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BASTA CON QUESTO CALCIO
DEI DUE PESI E DOPPIE MISURE
Vittorino Palestri

18 febbraio 2010 No Comment

alessandro-del-pieroCome già si prevedeva, si è salvato ancora una volta Del Piero. Per il giocatore juventino non è scattata nemmeno stavolta la “prova televisiva”. Il bianconero, dopo le edulcorate moviole, uscito ancora una volta indenne dal circo mediatico, ha superato anche il test della Prova-TV. Per la verità la Prova-TV per Del Piero non era stata neanche accennata, o paventata fin dall’inizio. Un giocatore della Juventus non può essere un cascatore, o simulatore. A certe latitudini i termini “furbo”, o “tuffatore” sono in disuso dalla notte dei tempi. Poco importa poi sapere che Del Piero ci aveva provato già con grande successo anche contro la Lazio; i simulatori stanno sempre altrove. Pensate che a Gennaro Esposito del Napoli sarebbe stato riservato lo stesso trattamento arbitrale e giornalistico? Pensate veramente che Gennarino avrebbe potuto superare così splendidamente il test della Prova-TV dopo la gara con la Lazio? Il colore della maglia nel calcio, così come nella vita, conta, eccome! Luciano Chiarugi se ne accorse a proprie spese di quanto contassero i colori delle magliette indossate nelle partite di calcio. Quando Chiarugi indossava la casacca rossonera del Milan (dal 1972 al 1976) i rigori piovevano a iosa sulle squadre avversarie ma appena passato al Napoli (stagione 1976/77) l’attaccante divenne per antonomasia il più grande simulatore di tutti i tempi e luoghi. Contro l’ormai napoletano Chiarugi si scagliò persino l’arbitro Michelotti.

C_segnoio_detPer quattro anni gli arbitri avevano sempre “tutelato” il giocatore milanista e ora, che questi era appena passato al Napoli, cambiavano il loro atteggiamento nei suoi confronti; all’ ombra del Vesuvio gli avversari potevano compiere impuniti ogni sorta di falli e fallacci sull’attaccante non più con la maglia rossonera. Pensate sul serio che se Del Piero fosse stato un giocatore del Napoli avrebbe davvero trovato tanta benevolenza per le sue imprese calcistiche dentro e fuori le aree avversarie? Il genoano Sokratis ha giurato, e sacramentato, di non averlo nemmeno sfiorato. Ma non è questo il punto.
Diverse furono le attenzioni riservate a Zalayeta, al Napoli e a Bergonzi per il rigore fischiato contro la Juventus il 27 ottobre 2007. Zalayeta che aveva subito fallo da rigore per intervento scomposto e pericoloso del portiere Buffon (da espellere nell’occorso) divenne il bersaglio principe di moviolisti, telecronisti e cronisti della prima ed ultima ora. All’apertura delle danze non mancarono le dichiarazioni a reti unificate (altro che Udinese – Napoli all’alba) del presidente juventino Cobolli Gigli. Alla giostra televisiva parteciparono attivamente opinionisti, ex giocatori, ex grandi arbitri e non mancarono nani e ballerine. Altro che titoli a nove colonne e 7.5 in pagella, come è accaduto con Del Piero. A Zalayeta fu riservato un altro trattamento; “simulatore”, “cascatore”, “tuffatore”, “furbo”, “furbetto” furono i termini più in voga per indicare il calciatore napoletano. Loro malgrado, Napoli e napoletani furono al centro di una campagna giornalistica denigratoria senza precedenti nella storia del calcio. Una maratona mediatica lunga due giorni, durante i quali fu detto e ridetto di tutto. Non ci fu giornale, foglio e foglietto che si astenesse dal dire la sua in proposito. Una cassa di risonanza tanto straordinaria che tutti ancora oggi ricordano, a tre anni di distanza, il “tuffo” di Zalayeta avendo già dimenticato la doppia impresa di Del Piero di ieri l’altro. Finì con Zalayeta squalificato per due giornate con la Prova-TV. L’arbitro Bergonzi, a differenza di Saccani che sette giorni dopo Juventus-Lazio era a Bergamo come quarto uomo, non vide per circa due mesi un campo verde. Forse domenica prossima rivedremo anche Mazzoleni di Bergamo.

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