UNA SCENA DEL FILM

UNA SCENA DEL FILM

A volte fa bene allontanarsi dalla “pazza folla” (T. Gray) che si agita e non si guarda mai intorno, non si ferma ad ammirare un prato fiorito, un lago sotto il sole,  un albero, una persona che ti ama, e così corre, corre senza sapere dove va, affascinata da mille cose inutili, lontana anni luce dalla magica bellezza della poesia. Un tuffo in un mondo romantico è davvero il film “Bright Star” di Jane Campion che racconta l’intenso e tormentato amore del poeta John Keats (Ben Whishaw) per Fanny Browne (Abbie Cornish), una ragazza che conobbe quando si trasferì ad Hampstead nel 1819. Bersagliato dai critici d’arte, povero e di salute fragile, pur amando Fanny, sa che non potrà mai sposarla. Provato dalla morte del fratello Tom e condizionato dal suo dispotico e superficiale amico, Charles Brown, tra alterne vicende e contrasti, tuttavia egli continua ad amare la ragazza che ricambia i suoi sentimenti con intensità.

E’ impressionante osservare come amore e poesia riescano a trasformare Fanny “la maliziosa”, come Keats  definisce la litigiosa, capricciosa, diciannovenne che ama creare e cucire per sé fantasiosi abiti. Trine, stoffe, merletti, balli e corteggiamenti ad un certo punto non le bastano più e, con l’aiuto di John, scopre poesia e amore. La stupenda campagna inglese sembra favorire i loro sentimenti tra fiori, verdi prati, alberi secolari, piccoli laghi, atmosfere tranquille, personaggi semplici ed amorevoli, come la madre di Fanny, la sorellina dai capelli rossi, il fratello, un elegante e taciturno adolescente, sempre presente, vigile  osservatore di eventi che accadono o stanno per accadere. E in effetti gli avvenimenti precipitano: la malattia del poeta esplode all’improvviso ed egli è costretto a cercare un clima più mite in Italia, a Roma, dove purtroppo morirà nel febbraio 1821, all’età di 26 anni.

Strano destino quello del poeta Keats che, benché avesse raggiunto una maturità artistica stupefacente per la sua giovane età, non ebbe successo in vita ma solo dopo la morte. Per lui la poesia era come una religione e considerò la sua immaginazione come “ un monastero” in cui egli era  “il suo monaco”.  Amò la Bellezza e l’Armonia, ideali che vide realizzati nella Grecia antica e pertanto negli ultimi versi di “Ode on a Grecian Urn” scrisse:
Beauty is Truth, Truth is Beauty: that is all
ye know on Earth and ye need know.

Mentre le immagini del film scorrono i bellissimi, musicali versi del poeta accompagnano lo spettatore fino alla fine nel magico mondo della poesia.

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