GIU’ LE MANI DAL NAPOLI
Vittorino Palestri
E’ la solita storia. Appena ci hanno visto lassù, sono arrivati gli inevitabili errori arbitrali. Un film vecchio già tante altre volte visto in passato, a partire dallo scudetto che l’Inter scippò al Napoli il 21 marzo 1971. In un indimenticabile Inter – Napoli (2 a 1) di trent’anni orsono furono ancora una volta determinanti gli errori arbitrali in danno del Napoli per privarlo della conquista di uno scudetto sacrosanto. Gli errori arbitrali di Gonella commessi in danno degli azzurri furono tanti e tali che il Napoli dovette abbandonare i sogni di gloria; per la squadra vesuviana sarebbe stato il primo tricolore della sua storia. A distanza di tanti anni sembra proprio che siano cambiati soltanto i suonatori ma la musica è rimasta sempre la stessa.
Sullo scandaloso arbitraggio di Damato è stato scritto e detto tutto che già non si sappia. Ai napoletani non è sfuggito proprio nulla, nemmeno il filmato notturno del servizio di Udinese – Napoli che fortunatamente Controcampo proprio in quelle ore mandava in onda. Tanta era la rabbia qui a Napoli per la sconfitta della propria squadra che molti hanno passato una notte insonne e con la geniale iniziativa televisiva la nottata è parsa meno lunga del previsto per i tanti tifosi azzurri che non riuscivano a dormire.
Dopo le variegate e stravaganti nefandezze arbitrali del neo internazionale Damato, che hanno sollevato persino la protesta dei parlamentari, alcuni, e sono tanti, hanno fatto anche i conti e si sono accorti che questi non tornavano. Vale la pena analizzare ancora una volta questi conti. Al Napoli mancano almeno 12 punti che sarebbero valsi il secondo posto solitario in classifica generale. Il Napoli si è avvantaggiato degli errori arbitrali con l’Udinese e col Siena ma ha subito danni irreparabili due volte, fra partita di andata e di ritorno, con il Palermo e Genoa ed una volta con l’Inter, il Milan, il Parma, la Lazio e l’Udinese. Gli altri errori di Damato (Juventus – Napoli), Bergonzi (Napoli – Chievo V.) e Rosetti (Atalanta – Napoli) sono passati inosservati soltanto per le vittorie degli azzurri. Resta il fatto che appena giunti in alto sono arrivati gli errori di Orsato, Morganti, Mazzoleni e Damato uno dietro l’altro. 
A nulla sono servite le giustificate recriminazioni di De Laurentis già dopo il singolare arbitraggio di Orsato in Napoli – Palermo. Gli errori arbitrali ci possono stare benissimo ma resta strabiliante che essi si manifestino tutti in danno della stessa squadra e, per giunta, in quattro partite consecutive.
Tornando ai conti già fatti e rifatti in questi giorni risulta che nelle ultime quattro gare di campionato il Napoli ha subito fra l’altro 16 cartellini gialli ed uno rosso (ingiusta l’espulsione di Maggio) per 71 falli complessivi commessi; un’ammonizione ogni 4.4 falli fatti. Il Napoli ha giocato alla pari col Palermo, ha dominato e surclassato nel gioco Livorno, Genoa e Udinese eppure ha tabellini arbitrali di una squadra che lotta per non retrocedere. A fronte di 3 rigori veri negati (2 da Morganti ed uno da Damato), contro i partenopei sono stati fischiati 3 calci di rigore ; i 2 inesistenti di Orsato e Damato e quello dubbio di Mazzoleni a Livorno. Ci pensate cosa sarebbe successo a Milano e Torino se contro l’ Inter, la Juventus e il Milan fosse stato fischiato uno dei 3 rigori fra quelli assegnati in danno del Napoli? Come già detto e scritto da tanti altri, Collina tenne lontano dai campi da gioco Bergonzi per circa due mesi dopo il dubbio rigore assegnato al Napoli contro la Juventus qualche anno fa. Come già detto da tanti altri, Morganti, dopo Napoli – Genoa del 30 gennaio, era già in campo il 3 febbraio in veste di quarto uomo per la semifinale di Coppa Italia fra Inter e Fiorentina e il 6 febbraio era già in Serie B per Frosinone – Lecce. A Morganti è stata affidata anche Sampdoria – Fiorentina della prossima giornata di campionato, nella stessa domenica che vede ancora fermo Rocchi per i fatti meno eclatanti del derby di Milano. Napoli coi suoi circa 5 milioni di tifosi chiede solo rispetto nella stessa quantità e misura riservata alle altre contendenti in gioco. Nient’altro!











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