DUISBERG, IL TUNNEL DELLA MORTE
Enzo De Simone
Al momento sono diciannove le vittime della tragedia in cui si è trasformata l’edizione 2010 della “Love Parade” di Duisburg ripresa quest’anno dopo una sosta osservata lo scorso anno. A loro si aggiungono circa 350 feriti.
Causa fondamentale il panico scatenatosi a cominciare dalle 17:15 di ieri nel lungo tunnel scelto come sede della festa che, secondo le prime stime, ha richiamato circa un milione e mezzo di giovani.
Tra le vittime accertata la presenza di un’italiana, ma si attende la lista ufficiale delle vittime non ancora dramata dalle autorità.
Secondo i media tedeschi e le testimonianze raccolte, la ressa è stata scatenata dalla pressione di migliaia di ragazzi che cercavano di entrare nell’area dove si svolgeva l’evento, l’enorme sito di una ex acciaieria dismessa a metà degli Anni ’80 con all’interno uno scalo merci. Secondo gli organizzatori alla Love Parade hanno partecipato durante l’intera giornata quasi un milione e mezzo di persone, in maggior parte tra i 18 e i 25 anni e provenienti da tutta Europa. Secondo molti testimoni, il tunnel – lungo oltre 200 metri e largo 30 – era “troppo stretto” per garantire l’afflusso dei partecipanti. La tragedia, secondo un reporter della Bild sul posto, è avvenuta “a causa del sovraffollamento al tunnel, un vero e proprio collo di bottiglia: in migliaia volevano abbandonare il terreno della vecchia stazione merci dove c’era il palco”. “Al tempo stesso – ha aggiunto – sono arrivati in migliaia che volevano raggiungere il palcoscenico! E’ sconvolgente”.
“Urla, paura, panico”, descrive la Bild: “Migliaia di persone si sono scontrate, molti – almeno una dozzina di persone – sono stati stritolati, capovolti nella ressa e hanno dovuto essere rianimati da personale sanitario”.











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