FINIAMOLA DI DARE I NUMERI
Alfredo Taglialatela
Recentemente il Premier ha riesumato il vecchio progetto delle due aliquote fiscali, probabilmente è uno spot che ritorna prima di ogni campagna elettorale.
Ma analizziamo cosa accadrebbe se, a parte il rinvio di Tremonti, ciò dovesse realizzarsi. Con due aliquote del 23% e del 33% eliminando il principio della progressività dell’imposta che rende giusta ed equa la distribuzione del gettito fiscale individuale, si assisterebbe ad un vantaggio annuale, per chi ha reddito fino a 50.000 euro, di circa 600 euro all’anno, ridotte a 400 per chi ne guadagna 30.000.
Guarda caso chi ha la fortuna, come capita a molti amici di questo Governo, paperoni, manager, uomini rampanti della finanza creativa, immobiliaristi, avrebbero un regalo da mille e una notte.
Prendiamo l’esempio più vicino a noi, Marchionne, a.d. della Fiat che nel 2008 ha incassato 3,4 milioni di euro di retribuzione: risparmierebbe con il prelievo del 33% sulla parte più alta (ora il 43%) circa 380.000 euro, più o meno quanto guadagnano circa 200 dei suoi operai. Quindi i redditi alti sarebbero gli unici beneficiari di tale tipo di riforma.
A mio avviso invece è necessario mantenere la progressività delle aliquote in base al reddito, tagliare le tasse ai redditi medio-bassi a favore quindi di precari, salariati, famiglie incapienti, e controllare i prezzi della spesa.
È superfluo aggiungere che andrebbero tassate le rendite finanziarie (esclusi i BOT) con aliquote del 23% rispetto al 12,5% di oggi, eliminando una grande ingiustizia che vede un fisco colpire duramente il lavoro mostrandosi generoso verso le rendite finanziarie. Infine accentuare la lotta all’evasione fiscale per cercare di reperire mezzi e risorse tali da poter consentire questo progetto di giustizia fiscale oltre a mettere a disposizione dello Stato nuove risorse per un Welfare più giusto e più vicino alle effettive attese e necessità dei cittadini.










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