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	<title>ilBrigante.it &#187; primopiano</title>
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		<title>GAETA RESISTE ANCORA</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 19:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Brigantaggio & Meridionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[primopiano]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Anche quest'anno gli appuntamenti sono due: si parte dal fine settimana compreso nei giorni del 3, 4 e 5 Febbraio 2012 che vede in programma il XX Convegno Tradizionalista, mentre quello successivo proporrà il XXI Convegno Nazionale articolato nelle date del 10, 11 e 12 Febbraio. Proponiamo i programmi delle due manifestazioni dai quali, per la diversità e complessità degli argomenti trattati, si evince l'importanza di una partecipazione ad entrambi per ogni meridionalista che voglia approfondire le proprie conoscenze ed idee.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-15510 alignleft" title="gaeta01g" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/gaeta01g.jpg" alt="" width="300" height="230" /></p>
<p>La memoria storica di quel che fummo noi meridionali fino al tragico febbraio del 1861, messa a dura prova durante un 2011 a prova di retorica filorisorgimentalista tutta tesa alla sua cancellazione, non conosce cedimenti.<br />
Anche quest&#8217;anno gli appuntamenti sono due: si parte dal fine settimana compreso nei giorni del 3, 4 e 5 Febbraio 2012 che vede in programma il XX Convegno Tradizionalista, mentre quello successivo proporrà il XXI Convegno Nazionale articolato nelle date del 10, 11 e 12 Febbraio. Proponiamo i programmi delle due manifestazioni dai quali, per la diversità e complessità degli argomenti trattati, si evince l&#8217;importanza di una partecipazione ad entrambi per ogni meridionalista che voglia approfondire le proprie conoscenze ed idee.</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-15533" title="get-attachment-1" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/get-attachment-11.jpg" alt="" width="570" height="618" /></p>
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<p><img class="alignnone size-full wp-image-15509" title="get-attachment" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/get-attachment1.jpg" alt="" width="800" height="566" /></p>
<p><strong>Come detto, nel fine settimana successivo (10, 11 e 12 Febbraio 2012 è  in programma il secondo appuntamento del quale pubblichiamo, di seguito, il materiale informativo:</strong></p>
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<p><img class="alignnone size-full wp-image-15492" title="clip_image002 (1)" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/clip_image002-11.jpg" alt="" width="552" height="1208" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-15493" title="clip_image004" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/clip_image004.jpg" alt="" width="393" height="831" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-15494" title="clip_image006" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/clip_image006.jpg" alt="" width="392" height="933" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-15495" title="clip_image008" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/clip_image008.jpg" alt="" width="398" height="695" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-15496" title="clip_image010" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/clip_image010.jpg" alt="" width="399" height="1042" /></p>
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		<title>LA QUESTIONE DEI MERIDIONALIGino Giammarino</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 03:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte & cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Brigantaggio & Meridionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[primopiano]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>
In edicola il nuovo numero de Il Brigante Magazine (n° 12 del Dicembre 2012). Personaggio del mese è Eugenio Bennato con il suo nuovo lavoro discografico intitolato "Questione Meridionale" ai quali sono dedicate la copertina (il cui scatto è stato effettuato presso il Museo Ferroviario di Pietrarsa) ed uno speciale di due pagine. 
Un puntuale approfondimento sulla storia delle prime locomotive (del Regno delle Due Sicilie e d'Italia) Vesuvio e Bayard ed un prezioso contributo storico sulle vicende postunitarie della Pietrarsa opificio  tratte da un antico testo del Duca di Maddaloni completano il discorso sul tema della prima ferrovia.
L'imboscata all'ex Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, il rescoconto sul primo appuntamento del Consumo Responsabile organizzato dalla nostra testata in collaborazione con l'ass. "Nato Brigante" con un brillantissimo risultato, economia, musica, teatro, alimentazione completano un nuovo numero davvero interessante. Come sempre, se ce lo consentite...
</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle edicole il nuovo numero de Il Brigante Magazine (n° 12 del Dicembre 2012). Personaggio del mese è <strong>Eugenio Bennato</strong> con il suo nuovo lavoro discografico intitolato<strong> &#8220;Questione Meridionale&#8221;</strong> ai quali sono dedicate la copertina (il cui scatto è stato effettuato presso il Museo Ferroviario di Pietrarsa) ed uno speciale di due pagine.<br />
Un puntuale approfondimento sulla storia delle prime locomotive (del Regno delle Due Sicilie e d&#8217;Italia) Vesuvio e Bayard ed un prezioso contributo storico sulle vicende postunitarie della Pietrarsa opificio  tratte da un antico testo del Duca di Maddaloni completano il discorso sul tema della prima ferrovia.<br />
<em>L&#8217;imboscata</em> all&#8217;ex Sindaco di Torino <strong>Sergio Chiamparino</strong>, il rescoconto sul primo appuntamento del Consumo Responsabile organizzato dalla nostra testata in collaborazione con l&#8217;ass. &#8220;Nato Brigante&#8221; con un brillantissimo risultato, economia, musica, teatro, alimentazione completano un nuovo numero davvero interessante.<br />
Riportiamo di seguito l&#8217;editoriale del nostro direttore,<strong> Gino Giammarino</strong>:</p>
<div id="attachment_14666" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-14666" title="BGT12_Copertina.qxd" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/BGT12_Copertina-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /><p class="wp-caption-text">LA COPERTINA DEL N° 12 DEL DICEMBRE 2012</p></div>
<p>Lo storico inglese Eric J. Hobsbawn fissava la chiusura del “Secolo Breve” nell’anno 1991. Vent’anni dopo, fatte le debite proporzioni anche con Alexandre Dumas, il dicembre di questo 2011 chiude un “Anno Insopportabilmente Lungo”, nel quale ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori (ma soprattutto, tre: il bianco, il rosso ed il verde).<br />
Abbiamo dovuto sopportare l’invasività di una stucchevole retorica filo-risorgimentalista (iniziata addirittura nel precedente 2010) ed iniettata in dosi talmente massicce da ammazzare un cavallo: un vero miracolo che si sia salvato quello di color bianco che ha dovuto reggere a San Remo il doppio peso di Roberto Benigni, esiguo, e quello galattico delle bugie a pagamento recitate (e non è un modo di dire) dal guitto toscano. E, poi, fiction a go-go, pasta e prodotti d’ogni genere ma in unica salsa, concorsi di italiche miss ineluttabilmente “solari ed impegnate”, il rampollo di casa savoia imperante su RAIuno (insieme a Pupo forse per coprirne la piccineria), telegiornali, speciali, Radio24 Ore, Cruciani &amp; Parenzo, meglio che non ci penso…<br />
Perfino la Coppa Italia di calcio, grazie al genio multiforme di Ignazio La Russa, è diventata una scusa per annichilire sugli stadi, una volta di  più, l’identità dei meridionali: fortunatamente, quando è venuto a Napoli per assistere alla partita contro l’Internazionale, ha dovuto ascoltare -incredulo- le curve napoletane ribellarsi e da veri briganti coprire la marcetta “provvisoria” di Mameli con l’assordante coro: <em>“Partenopei, noi siamo Partenopei…”</em>, supportato da un falsetto di provenienza francese: <em>“Jatevenne!!!” </em>riservato alla banda di quella Scuola Militare della Nunziatella fondata (sic!) dai Borbone.<br />
D’altronde, che credibilità poteva avere un ministro siciliano che viene a Napoli a palpitare per la milanesissima Inter? L’unica attenuante che gli si può concedere è la mancanza di originalità: troppi i politici meridionali che hanno dimenticato la loro  terra per piegarsi agli ordini ed agli interessi del Nord Italia, ieri, della signora Merkel, oggi.<br />
Proprio in questi ultimi spiccioli di 2011, in barba alle “Celebrazioni” per il 150° anniversario dell’unità d’Italia, esce il nuovo album di Eugenio Bennato dal titolo “Questione Meridionale” al quale abbiamo dedicato lo scatto di copertina realizzato all’ex opificio di Pietrarsa, testimonianza di un Sud produttivo fino al 1861, e che oggi è diventato un Museo, mentre tra “spread” e problemi dell’area dell’euro, la Questione Meridionale è stata totalmente cancellata dall’agenda politica del Paese. Alzi la mano chi ha sentito il prof. Monti parlare di sviluppo del nostro Mezzogiorno dopo la sepoltura già compiuta dalla Lega Nord e dal Super Ministro dell’economia Giulio Tremonti nel governo Berlusconi detronizzato, a quanto pare, da Angela Merkel. In verità, fino al momento di andare in stampa, l’argomento “sviluppo e c rescita”non è stato minimamente sfiorato neanche per il resto della penisola se non per episodiche ed inconcludenti dichiarazioni di intenti da parte dei singoli componenti “tecnici”.<br />
Tutto questo mentre i meridionali continuano a parlare, parlare, parlare, dividendosi su tutto. Nel frattempo, altri arraffano una torta che avrebbe dovuto essere la loro.<br />
Nasce spontaneo il dubbio che la vera Questione da risolvere non sia “Meridionale” ma <em>“dei”</em> Meridionali.<br />
Approfitto della momentanea detassazione degli auguri per rivolgere il tradizionale buon anno a tutti!</p>
<div id="attachment_14667" class="wp-caption alignnone" style="width: 970px"><img class="size-full wp-image-14667" title="401011_1723865112295_1708407689_842567_1776867072_n" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2012/01/401011_1723865112295_1708407689_842567_1776867072_n.jpg" alt="" width="960" height="539" /><p class="wp-caption-text">FONTE: Facebook</p></div>
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		<title>GLI AUGURI DALLA REDAZIONE</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 10:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brigantaggio & Meridionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[primopiano]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>
Una positività natalizia per sopravvivere a parenti serpenti e presidenti inconcludenti.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-14315" title="brigante-rosso" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/brigante-rosso.jpg" alt="" width="128" height="172" />Buon Natale a tutti i nostri lettori. Chi ci segue sa che non ci piacciono, né i conformismi, né i qualunquismi. Ma il Natale è un&#8217;altra cosa: un alone positivo lo accompagna instillando quanto meno la buona volontà di fare qualcosa che non abbia un ritorno immediato e che sia a favore di chi non ha, almeno una volta all&#8217;anno&#8230;<br />
Ed è questo il vero Natale, una sensazione che si sente nell&#8217;aria e che va oltre le ipocrisie che si snodano tra l&#8217;orgia consumistica del regalo inutile, l&#8217;abbuffata a tavola con i familiari dei quali, poi, si parla male e si pensa peggio come i cognati descritti dal prof. Bellavista <em>(&#8220;Ridotto in questo stato dal cognato&#8221; &#8211; ndr), </em>personaggio partorito dall&#8217;ennesimo sfruttatore di Napoli a proprio uso e consumo, quell&#8217;ing. <strong>Luciano De Crescenzo </strong>che, guarda caso, piace tanto al Nord.<br />
Ma è Natale, e noi vogliamo fare solo gli auguri a tutti i nostri lettori e a tutti i briganti, consapevoli e non, di trascorrerlo in grande serenità e, se è possibile, di cercare di conservare un po&#8217; di quello spirito natalizio di cui abbiamo parlato sopra.<br />
Ultima raccomandazione. La sera del 31 dicembre ci toccherà il discorso a reti unificate di GIORGIO (il cognome non lo scriverò più perchè per noi è un vanto mentre per lui, forse, è quasi una vergogna) del quale è facile immaginare i contenuti da sceneggiata unitario-celebrativa: almeno in queste feste, almeno per una sera, almeno in quel momento, spegniamo questi maledetti televisori e godiamoci i nostri affetti nella serenità della famiglia.<br />
Chissà, magari, tra i miracoli positivi del Natale, potrebbe accadere che vostro cognato sia assente perchè invitato  al veglione di un amico&#8230;<br />
Auguri, dunque! Per tutto, per tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL CUORE DI FELTRI E I DONI DI NATALEGino Giammarino</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 02:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[primopiano]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>
Un simbolo della nazionale di calcio e della meno titolata Atalanta finisce in manette nell'ambito di un'inchiesta sul calcioscommesse ma per Vittorio Feltri, inflessibile e lombrosiano fustigatore del malcostume meridionale:
<i>"...resta sempre un grande!"</b></i>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14164" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14164" title="phoca_thumb_l_DSC_8029 golden vip cristiano doni-vittorio feltri" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/phoca_thumb_l_DSC_8029-golden-vip-cristiano-doni-vittorio-feltri-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">DONI CON FELTRI IN UN MOMENTO...LIBERO</p></div>
<p>Sono le sei del mattino di lunedì 19 Dicembre 2011, pochi giorni dal Natale, quando le forze dell&#8217;ordine arrestano<strong> Cristiano Doni</strong>, uomo simbolo della squadra bergamasca dell&#8217;Atalanta e della nazionale di calcio tricolore. Il malcapitato tenta anche la fuga, rendendosi improvvisamente conto di non essere più l&#8217;intoccabile che credeva, ma i tutori della giustizia riescono a bloccare il maldestro tentativo. Eppure per <strong>Vittorio Feltri</strong>, anziano e stimato collega&#8230;vabbe&#8217;, collega può bastare, come da editoriale a sua firma su Il Giornale oggi in edicola,<strong> &#8220;&#8230;resta sempre un grande&#8221;</strong>: va bene che a Natale tutti dobbiamo essere più buoni e fare dei Doni, ma che l&#8217;inflessibile e lombrosiano fustigatore del malcostume meridionale si facesse così facilmente intenerire il core per il calciatore <em>romanorobico</em>, no, proprio non me l&#8217;aspettavo.<br />
Ma guarda un po&#8217; che cuore commovente ti tirano fuori questi ferrei fratelli dell&#8217;altra Italia!</p>
<div id="attachment_14165" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-14165" title="attentato a berghem fest / presenti 3 ministri" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/Tifosi-dellAtalanta-assalto-contro-il-ministro-Maroni-per-la-tessera-del-tifoso-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">LA CIVILE E RAFFINATA TIFOSERIA BERGAMASCA</p></div>
<p>Oddio, forse si tratta solo di non voler guardare in faccia la realtà, come accadde a quel rappresentante della civile e raffinata tifoseria bergamasca il quale, all&#8217;annuncio della squalifica della propria squadra, ferito nell&#8217;orgoglio di sano montanaro prealpino ed incredulo davanti alle telecamere del TG, non riusciva a far altro che inveire contro il Sud urlando:<strong> &#8220;Qui non siamo a Nappoli</strong> (non è un errore, è la pronuncia di Bérghem &#8211; ndr)<strong>, qui non ci sono camorristi dietro le porte!!!&#8221;<br />
</strong>E certo, sebbene imbevuto della teoria razzista della sua schiatta (secondo la quale è sempre colpa dei napoletani), il rude montanaro non aveva tutti i torti: infatti, come si è oggi dimostrato, loro i camorristi li avevano in campo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA &#8220;QUESTIONE MERIDIONALE&#8221; SECONDO EUGENIO</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 23:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brigantaggio & Meridionalismo]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[primopiano]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Arriva sul mercato il nuovo, attesissimo lavoro discografico di Eugenio Bennato: tanto Sud, tanta musica nuova per una storia negata che cambia e si cambia, guardando al futuro mentre si specchia nelle onde e nelle ondate del Mediterraneo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-13981" title="003" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/003-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Con una originalissima presentazione &#8220;casalinga&#8221;, la stampa napoletana ha potuto saggiare alcuni brani di <strong>&#8220;Questione Meridionale&#8221;</strong>, il nuovo lavoro discografico di <strong>Eugenio Bennato</strong>. Anzi, di <em>Eugenio</em>, come segnala la copertina del nuovo evento musicale meridionalista dato alle stampe dalla mitica etichetta Cramps (Area, Demetrio Stratos, Claudio Rocchi, e così via &#8211; ndr). E parlo di evento meridionalista non tanto o non solo per la title track, che già smuove le piazze che ospitano i concerti di Eugenio nel suo progressivo incedere maestoso da romantica ballata a vero e proprio inno della nuova riscossa del nostro Sud, ma per tutto l&#8217;album. Dalla prima traccia, <strong>&#8220;Neda&#8221;</strong>, dedicata alla moderna brigantessa vittima dal regime  di Ahmadinejad messa in collegamento diretto con <strong>&#8220;Il sorriso di Michela&#8221;</strong> chiaramente ispirata alla figura della nostra patriota <em>Michelina De Cesare, prigioniera di una foto scattata per la vigliaccheria del nemico.<br />
</em>Tra la rivolta alla bugia risorgimentale di <strong>&#8220;Mille&#8221; </strong>e l&#8217;omaggio a<strong> &#8220;Ninco Nanco&#8221;, </strong>mentre<strong> &#8220;Balla la nuova Italia&#8221;</strong> si passa al nuovo swing di<strong> &#8221;Si va!&#8221; </strong>che testimonia l&#8217;altra, drammatica faccia, dell&#8217;alternativa postunitaria tra brigante o emigrante posta dal regime colonizzatore piemontese e savoiardo, non manca la citazione d&#8217;obbligo con <strong>&#8220;Brigante se more&#8221; </strong>reinterpretata splendidamente in compagnia di<strong> Pietra Montecorvino </strong>e<strong> Carlo D&#8217;Angiò</strong>. Completano il nuovo lavoro la struggente <strong>&#8220;Addio Sud!&#8221;</strong> e la testimonianza autobiografica di <strong>&#8220;Il mondo corre&#8221;</strong>, mentre a chiudere l&#8217;evento è<strong> &#8220;La gallina canta&#8221;, </strong>gioiosa corale di &#8220;Questione Meridionale&#8221;, il brano che da il titolo all&#8217;intero lavoro e che testimonia l&#8217;impegno passato e futuro di Eugenio:<br />
<em></em></p>
<div id="attachment_13857" class="wp-caption alignright" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-13857 " title="COPERTINA COMPLETA QUESTIONE MERIDIONALE (trascinato)" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/COPERTINA-COMPLETA-QUESTIONE-MERIDIONALE-trascinato-300x300.jpg" alt="" width="210" height="210" /><p class="wp-caption-text">LA COPERTINA DEL CD</p></div>
<p><em>&#8220;Noi con la canzone dei briganti,</em><br />
<em>che la storia ha fatto fuori,</em><br />
<em>ma se questa musica va avanti,</em><br />
<em>è perchè i briganti siamo noi!&#8221;<br />
</em>E se il solo titolo è capace di scatenare immediatamente la polemica sul blog di <strong>Marco De Marco</strong>, direttore del quotidiano<em> Il Corriere del Mezzogiorno</em>, viene da pensare che curiosamente, ancor oggi, come diceva un cavaliere milanese d&#8217;altri tempi: <em>&#8220;&#8230;basta la parola!&#8221;</em></p>
<p><a href="http://vedinapoli.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/articoli/2011/12/caro_bennato_ninco_nanco_non_e.html">http://vedinapoli.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/articoli/2011/12/caro_bennato_ninco_nanco_non_e.html</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>EURO &amp; GERMANIA ALLA RESA DEI CONTICanio Trione</title>
		<link>http://www.ilbrigante.it/politica/euro-germania-alla-resa-dei-conticanio-trione/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 07:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[primopiano]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>
Ormai anche i più euroentusiasti lo ammettono: i sacrifici e i malesseri dell’eurozona sono dipesi dall’euro. Ma cosa fare? Come si fa senza? I Trattati sono stati pensati senza via di uscita e senza scadenza; sarà stato un errore, certo, ma come si rimedia?
</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uscire dall’euro significa svalutare la futura moneta (per esempio quella italiana, greca,&#8230;); se lo fa uno lo faranno tutti semplicemente perché il vantaggio è enorme: il debito diviene svalutato, i prezzi dei prodotti nazionali divengono internazionalmente più competitivi e quindi l’occupazione, il reddito, il gettito divengono come per incanto più copiosi. I prodotti importati divengono più cari, cosa che è un problema, ma si sostituiranno parzialmente con quelli domestici con ulteriore occupazione e ricchezza.<br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-13850" title="euro_stabile-731307" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/euro_stabile-731307.jpg" alt="" width="480" height="300" /><br />
Il petrolio e quindi la benzina rincareranno? Ma aumenterà il gettito fiscale proveniente da altre parti e quindi la fiscalità sui carburanti potrà scendere. Tutto a posto quindi? Certo! ma come mai non lo si fa? Come mai si dice ancora che sarebbe un grande guaio uscire dall’euro?</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-13847" title="Merkel Hitler rose" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/Merkel-Hitler-rose-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" />Quando si dice che non si può uscire dalla moneta unica ci si riferisce ai problemi che questa operazione porrebbe alla finanza e alle monete che si rivaluteranno. Questo perchè i debiti pubblici potranno essere denominati, dopo l’uscita dall’euro, ancora in euro o in moneta futura svalutata. Sono due opzioni alternative; i finanzieri e le banche vorrebbero continuare ad avere titoli in moneta non svalutata; ma non sarà possibile per i paesi debitori; quindi bisognerà denominarli in moneta debole e i detentori di questi titoli perderanno una parte consistente di crediti verso stati sovrani: una mazzata solenne per banche e istituzioni finanziarie di tutto il mondo. Ma anche le economie che rivaluteranno la loro moneta saranno nelle pesti: la Germania, caso emblematico, che fino ad oggi ha beneficiato di una moneta molto più svalutata di quanto non sarebbe stata se fosse stata slegata dalle altre monete europee, si rivaluterebbe tanto da ridurre le esportazioni di una misura enorme. Di quanto? Di tanto quanto si ridurranno le importazioni degli altri stati con moneta svalutata! Una enormità! Si tratta -in soldoni-  di trasferire sulle spalle dei tedeschi tutti i problemi (in quantità e qualità) che oggi stanno subendo i paesi in difficoltà economica. Sarà un regalo enorme ai nazionalisti tedeschi che additeranno gli altri europei come la causa del disastro economico tedesco: una storia già vista nel primo dopoguerra! Che, anche questa volta potrebbe portare un nuovo Hiltler. Probabile? quasi sicuro! Quindi il disagio che oggi stiamo sperimentando noi mediterranei è un disagio che qualcuno deve avere: o lo subiamo noi o lo subiscono i tedeschi! qualcuno dovrà subirlo con le conseguenze che si possono immaginare.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-13851" title="73210_140751972644485_123866857666330_246234_6706053_a" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/73210_140751972644485_123866857666330_246234_6706053_a.jpg" alt="" width="180" height="240" />Certo, non è giusto addossarci noi i problemi che sono originati dall’interesse tedesco ad esportare e quindi il loro interesse a rimanere, loro con noi, nell’euro; non è neanche giusto che per pagare interessi e dividendi a banchieri e finanzieri intere generazioni di giovani di tutto il mondo indugino nei letti fino a tarda mattinata! però andare a dire a loro che se vogliono una moneta forte se la facciano per proprio conto significa gettarli nelle mani della recessione più nera e quindi nell’estremismo nazionalista. Anche Kolh è stato chiaro: la guerra è alle porte!</p>
<p>Che fare dunque? Siamo sempre allo stesso punto di grande incertezza? Il bivio è di quelli storici e, qualunque scelta si faccia saranno guai grossi!</p>
<p>La ricetta Monti (che poi è la ricetta di tutte le grandi università dell’Europa e dei tedeschi stessi) in questo quadro è semplicemente<em> naif</em>. Non merita nessun commento. Stessa cosa è da dire di nuovi Trattati che si propongono in questi giorni: servirebbero a cercare di lasciare le cose come stanno con più autoritarismo; si rimanderebbe solo la resa dei conti e si rincarerebbe il conto finale. Una bufalata pazzesca!</p>
<p>Serve dell’altro, cose di ampio respiro che permettano al problema tedesco di essere risolto all’interno dell’Europa ma senza che a pagarne le spese siano tutti gli altri. Quale è questo problema tedesco? L’economia tedesca non è così forte come fanno credere! essa può sopravvivere senza una grande esportazione che è possibile con una moneta che venga mantenuta bassa da qualcun altro; lo scenario ideale per loro è quello creato con lo Sme prima e con l’euro dopo: gli altri governi siano allegri nella finanza in modo da tenere bassi i cambi mentre loro cercano con il rigore dei conti interni di tenere bassi i prezzi delle materie prime importate. Una specie di lebensraum e pax germanica senza panzer e bombardamenti. Ecco perché le cose a loro vanno bene e vanno sempre bene: paghiamo noi! E possono pure dire che gli scialacquoni sono gli altri! Questo giochetto che gli è riuscito dal 1979 ad oggi asserendo che la loro economia sia meglio di quella degli altri non può più essere sostenibile; è andata oltre l’accettabile; ha creato la bancarotta in ogni parte d’Europa e presto accadrà anche nella stessa Germania.</p>
<p>Serve un’altra strada, che esiste, che non è difficile, né bizzarra. È una strada che ponga al centro e prima di ogni altro obiettivo l’occupazione e la crescita perché solo nuovo sviluppo può generare gettito e risanamento contabile. È una strada che i tedeschi devono accettare anche se dovesse generare un po’ di inflazione; ed è una strada che anche la nostra Pubblica Amministrazione (che è sulla stessa linea dei tedeschi) deve accettare anche se produrrà meno potere della casta politica sulle categorie produttive.</p>
<p>Il Potere deve far marcia indietro e <em>pregare</em> i produttori veri, quelli che si sporcano le mani, (e quindi smetterla di colpevolizzarli e perseguitarli) di produrre qualcosa in più e assumere qualcuno in più. Cosa che non si fa con i diktat o con i decreti; si fa lasciando liberi i produttori di operare; cioè renderli più liberi dall’invadenza della Pubblica Amministrazione cioè del Potere pubblico e degli altri ad esso collegati. Difficile? Certo, oggi direi impossibile. Ma l’alternativa è la fine, e subito.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>REPETITA JUVANTUSGiuseppe Esposito</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 12:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[primopiano]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>
Nel Campionato condizionato dagli errori arbitrali ci rimette ancora il Napoli.
Dopo Valeri, Mazzoleni, Celi, Rizzoli e Orsato sono arrivati anche gli errori di Tagliavento: fra rigore ripetuto, gol trregolare e mancate espulsioni fa festa solo la Juventus.</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-13501" title="juve-napoli_1" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/juve-napoli_1-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" />Siamo già alla frutta. Forse non hanno tutti i torti De Laurentis e Mazzari a tenerci tanto per la Champions League. Dopo aver visto all’opera Tagliavento di Terni in Napoli-Juventus avranno avuto maggior conforto. Accontentandosi di una vittoria virtuale, si è ancora contenuto il presidente azzurro sulla direzione arbitrale ma Tagliavento ne ha combinate di tutti i colori, condizionando pesantemente tutta la gara del San Paolo. Passi il rigore ripetuto, passi il secondo gol bianconero irregolare ma la gestione disciplinare è stata scandalosa. Tagliavento ha permesso di tutto ai giocatori juventini; juventini sempre pronti a protestare al primo intervento arbitrale. Incredibile il placcaggio di Bonucci (61’) ai danni di Inler rimasto impunito ai limiti dell’area di rigore bianconera. Bonucci e Lichtsteiner sarebbero stati espulsi finanche in un torneo parrocchiale ma l’arbitro internazionale Tagliavento non è stato di questo avviso.</p>
<div id="attachment_13506" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-13506" title="seria-a-napoli-juventus-dirigera-tagliavento-L-4IBIGr" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/12/seria-a-napoli-juventus-dirigera-tagliavento-L-4IBIGr-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">IL COMMERCIALISTA TAGLIAVENTO</p></div>
<p>Il fiscale arbitro umbro è stato ligio al regolamento solo nel fare ribattere il rigore ad Hamsik ma su tutto il resto ha fatto finta di nulla. Per regolamento c’era anche il secondo cartellino giallo per Matri che ha tirato in porta dopo il fischio arbitrale. Tagliavento non è nuovo a questi arbitraggi. Il pubblico partenopeo lo ricorda bene per il recente Napoli – Milan quando colpevolmente lasciò in campo Nocerino, Pato e Nesta. E’ sempre la solita storia. Altrove si divertono con Giannoccaro, Damato, Gervasoni e De Marco ma al Napoli arrivano uno dopo l’altro Valeri, Mazzoleni, Celi, Rizzoli, Orsato, e Tagliavento. A Milano si lamentano ancora oggi di un rigore subito due mesi orsono ma da queste latitudini passa di tutto e peggio. E’ stato fermato solo Rocchi per il rigore concesso al Napoli contro l’Inter con tanto d’interventi dei vertici federali. Vertici federali che almeno per par condicio al Cagliari, al Siena e allo stesso Napoli avrebbero dovuto pronunciarsi anche sull’ “adeguatezza” o meno degli arbitraggi di Damato, di De Marco e Tagliavento. Fra Catania e Bergamo i partenopei hanno rimediato 6 cartellini gialli ed uno rosso negli arbitraggi dei due pesi e varie misure di Celi e Orsato ma a Napoli si è divertita tanto la Juventus con Tagliavento. E’ già la seconda volta in appena dodici giornate che Tagliavento nega al Napoli la possibilità di giocare in doppia superiorità numerica; era già accaduto col Milan alla terza di campionato.<br />
Ma è stato fermato solo Rocchi per il rigore dato contro l’Inter.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ARRIVO DI MONTI SENZALA FINE DEL &#8220;B&#8221; &#8211; POLARISMOGino Giammarino</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 01:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[primopiano]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>
Se qualcuno aveva ancora dubbi sul fatto che l'Europa fosse una costruzione astrofisica puramente bancaria l'ultima faida del palazzo italiano, orchestrata e diretta da Giorgio Napolitano su copione BCE, forse adesso...</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_13098" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-13098" title="monti_berlusconi_campanella_N" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/11/monti_berlusconi_campanella_N-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /><p class="wp-caption-text">CAMBIO (IN EURO) DELLA GUARDIA</p></div>
<p>Sono passati quasi vent&#8217;anni da quando, A. D. 1994, Silvio Berlusconi, sbaragliando la &#8220;Gioiosa Macchina da Guerra&#8221; costruita e pazientemente fatta fallire da Achille Occhetto, vinse le prime elezioni del dopo &#8220;Tangentopoli&#8221; e della seconda Repubblica, portando al governo del (Bel?!) Paese il primo esecutivo realizzato unendo Alleanza Nazionale e Lega Nord al proprio progetto politico: un consiglio d&#8217;amministrazione denominato Forza Italia.</p>
<p>Cosa dovesse rappresentare la Lega Nord lo spiega il nome di questo partito: le istanze della Regione Settentrionale fantasiosamente definita &#8220;Padania&#8221;. Cosa dovesse rappresentare Alleanza Nazionale, invece, ha del comico e del tragico insieme: la voglia di legalità e di riscatto del Sud manifestata dal consenso patrimoniale raccolto, in anni di parcheggio al di fuori dell&#8217;arco costituzionale lasciato in eredità dalla dirittura morale di Giorgio Almirante.<br />
Berlusconi pensò di coagularle intorno il Mezzogiorno. Fu un successo ed un evento politico sorprendente, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;</p>
<p>Il fatto del giorno è l&#8217;arrivo del governo Monti.<em> L&#8217;unica cosa positiva</em> &#8211; ho subito pensato -<em> è che finalmente la Penisola non sarà più spaccata in quel Bipolarismo &#8220;ad personam&#8221; che fino ad oggi ha diviso il Paese in Anti-berlusconiani, da una parte, e corrotti, venduti, fascisti, xenofobi e razzisti dall&#8217;altra.</em><br />
Si badi bene: non c&#8217;è stato posto per una posizione critica differente, pena l&#8217;immediata condanna verbale. Anche scritta, come nel caso di un collega che ha deciso di non scrivere più il nome del Cavaliere nei suoi articoli per non citarlo continuamente, ma definirlo semplicemente con la lettera puntata &#8220;B&#8221;. All&#8217;illustre firma del quotidiano La Stampa di Torino, che non cito per una sorta di &#8220;par-condicio&#8221; mediatica, debbo il conio della mia definizione del <strong>&#8220;B&#8221;- Polarismo</strong>, in virtù del quale ho dovuto discutere spesso ed animatamente anche con amici di lunga pezza.<br />
Ma adesso c&#8217;è Monti, pensavo&#8230;e sbagliavo.</p>
<p>Si perchè, al contrario, non solo continuano ad arrivare analisi e proclami &#8220;B&#8221;-Polari, ma si sta già aprendo il fronte di demarcazione tra i fans e i nemici di Monti. I primi, sciolgono peana sul primo ministro economista e bocconiano, su una visione mitizzata della Banca Centrale Europea e del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I secondi, viceversa, hanno una visione fortemente critica, euroscettica e polemica delle stesse persone e cose. Da notare come, per uno strano caso del destino, sono tacciati di essere corrotti, venduti, fascisti, xenofobi e razzisti.<br />
E mentre si cerca di stabilire se l&#8217;Italia debba essere o meno uno Stato-nazione, c&#8217;è chi accusa apertamente il Parlamento Europeo e la stessa moneta unica di essere un fallimento tanto politico quanto economico.<br />
Se non fosse tragico, tutto ciò sarebbe ancor più comico del poter pensare che un pinocchietto padano, figliastro di Almirante, potesse rappresentare le istanze di riscatto del nostro Sud.</p>
<p>Per quanto riguarda coloro che, grati per aver finalmente ottenuto la caduta di &#8220;B&#8221;, guardano irresponsabilmente e ciecamente al Parlamento di Bruxelles con una gigantesca delega in bianco come i giacobini italiani che dal 1796 tradirono la loro Patria nel mito Napoleonico, consiglio la visione di questo filmato riguardante l&#8217;intervento del parlamentare inglese <strong>Nigel Farage,</strong> che, attraverso la sua diffusione su YouTube, sta facendo molto riflettere. Chi ne ha facoltà e volontà, naturalmente.</p>

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		<title>IL PROGRAMMA &#8220;NEODEMOCRISTIANO&#8221; DI MONTILucio Garofalo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 16:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[primopiano]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>Una volta i colpi di Stato li organizzavano ufficialmente i colonnelli, non a caso si chiamavano (giustamente) “golpe militari”. Oggi li ispirano e li eseguono direttamente i banchieri e i tecnocrati della finanza, affiancati anche da generali, emissari della Confindustria e referenti del Vaticano, ma
ipocritamente sono definiti “governi tecnici”</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-13045" title="016087-MarioMonti" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/11/016087-MarioMonti-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" />Non si tratta di analisi dietrologiche o complottiste, ma è la semplice presa d’atto di quanto accade sotto i nostri occhi. Nella migliore delle ipotesi, persino in Parlamento, si osa discutere di “sospensione della democrazia”.<br />
Ad insinuare simili accuse, che si preferisce liquidare molto comodamente come “farneticazioni ossessive”, non sono pericolosi sovversivi o bolscevichi, ma giornalisti prezzolati e burocrati al servizio dell’apparato berlusconiano, nonché alti funzionari di partito organicamente inseriti nei Palazzi del potere che agiscono da anni all’interno delle istituzioni rappresentative.</p>
<p>Viceversa, sorprende (ma non troppo) che esponenti storici del cosiddetto<br />
“centro-sinistra”, i quali fingevano di schierarsi all’opposizione e<br />
azzardavano ogni ingegnosa costruzione dialettica, parlando apertamente (non<br />
a torto) di “regime” e di “emergenza democratica” per criticare<br />
l’atteggiamento arrogante e semi-dispotico assunto da Berlusconi, oggi non<br />
hanno battuto ciglio e non hanno proferito verbo per denunciare l’intervento<br />
destabilizzante (poiché trattasi di eversione in piena regola) attuato per<br />
rovesciare il “sultanato” di Berlusconi (che non va assolutamente rimpianto)<br />
e insediare un esecutivo “tecnico” che si preannuncia più sinistro e funesto<br />
del governo precedente.</p>
<p>Il caricaturista Vauro ha recentemente disegnato una vignetta, pubblicata<br />
sul Manifesto, in cui un personaggio domanda: “E la democrazia?”, mentre un<br />
altro risponde: “L’hanno pignorata le banche!”. Una sintesi geniale e<br />
perfetta di quanto è accaduto nella realtà.</p>
<p>Anzitutto, la squadra del neonato governo concentra una serie di figure<br />
legate a doppio filo con i poteri forti che da sempre condizionano il<br />
destino del nostro Paese: le principali banche (UniCredit, Banca Intesa,<br />
Mediobanca e altri grossi istituti di credito), la Confindustria, il<br />
Vaticano, i vertici militari e la Nato. Tali poteri sono compresi e<br />
rappresentati nel governo presieduto da Monti, in cui figurano numerosi<br />
portavoce della Confindustria e del sistema economico dominante, ammiragli,<br />
esperti bocconiani e docenti di altre università private, fiduciari delle<br />
gerarchie ecclesiastiche e così via.</p>
<p>Il loro compito sarà essenzialmente tecnico-esecutivo, ossia tradurre in<br />
provvedimenti immediati le direttive politiche dettate dai vertici della<br />
BCE, la cui linea è sposata dalle più forti lobbies e istituzioni economiche<br />
mondiali, dal Fondo Monetario Internazionale ai centri più o meno occulti<br />
dell’establishment bancario e finanziario sovranazionale. Si potrebbe<br />
azzardare che Mario Monti è l’esecutore di un piano di commissariamento del<br />
governo italiano, il cui mandante è esattamente Mario Draghi alla guida<br />
della BCE. Da un governo composto da fascisti, piduisti, mafiosi e<br />
puttanieri, con a capo il satrapo e satiro di Arcore, autodefinitosi<br />
“premier a tempo perso”, si è passati direttamente ad un esecutivo formato<br />
da banchieri, autorità militari, tecnici confindustriali e referenti della<br />
curia pontificia. E’ quanto meno arduo e imbarazzante scegliere il “meno<br />
peggio”.</p>
<p>La concretizzazione dei punti politici prescritti dall’alto al governo del<br />
nostro Paese, da parte di quei soggetti che sono l’espressione e<br />
l’emanazione diretta delle oligarchie finanziarie di cui la BCE costituisce<br />
il supremo vertice istituzionale, detto in parole semplici ma veritiere,<br />
comporterà una vera e propria macelleria sociale, il massacro dei diritti<br />
democratici e sindacali, di quelle tutele sociali che hanno garantito finora<br />
il mondo del lavoro in Italia, o almeno una parte consistente di esso.<br />
Parlare, dunque, di “lacrime e sangue” potrebbe sembrare addirittura un<br />
eufemismo. Il professor Monti ha esplicitamente annunciato un piano di<br />
“sacrifici” accompagnati (a chiacchiere) da principi di “equità”. E’ facile<br />
presumere che incasseremo solo i sacrifici, senza equità.</p>
<p>Dalle enunciazioni programmatiche ancora piuttosto ambigue, vaghe e<br />
generiche, a tal punto che Monti è stato definito “democristiano”,  si<br />
evince una palese mancanza di rottura rispetto alla linea seguita dal<br />
precedente governo. Al contrario, si ravvisa un intimo legame di continuità<br />
con la politica adottata da Berlusconi e dai suoi ministri anzitutto sul<br />
fronte economico-sociale, in particolare sul tema dell’istruzione scolastica.</p>
<p>Non è un caso che, nel discorso di insediamento ufficiale, il professor Mario Monti abbia esplicitamente accennato all’istituto dell’INVALSI, individuato e indicato come il criterio alla base di un presunto meccanismo “meritocratico” da introdurre nel mondo della scuola italiana per determinare la carriera economica e professionale degli insegnanti.</p>
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		<title>LADRI DI FUTUROPietro Golia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[primopiano]]></category>

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		<description><![CDATA[<b>
La situazione in Europa è molto seria. Niente paura, per adesso solo le borse sono nel panico.
La crisi ha dimensioni notevoli ed inquietanti. Ma deve ancora arrivare.
</b>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12952" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-12952" title="crollo-wall-street" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/11/crollo-wall-street-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /><p class="wp-caption-text">1929 - CROLLO DI WALL STREET</p></div>
<p>C’è chi parla di un nuovo 1929, di una nuova caduta, di un precipitare delle Borse, di una nuova Wall Street. Analisi e notizie contraddittorie dietro le quali ci sono turbolenze manovrate dall’Alta Finanza. Non ci sono all’orizzonte pareggi di bilanci, si profila il grande freddo.<br />
E mentre il cardinale di Napoli <strong>Crescenzio Sepe</strong> va a trovare i calciatori del Napoli in ritiro e allo stadio salta fraternamente insieme ai suoi tifosi dileggiando i<em> “rossoneri”</em> milanisti, il Papa si esprime con severità a favore del <em>“diritto delle nuove generazioni a potersi costruire una vita stabile anche sotto il profilo lavorativo ed economico”.<br />
</em>Sono concetti estremamente chiari. Come quelli espressi quando ha affermato che i capitali anonimi sono un potere distruttore che minaccia il mondo e pone l&#8217;uomo in schiavitù.</p>
<p>La crisi, quella già misurabile, è la fatica e la precarietà del vivere, l’assenza di speranza, la solitudine, l’alienazione. Molti già si sono abituati a fare sacrifici, altri si preparano a tirare di un altro buco la cinghia già troppo stretta dei bilanci familiari. Basta guardarsi attorno per rendersene conto.<br />
<em>“Guasto è il mondo”</em> dice <strong>Tony Judt</strong> nel suo ultimo libro e <strong>Alberto Atesina</strong> sul <em>Corriere della sera</em> scrive che <em>“&#8230;la classe politica dell’Occidente, di qua e di là dell’Oceano, passerà alla storia, collettivamente, come una delle peggiori del secondo dopoguerra.</em><br />
<em>E politicamente parlando, il nostro è un tempo di pigmei”.</em><br />
Sono ammissioni significative, espresse a chiare lettere. È la decadenza che attanaglia i sistemi politici sempre più fragili e senza alternativa, per il momento.</p>
<div id="attachment_12953" class="wp-caption aligncenter" style="width: 493px"><img class="size-full wp-image-12953" title="Grandi_Immagini_25145" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/11/Grandi_Immagini_25145.jpg" alt="" width="483" height="294" /><p class="wp-caption-text">MONTEZEMOLO CONSEGNA LA MASERATI PRESIDENZIALE A C . A. CIAMPI</p></div>
<p>Le discussioni sono sterili, anche quelle che riguardano le prossime manovre, anche quando dicono che si dovranno riequilibrare tasse e spese, lavoro e rendite, sono solo chiacchiere: nelle ultime settimane sono state varate altre due <em>Authority</em>, quelle relative ai diritti del fanciullo e quella dei diritti civili, con presidenti che guadagnano circa 260 mila euro all’anno e con consiglieri che ne guadagnano 150 mila. Altri presidenti di altre <em>authority</em> già consolidate guadagnano 500 mila euro (sic!).<br />
E il presidente della Repubblica, classe 1925, Giorgio Napolitano?<br />
Costa al popolo che lavora e che paga le tasse 228 milioni di euro all’anno (!), mentre la Casa Bianca per governare 300 milioni di americani, spende, per coprire tutte le spese del presidente, anche quelle straordinarie di sicurezza e di segretezza, 167 milioni di dollari.<br />
Ecco ciò che trapela e che determina rassegnazione e risentimenti, pigrizia e inerzia. In alto e in basso. C’è una mollezza culturale, mentale, fisica. Senza l’ascesi severa della virtù, dell&#8217;etica, ci si abbandona allo sprofondamento, all&#8217;indifferenza, all&#8217;apatia, alla piattezza.<br />
Il governante borghese, come il suo elettore, come il suo galoppino, è un mediocre, ha il danaro in testa, affoga quotidianamente nella noia, nell&#8217;insulsaggine.</p>
<div id="attachment_12954" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-12954 " title="SF00000000000VH" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/11/SF00000000000VH-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /><p class="wp-caption-text">IN AUMENTO GLI ITALIANI SENZA CASA</p></div>
<p>Fare denaro con il denaro è indecente. Quando la finanza è l’unica industria, è solo fonte di speculazione e tutto ciò porta alla rovina di ogni attività umana, allo stravolgimento.<br />
Serve coesione, invece c’è solo disgregazione e confusione. In giro ci sono solo i governanti del nulla, classi dirigenti, classi digerenti, deboli, debolissime, corrotte. Si muovono in nome delle lobby internazionali e interne: sono l’oligarchia della spesa, nemica della democrazia, spendono per incassare: sfruttamento, quindi, della funzione pubblica a fini di arricchimento e di illecito finanziamento alla politica, quando devono corrompere a loro volta durante le elezioni. Sono poteri senza consenso.<br />
Il danaro è il vero e primo, unico, obiettivo.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-12955" title="missioni di pace" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/11/missioni-di-pace.jpg" alt="" width="272" height="185" />Ha scritto <strong>Ernesto Galli della Loggia</strong> sul &#8220;Corriere della sera&#8221;:<br />
<em>“Quelle che davvero contano in modo vincolante sono sempre di più le decisioni prese da qualche vertice o da qualche istituzione internazionale, più o meno lontani e indifferenti rispetto all&#8217;arena politica domestica. Decisioni che così finiscono per essere fìglie di nessuno e un comodo alibi per tutti. Come possono formarsi in questo modo vere élitespolitiche? veri, autorevoli capi politici?</em><br />
<em>Per i paesi di medio livello come l’Italia la cosa è clamorosamente evidente. Basti pensare che per ben due volte negli ultimi anni ci siamo trovati addirittura impegnati in operazioni militari di grande rilievo politico &#8211; contro la Jugoslavia prima e adesso contro la Libia &#8211; di fatto solo perché altri avevano preso per noi la decisione relativa e noi non potevamo dispiacergli. Già, la guerra: e dunque la politica estera di cui la guerra un tempo rappresentava l’apice”.</p>
<p></em>L&#8217;Italia è, dunque, un paese a sovranità limitata e i politici sono i camerieri dei Banchieri.<br />
Da che cosa nasce l&#8217;indebitamento, l&#8217;usura? Chi batte moneta?</p>
<div id="attachment_12956" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-12956" title="775E4C577A5F5A5F" src="http://www.ilbrigante.it/wp-content/uploads/2011/11/775E4C577A5F5A5F-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /><p class="wp-caption-text">SENZA DIDASCALIA</p></div>
<p>È un tema di fuoco, è un tema da guerra. Chi ha tentato di dare la risposta alla questione dell’usura internazionale, è stato avversato, censurato, cancellato.</p>
<p>Chi si oppone al disegno di conquista dell&#8217;Alta Finanza?<br />
Chi c’è dietro a questo stravolgimento?<br />
Con queste classi dirigenti non c’è futuro, anche sul piano interno, sul piano sociale. Questo profilarsi di crisi stringe anche le giovani famiglie.<br />
Non c&#8217;è lavoro. Solo tre su dieci risparmiamo. Nel 2011 sono previsti 88 mila posti di lavoro in meno e il Sud è in grande affanno. Meno lavoro sinanche in America, i dati sulla disoccupazione negli Usa spaventano, il governo mondiale teme disordini planetari.<br />
Occorre una speranza, un anelito dell&#8217;anima, un vento di riscossa. Secondo <strong>Diane Coyle</strong> occorre un&#8217;economia dell&#8217;abbastanza, per rifare il mondo e la vita della gente: <em>“Ci sono persone attirate dalla visione di un&#8217;economia più gentile, con meno lavoro e più tempo libero, più attività creative e relazioni umane. Insieme alla recessione c’è stato un ritorno del fai-da-te, dell&#8217;artigianato all&#8217;antica, del lavoro creativo fatto in casa, e tutto questo risponde anche a dei bisogni affettivi”.<br />
</em>E poi c’è bisogno di tanta mobilitazione.</p>
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