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	<title>ilBrigante.it &#187; cinema</title>
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		<title>&#8220;A CUORE SCALZO&#8221;, ROBERTA ASTUTILA DONNA E&#8217; MOBILEAntonio Mocciola</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 23:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Cuore Scalzo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Intervista all'attrice e fotomodella partenopea</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-15813" title="028" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/02/028-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /> </p>
<p>Incede, come una gazzella nella savana. Esile, sinuosa, elegantemente naturale. E poi fa: “<em>Sono un maschiaccio. L&#8217;apparenza inganna</em>”. Questo è Roberta Astuti. Bella, figlia di due modelli, ciglia lunghe e dita affusolatE. Volete vederla come uno scugnizzo napoletano? Si può. Al Teatro San Carlo, dove fa la guida teatralizzata, travestita da guappo. “<em>Non sai che gioia</em> – sospira – <em>rinunciare di tanto in tanto alla femminilità da scatto fotografico, o da palcoscenico. Del resto sono cresciuta tra maschi, facendo tutto fuorchè la principessina</em>”. Nei saliscendi della vita, pur nei suoi pochi 24 anni, la Astuti ha già conosciuto il dolore, per la malattia dell&#8217;amatissimo padre, e la necessità di lavorare troppo presto “<em>ma non per questo</em> – precisa – <em>ho trascurato gli studi, sono laureanda in Archeologia e Storia dell&#8217;Arte. Solo che, a un certo punto, ho dovuto sacrificare il teatro, con grande dispiacere</em>”. Fino a quando&#8230; “<em>Fino a quando</em> – sorride – <em>non è spuntato Francesco De Falco.  Insieme al mio collega (e fidanzato) Yuri Napoli, che mi sprona ad abbandonare la mia parte razionale, mi hanno dato uno sprone a proseguire</em>”. E bene han fatto, perchè il sangue è tornato a scorrere nelle vene. Dopo “Vitriol”, il film di De Falco che la vede protagonista, ecco “Giordano Bruno e i Rosa Croce”, il docu-film con Lello Serao già in fase di post-produzione. Ed ancora il teatro, con “Il Barone di Munchausen” per la regia di Mario Santella, con Yuri Napoli (anche autore), Viviana Cangiano, l&#8217;adorata Claudia Natale, Francesco Saverio Esposito e Raffaele Imparato. Uno spettacolo itinerante, una sorta di fiaba, in cui lo spettatore sarà parte interagente della storia. “<em>E poi– per me che amo la lirica – gioisco al mio prossimo ritorno al San Carlo con “Don Trastullo” di Jommelli, dal 2 all&#8217;11 marzo. Ovviamente non canto, anche se il mio amico del cuore Lino Verdicchio sta provando ad insegnarmi a cantare!”. </em></p>
<p>Nel suo passato, la carriera di fotomodella, gli anni al Depoche, al Magma Club di Gennaro Monti, e un anno e mezzo all&#8217;Elicantropo, fino alla associazione “Imprenditori di Sogni”.</p>
<p>Dice di sé: “<em>Sono insicura, autocritica, pignola, attrice inquieta ma in evoluzione, sempre alla ricerca di migliorare. E a volte la bellezza può essere un limite, non sono stata presa sul serio</em>”. E i miti? “<em>Beh, adoro Rossella Falk! L&#8217;ho conosciuta all&#8217;Eliseo, le ho scritto tutta la mia ammirazione (davanti a lei piansi per l&#8217;emozione) e poi mi ha anche risposto! Ma devo tanto a mio nonno materno, che mi ha educato all&#8217;arte, e mia madre, pilastro della famiglia. E come icona di stile, come non scegliere l&#8217;eleganza innata di Audrey Hepburn?</em>”. Beh, ogni tanto il maschiaccio che in te va dunque in vacanza? “<em>Macchè </em>– ride – <em>il mio sogno è interpretare Mercuzio!</em>”. E&#8217; proprio vero, la donna è mobile.</p>
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		<title>CINEMA TEDESCO AL GOETHE DI NAPOLI</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 01:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Il film di Markus Lenz apre la 3° edizione della rassegna AstraDoc</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-15743" title="clandestina mente flyer" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/02/clandestina-mente-flyer-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></p>
<p align="justify"><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: Verdana, serif;">Con l’anteprima del documentario Clandestina Mente, sui graffiti napoletani, venerdì 3 febbraio al Cinema Academy Astra, il primo dei due appuntamenti del Goethe-Institut con il cinema tedesco a Napoli. Il film di Markus Lenz</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, serif;"> apre la 3° edizione della rassegna AstraDoc, organizzata da Arcimovie di Napoli, </span></span><span style="font-family: Verdana, serif;">immortala Napoli Mecca per i graffiti writer. La capitale del Mezzogiorno agli occhi del regista appare come l’unica città europea in cui gruppi di subculture si appropriano dei luoghi pubblici come spazio espositivo per la loro produzione artistica, spesso raggiungendo altissimi livelli di creatività. Markus Lenz racconta nel suo film tre storie di appropriazione creativa e di trasformazione dello spazio pubblico. I protagonisti sono tre writer napoletani coperti dall’anonimato. Intervengono alla proiezione il regista Markus Lenz, l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Antonella Di Nocera, </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, serif;">la direttrice del Goethe-Institut Napoli Maria Carmen Morese e il curatore della rassegna Antonio Borrelli. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana, serif;">Lunedì 6 febbraio alle 18.30, con il film muto Berlino: La sinfonia di una grande città, di Walter Ruttmann, al via Made in Berlin, la rassegna di film in lingua originale sottotitolati in italiano, al cinema Modernissimo. La pellicola del 1927 mostra la Berlino, metropoli del progresso tecnico, della cultura, ma anche della piccola borghesia. La proiezione sarà accompagnata dalle letture di testi letterari degli Anni Venti a cura di Enzo Salomone. L’ introduzione sarà affidata allo storico del cinema Pasquale Iaccio. Gli appuntamenti proseguiranno fino al 2 aprile ogni lunedì con 8 storie berlinesi. Il ciclo di film si chiude con un remake del documentario di Ruttman, Berlino: la sinfonia di una grande città del fotografo e regista Thomas Schadt del 1999. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, serif;">info: 081 41 19 23 www.goethe.de</span></p>
<p align="justify">
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		<title>&#8220;A CUORE SCALZO&#8221;, COSIMO SINFORINILA FORZA DELLA TIMIDEZZAAntonio Mocciola</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 01:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Cuore Scalzo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Intervista al giovane attore corallino</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-15585" title="250" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/2501-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" />E&#8217; passato attraverso le forche caudine di Carlo Cerciello il giovane Cosimo Sinforini, nome e volto che si fanno ricordare. La scuola Elicantropo si sente e si vede in questo ragazzo dall&#8217;aria dolce e spigliata allo stesso tempo, che cita Carmelo Bene e Leo De Berardinis come punti di riferimento, e che così poco assomiglia ai cosiddetti “giovani d&#8217;oggi”. “<em>Cerciello</em> – riconosce Cosimo – <em>è stato maestro di vita, non solo di teatro. Ha saputo bacchettarmi ed elogiarmi, facendomi crescere molto, e di questo lo ringrazierò molto. In questo periodo mi sto prendendo una pausa salutare dal teatro, sentivo di dover staccare la spina, ma cerco sempre progetti che mi emozionino, e di conseguenza emozionino gli altri</em>”. Ha le idee chiare, Cosimo Sinforini. Intanto sull&#8217;Arte nella sua globalità: Laureato all&#8217;Accademia di Belle Arti, comincia con le scarpettiane di Pierino Vitiello, poi focalizza la sua indole artistica in “Verso Moby Dick” (“<em>In questo spettacolo ho capito molte cose di me, limiti e pregi</em>”), fino a “Il mistero della vita” di Vittorio Lucariello. Un attore a briglia sciolta: “<em>Detesto i limiti, sono un tipo di attore che va lasciato libero</em> – dice – <em>Se nella vita sono timido, sul palco trovo risorse insospettabili, grinta e forza. E&#8217; la mia dualità</em>”. Assistente alla regia per Roberto Azzurro in “L&#8217;arte di essere povero”, si scopre autore con uno spettacolo su un triangolo amoroso, “Buv.i”, che attende di essere messo in scena, studia improvvisazione con Salvatore Cantalupo e nel frattempo non perde la mano artistica esponendo a Spazio Libero la sua mostra “Gotikart”. Il cinema lo tenta (“<em>Ho avuto un piccolo ruolo in “Amore buio” di Capuano</em>”) ed è stato tra i pochi selezionati in tutta Italia per un seminario con Giancarlo Sepe, “Teatro a tempo di musica”, in cui sperimenta altre forme di comunicazione, come il “teatro danza”. Si definisce pignolo e permaloso, ma anche umile e determinato. Non ama particolarmente la sua fisicità (“<em>Vorrei essere più alto</em>”) eppure partecipa ai corti di Ivan Cotroneo per Pitti Uomo. E, per completare la sua poliedricità, diventa giornalista pubblicista per un giornale della sua città, Torre del Greco: “Dream Magazine”. E, nei suoi sogni, restano altissimi i riferimenti: “<em>Amo Beckett e Ionesco, ma anche Brad Pitt e James Dean. Se bisogna sognare, meglio farlo in grande!”.</em> E la timidezza, per ora, può attendere.</p>
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		<title>GRANDE ATTESA PER L’USCITA DEL FILM “SINS EXPIATION”  “VESPRO D’UN RINNEGATO”</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 16:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[<B>Il film di Fusco dal cast hollywoodiano </b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-15558" title="Foto Set" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/Foto-Set-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" />Si sono concluse le riprese del film <em>&#8220;Vespro d&#8217;un rinnegato&#8221; </em>prodotto e girato interamente in Italia ma con un cast internazionale. Il  titolo oltreoceano sarà <em>&#8220;Sins Expiation&#8221;,</em> un thriller drammatico, dai tratti <em>pulp</em>, scritto dallo sceneggiatore <em>Christian Jagen Repici </em>e  diretto dal giovane regista italiano <em>Carlo Fusco</em>, che lo ricordiamo nel 2010 con i film <em>&#8220;Prigioniero di un</em> <em>Segreto&#8221;</em>,attualmente in <em>DVD </em>distribuito dalla<em>Cecchi Gori Home Video</em> e <em>&#8220;Pochi giorni per capire&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;Vespro d&#8217;un rinnegato&#8221; </em> film  indipendente, prodotto privatamente senza l’intervento di alcun ente pubblico ma con il supporto della &#8220;<em>B&amp;F Corporation&#8221; </em>e della  <em>&#8221; Two Brothers Production&#8221;</em> di <em>Adriano </em>e<em> Giuseppe Pecchia </em>è un film impegnativo le cui  riprese sono inziate nella primavera estate 2011 e si sono concluse dopo varie interruzioni alla fine dello stesso anno, nonostante fosse già definita la distribuzione internazionale &#8220;<em>Itn Distribution&#8221; di Alson</em> <em>Stuart</em> che fin dall’inizio ha creduto al progetto in maniera incondizionata grazie alla partecipazione di attori di calibro internazionale quali <em>Danny Glover, Michael Madsen, Hi Yamanouchi, John Savage , Steven Bauer ,Ervin Bejleri, Anne Jeffreys , Karl Potter, Toni Gambino e Cassandra Gava </em>. Tra gli italiani,  oltre a <em>Giovanni Martorana</em>, l’attore protagonista insieme a <em>Raul Bova</em> nel film &#8220;<em>Io, l&#8217;altro&#8221; di Mohsen Melliti</em> ed  interprete <em>de &#8221;I cento passi&#8221;</em> e<em> &#8221;La meglio gioventu&#8221;&#8217; di Marco Tullio Giordana</em> e<em> &#8221;Malena&#8221; di Giuseppe Tornatore</em>, troviamo  altri bravi attori siciliani<em>  </em>quali <em>Toni Gambino, Francesco Casisa, Luigi Maria Burruano, Mario Pupella</em> e<em>Veronica D&#8217;Agostino</em> e ancora <em>Abrram Fontana, Domenico Albergo, Elisabetta Rocchetti</em> e tanti altri.  Il film è stato girato in<em> Sicilia</em>a <em>Palermo</em> e in provincia, nello specifico a <em>Montelepre, Carini, Capaci, isola delle Femmine</em>; altre riprese hanno interessato il territorio di<em>Riposto</em>, in provincia di <em>Catania</em>, <em>Agrigento, Favara</em> ed infine <em>Roma</em> . Un particolare ringraziamento agli sponsor che hanno contribuito alla realizzazione del film dall’azienda di abbigliamento &#8220;<em>Mood&#8217;s Guys&#8221; di Alessandro Campanelli, </em>alla<em> &#8221;Fondazione Campanelli Onlus&#8221;</em> oltre che alle strutture alberghiere della zona di <em>Agrigento </em>dall’ <em>&#8220;Hotel Kore&#8221;</em> a <em>&#8220;Villa Athena&#8221;.</em> La valle dei templi infatti per alcuni giorni si è trasformata in un set cinematografico per poi proseguire verso <em>Palermo </em>e <em>Catania</em>. Location storiche , di altissima attrazione turistica,  che hanno fatto da contorno a questo spettacolare set, quali il <em>Castello di Giuliano</em>, nonché la <em>casa di Salvatore Giuliano</em>, oltre al <em>Teatro Pirandello</em> e <em>Villa Athena </em>ad <em>Agrigento</em>. Un contesto reale che ben si  amalgama con la storia del<img class="alignright size-medium wp-image-15559" title="Foto set C.Gava A.Jeffrey S.Bauer" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/Foto-set-C.Gava-A.Jeffrey-S.Bauer_-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /> protagonista <em>Davide</em> (<em>Salvatore</em><em>Martorana</em>), un ex soldato soldato di un clan mafioso palermitano, ormai cinquantenne cieco che dopo aver trascorso anni tra sensi di colpa ed angoscia, combattuto tra il desiderio di condurre una vita normale e la realtà che ha vissuto in passato, decide di tornare dalla capitale in<em>Sicilia</em> per chiudere definitivamente con il mondo della malavita. Ed è proprio  durante questo viaggio in  treno che incontra <em>Father Leonard</em>interpretato dal grande <em>Danny Glover</em>, l’attore di colore che ricordiamo  al fianco di <em>Mel Gibson</em>  in <em>&#8220;Arma Letale&#8221;</em> di <em>Richard Donner</em> e poi nel <em>&#8220;Colore</em> <em>Viola&#8221;</em> di <em>Steven Spielberg</em>  e  in “<em>Witness Il Testimone&#8221;</em> di<em> Peter Weir</em>;  in questo film nel ruolo di un parroco afroamericano,  ex gangster di San Francisco , che ha con il protagonista  un passato in comune  in quanto prima di diventare prete aveva commesso un omicidio ed ora intenzionato a trovare la serenità. Storie di ricordi,  di mafia,  di omicidi , di tradimenti e di espiazioni: a completare un cast d’eccezione<em>Michael Madsen</em>, il pupillo di <em>Quentin Tarantino</em> in “<em>Kill Bill&#8221; </em> e protagonista del film <em>&#8220;Donnie Brasco&#8221;</em> con <em>Al Pacino</em> e <em>Johnny Depp</em>, in questo film nel ruolo di <em>Dan Mancino </em>un<em> </em>boss italo-americano; <em>Steven Bauer </em>che lo ricordiamo accanto ad <em>Al Pacino</em>  in “<em>Scarface &#8220;</em> di<em>Brian De Palma</em>, <em>John Savage</em> protagonista nel film<em> &#8221;Il cacciatore&#8221; </em>di<em> Michael Cimino</em>, in<em>  &#8220;Hair&#8221; </em>di <em>Claude Bukowski  e </em>nella <em>&#8221;La sottile linea rossa&#8221; </em> di <em>Terrence Malick.</em> Da sottolineare infine la partecipazione  dell&#8217;attore  albanese  <em>Ervin Bejleri</em>, attore tra i più noti nei <em>paesi Balcani</em>. Le musiche sono realizzate da <em>Aldo Azzaro</em> e <em>Franca Sebastiani</em>, compositrice scrittrice e cantante , che insieme ad <em>Alessandro Campanelli</em> per l’occasione ha prestato al film uno dei brani in uscita con l’album <em>CD</em> &#8221;<em>UNO, il Principio&#8221;</em> prodotto<em> </em>da <em>&#8220;Saifam&#8221;</em> di <em>Mauro Farina. </em><em> </em>L’uscita del film è prevista negli <em>States</em> a marzo 2012, due le anteprime una a <em>New York</em> e l’altra a <em>Los Angeles</em>. Attualmente è stato proposto per entrare per entrare in concorso nella sezione  «<em>Quinzaine des réalisateurs»</em> per il prossimo Festival di Cannes; per l’Italia invece non ci sono ancora distribuzioni definite. Le foto di scena sono state realizzate da Nick Zonna.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;A CUORE SCALZO&#8221;, CRISTINA CASALELA POESIA IN UNO SGUARDOAntonio Mocciola</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Cuore Scalzo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
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		<description><![CDATA[<b>Incontro con l'attrice oplontina</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-15381" title="167574_10150090741793030_521743029_6492592_7144795_n" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/167574_10150090741793030_521743029_6492592_7144795_n.jpg" alt="" width="220" height="300" /></p>
<p>Quando si dice la fascinazione. Cristina Casale vive di flirt artistici, e poi li reinterpreta. Vedi Michael Jackson, che reinterpreta in “The hat” affidandosi al suo talento di mimo, fino a Joan Crawford, a cui straordinariamente somiglia, omaggiata nell&#8217;ultima Corte della Formica in “Absolvemonos” di Domenico Orsini. Tutto questo e anche di più è la Casale, attrice di Torre Annunziata, di una bellezza smagliante ed antica allo stesso tempo, ma anche, e soprattutto, brava. “<em>Con Orsini</em> – racconta – <em>ci conosciamo da tanti anni, con lui ho portato al festival dei corti ideato da Gianmarco Cesario anche “Le barchette di liquirizia”, che ebbe molti riconoscimenti. Ma ricordo con grande piacere anche l&#8217;esordio con lui, in “Incubi incurabili, mistiche malattie e faziose follie”, che parlava della precarietà del mestiere di attore, tematica quanto mai attuale!</em>”. L&#8217;amore per il teatro corporeo nasce da lontano, a Napoli con Oscar Valsecchi e Valentina Temussi e si perfeziona a Barcellona, e alla corte di Yves Lebreton. “<em>Questo tipo di teatro</em> – rivela – <em>dà la possibilità di essere metabolizzato attraverso il corpo, e la sua poesia è racchiusa nella drammaticità del gesto come riflesso delle emozioni</em>”. Inafferabile ed onirica è anche lei, passata attraverso la televisione (“La squadra”), il cinema con Anna Galiena e Franco Nero (“Masaniello, amore e libertà”) fino ad “Artù”, passato per il Festival del Cinema di Venezia fuori concorso. “<em>Ma è soprattutto con Nello Mascia ed il ruolo in “Putiferio”</em> &#8211; spiega Cristina – <em>che ho visto grande teatro. Il testo di Raffaele Viviani, la presenza di Maria Basile Scarpetta e del maestro Mascia – ricordo ancora l&#8217;emozione quando mi chiamò a casa – sono rimaste nel mio cuore”</em>. Si definisce eclettica, clownesca, amante della metafora e dei rimandi, bella di una bellezza stravagante (“<em>Marita D&#8217;Elia mi disse che le ricordavo Maria Callas</em>”), ma anche dark, gotica e poco rassicurante, Cristina Casale progetta un corto cinematografico e nel frattempo sgrana i grandi occhi quando ricorda l&#8217;incontro fugace con uno dei suoi miti, Tim Burton, a Venezia (“<em>Gli diedi il mio numero, sperare non costa niente..</em>.”). Intanto coltiva l&#8217;inglese (“<em>Il suo mood è unico al mondo</em>”), vede e rivede i vecchi film hollywoodiani (“<em>Sarà la mia vena nostalgica..</em>.”) e ricorda con fierezza l&#8217;esperienza che ancora oggi vive all&#8217;Actor&#8217;s work di Danny Lemmo, a Roma (&#8220;<em>di lui mi fido ciecamente</em>&#8220;). Fino al prossimo sogno. Aspettando Tim Burton.</p>
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		<title>&#8220;A CUORE SCALZO&#8221;NINO BRUNOLa rivincita dello scugnizzoAntonio Mocciola</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 18:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Cuore Scalzo]]></category>
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		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Incontro con il giovanissimo attore dei Quartieri Spagnoli</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-14914" title="079" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/079-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /> Lo vedi così, giovanissimo, minuto, persino più piccolo dei suoi 21 anni da compiere. E invece<strong> Nino Bruno</strong>, dai quartieri spagnoli, ha già tanta vita dentro, e un annetto buono nell&#8217;inferno della depressione, da cui è trionfalmente riemerso. Succede, quando nasci nella parte sbagliata di una città bella e impossibile, e hai un fuoco dentro che non sai, e non vuoi, domare.<br />
“<em>A un certo punto</em> – ricorda – <em>mi sono chiesto se valesse la pena continuare. E mi sono chiuso in casa, somatizzando le mie ansie. Ma quest&#8217;autoesilio mi ha reso più forte, e più pronto a combattere. Perchè io sono, e voglio essere, un attore</em>”.<br />
Ed attore lo è, e di talento pure (merce rara, al giorno d&#8217;oggi). Mentre si prepara a portare, dal 26 al 29 gennaio, al Teatro Il Primo “Don Anselmo Tartaglia” di Scarpetta per la regia di Roberto Capasso (dopo il successo al Sancarluccio) Nino Bruno sfodera un sorriso gaglioffo e un curriculum da far tremare i polsi ad attori navigatissimi. Dagli esordi con Carlo Cerciello, re dell&#8217;Elicantropo, al “Falstaff” di Mario Martone, all Festa di Piedigrotta con Nello Mascia.<br />
“<em>Tutti maestri assoluti </em>– dice Nino – <em>che mi hanno dato fiducia, e spero di averla ricambiata. Ho avuto a che fare con mostri sacri, a loro devo la vittoria del Premio Girulà come migliore attore emergente nel 2007</em>”.<br />
Una vita di sacrifici, percorsi accidentati, rincorse infinite&#8230;<br />
“<em>Si, ma ne valeva la pena. La scuola non faceva per me, l&#8217;ho capito da subito, ed anche i miei familiari, che poco hanno a che fare con questo ambiente. Una sfida in più per me</em>”. E intanto, fioccano i lavori di livello, in ruoli tutt&#8217;altro che di contorno. Arrivano “Alidoro” con Arturo Cirillo, “La tempesta” di Andrea De Rosa, “La città di fuori” di Mario Gelardi e “N&#8217; zularchia” di Mimmo Borrelli, in cui ritrova la regia di Cerciello. Fino ai prezioso passaggio al grande schermo in “Napoli Napoli Napoli” di Abel Ferrara e “Noi credevamo”, ancora con Mario Martone. “<em>Possiedo umiltà a sufficienza, e so che ho tanto da imparare, ma la mia timidezza naturale sul palco diventa una forza, la spietata autocritica mi aiuta a limare i difetti</em> – riconosce – <em>ed ora posso dire che il teatro mi ha salvato dalle spire della depressione</em>”.<br />
E se è vero (come è vero) l&#8217;antico adagio, “Non è forte chi non cade, ma cade e si rialza”, Nino Bruno, scugnizzo sulla scena e un po&#8217; anche nella vita, ne è la prova vivente.</p>
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		<title>“IL SOSPETTO” AL MODERNISSIMO DI NAPOLI</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<B>Sabato 21 gennaio 2012, il Multicinema MODERNISSIMO.it di Napoli si apre al mondo dei cortometraggi ospitando un evento speciale dedicato al regista Giovanni Meola, con la proiezione delle sue due ultime opere ed un incontro con il pubblico insieme a Massimo Dapporto ed al critico cinematografico Valerio Caprara.

 </B>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-14875" title="locandina IL SOSPETTO" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/locandina-IL-SOSPETTO-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></p>
<p>L’evento si aprirà alle 10:30 con la première nazionale su grande schermo de <strong>“IL SOSPETTO”</strong>, ultima opera del regista napoletano realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Dipartimento dello Spettacolo in quanto<strong> </strong>riconosciuta<strong> </strong>di<strong> </strong><em>‘interesse culturale nazionale con rilevanti finalità artistiche e culturali’</em>.<strong></strong></p>
<p>Presente in sala il protagonista <strong>MASSIMO DAPPORTO</strong>, grande attore di teatro, cinema e televisione che ha deciso di cimentarsi nel <strong><span style="text-decoration: underline;">primo cortometraggio della sua vita</span></strong>, affascinato dal soggetto e dalla complessità di un personaggio che vive un dramma apparentemente solo interiore in una storia dai confini ambigui ma molto umani.</p>
<p>Giovanni Meola nelle sue note di regia scrive:<em> “… la sua ricchezza attoriale, abbinata ad una grande dose di umiltà, ci hanno permesso di scoprire e mostrare, in un film di pochi minuti, sfumature sottilissime nel tratteggiare la figura di un uomo che non si riconosce più e che per questo agisce in maniera assolutamente irrituale”.</em></p>
<p>Oltre alla partecipazione di Massimo Dapporto e degli altri interpreti di spessore, <em>Daniela Marazita</em>,<strong> </strong><em>Luigi Credendino</em><strong> </strong>ed<strong> </strong><em>Enrico Ottaviano</em>, “IL SOSPETTO” si avvale anche della collaborazione di eccellenti professionisti come <strong>Emita Frigato</strong>, <em>scenografa vincitrice del David di Donatello 2011 per ‘Noi Credevamo’ di M.Martone</em>, e <strong>Giuseppe Trepiccione</strong>, <em>montatore di ‘Una vita tranquilla’</em>, da molti critici considerato tra i migliori film italiani degli ultimi anni.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Al termine della proiezione Massimo Dapporto e Giovanni Meola risponderanno a domande e  curiosità in un <strong>incontro con il pubblico </strong>introdotto da <strong>Valerio Caprara</strong>, noto critico cinematografico de <em>Il Mattino</em>, professore di Storia e Critica del Cinema all’Università <em>“L’Orientale” </em>di Napoli, Presidente della Campania Film Commission e ospite fisso della trasmissione <em>Cinematografo</em> condotta da Gigi Marzullo su Rai 1.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiuderà la matinée la proiezione del cortometraggio <strong>“BANDO DI CONCORSO”</strong>, penultimo lavoro di Giovanni Meola e vincitore di diversi riconoscimenti tra i quali: <em>Primo Premio Lavori In Corto 2010</em>, <em>Primo Premio Festival Cinema Invisibile 2011</em>, <em>Premio ‘Miglior Attore’ a Luigi Credendino</em> all’<em>Amarcort Film Festival 2011</em> e al <em>MovieClub Film Festival 2011</em> (presidente di giuria Ettore Scola).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Seguono schede dei corti e note biografiche -&gt;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong><span style="text-decoration: underline;">IL SOSPETTO</span></strong><strong> &#8211; scheda del cortometraggio</strong></p>
<p>- produzione Imago e Virus Film (con la collaborazione di Run Comunicazione)</p>
<p>- anno 2011 | durata13’</p>
<p>- soggetto, sceneggiatura e regia <em>Giovanni Meola</em></p>
<p>- con <em>MASSIMO DAPPORTO, Luigi Credendino, Daniela Marazita e Enrico Ottaviano</em></p>
<p>- fotografia <em>Pina Mastropietro,  </em>musiche originali <em>Enrica Sciandrone, </em>scenografia <em>Emita Frigato, </em>supervisione al montaggio <em>Giuseppe Trepiccione</em></p>
<p align="center"><em>&lt;</em><strong><em> Cosa succede se un uomo si mette davvero nei panni di un altro? </em></strong><em>&gt;</em><strong><em></em></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">sinossi</span> &#8211; Un uomo tutto vestito di jeans si confessa, cercando di non farsi notare, come avesse qualcosa da nascondere. Uno scricchiolio dall’interno del confessionale lo spaventa e lo fa fuggire, facendolo imbattere in una donna che, col figlio, è in chiesa per piangere la morte violenta della figlia. Solo il giovane, che vuole vendicarsi a insaputa della madre, sa che chi ha assassinato la sorella era interamente vestito di jeans.</p>
<p>Ma le cose raramente sono come sembrano…</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">note del regista</span>  -  Un personaggio complesso interpretabile solo da un attore di grande sensibilità e spessore. MASSIMO DAPPORTO <em>è stato</em> questo personaggio sin dal primo momento e ha accettato di girare un cortometraggio, per la prima volta nella sua carriera, con cura, attenzione e grande umiltà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">BANDO DI CONCORSO</span></strong><strong> &#8211; scheda del cortometraggio</strong></p>
<p>- produzione Virus Film (in collaborazione con Imago)</p>
<p>- anno 2010 | durata20’</p>
<p>- soggetto, sceneggiatura e regia <em>Giovanni Meola</em></p>
<p>- con <em>Luigi Credendino, Pio Del Prete </em>e<em> Enrico Ottaviano</em></p>
<p>- fotografia <em>Roberto Lucarelli, </em>musiche originali <em>Bruno Milano</em></p>
<p align="center"><em>&lt;</em><strong><em>Nella guerra all&#8217;ultimo sangue tra due boss, un coro di killer e uno strano infiltrato</em></strong><em>&gt;</em><strong></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">sinossi</span>  -  Il Gran Boss vuole eliminare il suo più acerrimo rivale e così lancia un <em>‘bando di concorso’</em> aperto ai migliori killer del suo feroce clan. La prova da affrontare però non sarà di abilità fisica, con le armi o in qualche modo violenta, bensì la lettura…di una poesia.</p>
<p>Tra i killer c’è tuttavia uno strano e imprevisto infiltrato.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">note del regista</span>  -  Una guerra tra clan in chiave fortemente grottesca con puttanieri, killer bofonchianti, boss sui tacchi a spillo e strani travestiti. La malavita organizzata come non viene mai mostrata, paradossale come sta diventando oramai anche la realtà che si incarica di dimostrare l’assunto di Totò per cui la vita, si sa, è in fondo una gran <em>‘Livella’</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Massimo Dapporto &#8211; il protagonista</strong></p>
<p>Figlio del noto attore Carlo Dapporto, ha seguito le orme paterne formandosi prima come attore di teatro e poi di cinema e fiction-tv. Tra le principali esperienze, nel 1986 è ne <em>La Famiglia</em><em> </em>diretto da Ettore Scola; nell’87 è il tenente Fili dell&#8217;Esercito Italiano nel film <em>Soldati &#8211; 365 all&#8217;alba</em> di Marco Risi; nel 1988 è nel cast del film di Francesca Archibugi <em>Mignon è partita</em>, con Stefania Sandrelli; nel 1996 recita nel film <em>Celluloide</em>, con Giancarlo Giannini e la regia di Carlo Lizzani; nel ‘97 è stato protagonista della serie tv <em>Un prete tra noi</em>; nel 2002 della fiction Mediaset <em>Il commissario</em>; nel 2006 ha interpretato il giudice Giovanni Falcone nel film-tv di RaiUno <em>Giovanni Falcone, l&#8217;uomo che sfidò Cosa Nostra</em>, con il quale ha ottenuto una candidatura come Miglior Attore agli Emmy Awards. Ha anche avuto esperienze come doppiatore, prestando la propria voce, tra gli altri, al personaggio di Buzz Lightyear nei film Disney <em>Toy Story</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giovanni Meola &#8211; il regista</strong></p>
<p>Giovanni Meola è regista, sceneggiatore, autore e formatore. In quindici anni di professione <span style="text-decoration: underline;">in campo teatrale</span> ha curato numerose regie, partecipando a festival, vincendo due premi nazionali (p<em>remio Girulà 2007</em> e p<em>remio Enriquez 2008</em>), alcuni premi di drammaturgia e firmando quattro direzioni artistiche (<em>La Base</em><em> dell’Iceberg</em> ‘98 e ‘99; <em>Teatro &amp; Legalità</em> dal 2000; <em>I Racconti che ci Raccontano </em>dal 2001; la <em>compagnia Virus Teatrali</em> dal 2003). <span style="text-decoration: underline;">In campo cinematografico</span> ha vinto il concorso internazionale per sceneggiature inedite di cortometraggi <em>Pescara Corto Script 2007</em><strong> </strong>(pres. di giuria Francesco Bruni), nel 2006 ha realizzato il docu-corto <em>HINTER-LAND (1-0/2-0/3-0)</em><strong> </strong>con cui ha vinto il premio <em>Cinematografare 21-Società Civile</em>, nel 2010 ha firmato il DVD live <em>Maison Maravilha Viva</em> del cantautore Joe Barbieri, ed ha realizzato 4 cortometraggi: nel 2007 <em>IL PINOCCHIO CAROGNONE</em> (10’-una decina di premi e trenta finali nazionali ed internazionali), nel 2008 <em>IN</em><em> APNEA </em>(15’-due primi premi e svariate finali), nel 2010 <em>BANDO DI CONCORSO</em> (20’-finora otto primi premi e più di venti finali di concorsi e festival) e nel 2011 <em>IL SOSPETTO</em>.</p>
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		<title>&#8220;A CUORE SCALZO&#8221;, DIEGO SOMMARIPALA PAZIENZA E IL FUOCO SACROAntonio Mocciola</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 12:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Incontro con l'attore tra i protagonisti di "47 morto che parla"</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-14627" title="020" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/0202-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p> Il bonsai, per chi non lo sapesse, è l&#8217;arte di creare miniature di alberi e conservarle per anni. E&#8217; questo che il padre di Diego Sommaripa, attore ventiseienne, ha fatto di mestiere. Ed è probabilmente da lì che il piccolo Diego, figlio unico, ha imparato a costruire la sua carriera e la sua identità artistica. Goccia a goccia, passo dopo passo.</p>
<p>Oggi, Diego Sommaripa è pronto all&#8217;ennesimo debutto di una carriera giovane ma già ricca di spunti, dal 6 gennaio al Teatro Il Primo con Rosario Ferro in “47, morto che parla”. Si ride, come spesso si è riso negli spettacoli con l&#8217;attore di Chiaiano. Come dimenticare l&#8217;esilarante “Un vizietto napoletano”, en travesti, oppure i tanti spettacoli con la coppia d&#8217;oro Peppe Celentano-Gabriella Cerino? “<em>In effetti</em> – ricorda Diego –<em> il mio lato brillante è quello che forse è venuto più fuori. Certo io mi ritengo talmente versatile che non mi spaventa nulla, tutto mi incuriosisce. Se mi fido di chi mi dirige posso vestire qualunque tipo di panni</em>”. Dotato di una sensibilità spiccata, Diego Sommaripa appare più libero sulla scena che nella vita, tanto da sviluppare un singolare “canone inverso&#8221;. “<em>Forse è vero</em> – riflette -<em>sono più me stesso quando recito che nella vita di ogni giorno&#8230;”.</em> Segno che la recitazione è nel sangue, anche se non c&#8217;è mai stato effettivo “coupe de foudre”. “<em>Si</em> – dice – <em>anche quando andavo a teatro da piccolo, o addirittura quando ho cominciato a recitare non ero davvero convinto, ci ho cominciato a credere a poco a poco, con i primi incoraggiamenti al Teatro De Poche di Massimo De Matteo e Peppe Miale. Ma è a Gabriella Cerino e Peppe Celentano che devo davvero dire grazie per la fiducia che mi hanno accordato</em>”. La voce s&#8217;incrina quando ricorda l&#8217;amico Marco Matarazzo (“<em>Una persona speciale</em>”) col quale ha condiviso la toccante esperienza di “Cantata per la festa dei bambini morti di mafia”, mentre ricorda le piccole ma importanti partecipazioni con nomi come Luca Ronconi e Toni Servillo, e qualche incursione al cinema e alla radio, che lo vede spigliato protagonista per “Fuoco” su Radio Marte. Umile e disponibile, preferisce parlare dei difetti (cadenza da affinare, scansione delle parole) piuttosto che dei pregi, che lascia scoprire al pubblico. Tutto questo è Diego Sommaripa, multiforme attore dalle mille sfumature. Decoratore minuzioso del proprio futuro, piccolo e prezioso proprio come i bonsai che ha visto crescere tra le mani del padre.</p>
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		<title>SULMONA FESTIVAL, IL SUCCESSO INDIGESTOALLA POLITICA DEL NULLAAntonio Mocciola</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 00:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte & cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>I miracoli di un festival del cinema</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-13827" title="378699_303730822991986_100000652119594_1050286_1872842950_n" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/378699_303730822991986_100000652119594_1050286_1872842950_n-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /> <span style="font-family: Georgia;"><span style="font-size: medium;">In attesa dell&#8217;edizione numero 30, numero tondo da celebrare come si deve, il Sulmona Film Festival supera felicemente la boa della ventinovesima edizione. E lo fa più leggero nella forma (via i corti, meno giorni di programmazione, struttura più snella) ma non nella sostanza. A cominciare dal nome del presidente della giuria, il glorioso Enrico Ghezzi, a capo di una commissione composta da studenti e diplomati al DAMS di Bologna, SNC di Roma, Accademia dell&#8217;Immagine dell&#8217;Aquila, Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma, Università di Pescara. Molto alta l&#8217;affluenza di pubblico, a dispetto dei gufi e dei politici locali, ancora una volta brillanti per assenza (se si eccettua la comica presenza alle premiazioni finali dell&#8217;”assessore alla cultura”). Marco Maiorano fa da sé, e fa per tre, da neo-presidente dell&#8217;Associazione Sulmona Cinema, con Patrizio Iavarone più defilato ma sempre vigilante, e uno staff di volontari commovente per abnegazione e professionalità. Presieduto ancora una volta da Roberto Silvestri, il Festival premia, non senza accese discussioni in giuria, il delicato “L&#8217;estate di Giacomo” di Alessandro Comodin, ma la regia va a Ruan Johnson per “I primi della lista”, con Claudio Santamaria, che viene proiettato la sera della finale invece del film vincitore, a dimostrare il “testa a testa” tra i due lavori. Di quest&#8217;ultimo film premio ex aequo per i migliori attori a Paolo Cioni e Francesco Turbanti, mentre la migliore attrice è Pasqualina Scuncia. Bebo Ferra e Mario Salvucci vincono per la miglior colonna sonora. </span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Georgia;"><span style="font-size: medium;">E così, tra acque agitate e resistenza adamantina, va in archivio un Festival che non ha padrini politici né fondi aurei dal cielo, e che deve scontrarsi, negli ultimi anni, con un&#8217;amministrazione comunale presieduta da Fabio Federico che, tra gaffe omofobe ed incaute denunce, farebbe ridere se non agghiacciasse un attimo prima. In questo contesto micidiale ogni piccolo successo è un trionfo, mentre la Sala Pacifico, l&#8217;unico cinema di Sulmona, torna al bavaglio che, da maggio, umilia un&#8217;intera città, priva dell&#8217;arte che pure, da Ovidio in poi, la incorona. Ma tutto questo, citando una nota canzoncina, Pippo Pippo non lo sa&#8230;.</span></span></p>
<p align="center">
<p align="center">
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;PASSIONE&#8221; DI TURTURRO SBANCA ANCHE IN TEATROAntonio Mocciola</title>
		<link>http://www.ilbrigante.it/spettacoli/passione-di-turturro-sbanca-anche-in-teatroantonio-mocciola/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 00:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Grande successo al Teatro Trianon Viviani</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-13817" title="James-Senese-e-Cosmo-Parlato-Passione-Tour-Loano" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/James-Senese-e-Cosmo-Parlato-Passione-Tour-Loano-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /><a name="_MailOriginal"></a></p>
<p>Squadra che vince non si cambia: e così, dopo il successo sugli schermi, la &#8220;Passione&#8221; di John Turturro approda tra la gente, e a Napoli non poteva trovare location ideale se non nel &#8220;teatro del popolo&#8221;, il Trianon Viviani di Forcella, scampato alla chiusura e sold-out tutte le sere. Merito di fior d&#8217;artisti, da Peppe Barra, decano del gruppo, che omaggia Carosone e D&#8217;Andrè e offre una travolgente &#8220;Tamurriata nera&#8221;, fino alla sorprendente Misia, che innesta tracce di Fado persino in &#8220;Indifferentemente&#8221;. Poi, il &#8220;napoletano di ritorno&#8221; Gennaro Cosmo Parlato, superlativo in &#8220;Maruzzella&#8221; e &#8220;Tu si na cosa grande&#8221;, la viscerale vocalità di Pietra Montecorvino (inciso da favola in &#8220;Cu mme&#8221;), il sax d&#8217;oro di James Senese, che esegue da par suo la canzone che da il titolo al progetto, M&#8217;Barka Ben Taleb, presenza preziosa e straniante, Monica Pinto ed Antonio Fraioli degli Spakka-Neapolis 55, Raiz e gli Almamegretta e la band di Gigi De Rienzo. Il lavoro di Federico Vacalebre, direttore artistico, riluce per saggezza e coraggio nelle scelte (e per le sacrosante esclusioni, leggasi neomelodici) e la gente torna a teatro con la gioia di sentirsi parte di una città che canta (ancora). E quando Raiz e Pietra Montecorvino stravolgono &#8220;Briganti se more&#8221; rendendola straordinariamente attuale, scatta anche la commozione. &#8220;E&#8217; questa la Napoli migliore&#8221;, sbotta con malcelato orgoglio James Senese, tra le ovazioni. Come dargli torto?</p>
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