BUFFON…ATE MONDIALI
Gino Giammarino
La sera in cui sono state diramate le convocazioni per la nazionale di calcio degli italiani ero in auto, nel solito traffico della Tangenziale di Napoli, unica a pagamento nel bel paese. Coinvolto nel classico ingorgo a croce uncinata (vedi: “Così parlò Bellavista” – ndr), ingannavo il tempo ascoltando la trasmissione radiofonica “La Zanzara” condotta, brillantemente come sempre, da Giuseppe Cruciani in compagnia di Luca Telese. Fu proprio quest’ultimo a commentare in maniera esplicita: “…Questi nomi sono l’ennesimo segnale e la conferma di un Paese che non cambia mai…”.Non credo ci sia bisogno della mia traduzione per spiegare l’amara considerazione di Telese incentrata sul paese dei furbi e delle pastette. In queste giornate di tifoseria ipocrita e farisaica osservo una squadra infarcita da otto giocatori juventini nella peggior annata della (forse troppo) vecchia signora. Annoto la presenza tra i pali di un Gigi Buffon che ha avuto problemi fisici durante tutta la passata stagione e che si è, poi, regolarmente quanto nuovamente infortunato. Nei miei appunti non trovo l’utilizzo di Morgan De Sanctis, al contrario del raccomandato bianconero e sponsorizzato da grosse aziende imbottigliatrici di acque minerali, né mi risulta ancora esser stato schierato Christian Maggio. Tantomeno posso ascrivere, in una squadra non solo noiosa e prevedibile, ma anche astemia alla rete, la ricomposizione dello scoppiettante tandem udinese Di Natale – Quagliarella.
Eppure da parte di tanta stampa sportiva “nazionale” non si trova il coraggio di trattare Marcello Lippi per quello che è davvero: evidentemente troppo preoccupata di non poter evntualmente salire su quel fantomatico carro del vincitore, come da minacce in conferenza stampa camorristicamente messe in campo. A memoria d’uomo, l’unica volta che il Marcello nazionale abbia messo in campo qualcosa di serio. E allora, non solo continuo orgogliosamente a tifare per l’Argentina del brigante Maradona, ma aggiungo di più: tra la Slovacchia e l’Italia, che guardo con lo sportivo e sereno distacco dovuto a due nazionali straniere, permettetemi una piccola preferenza per l’unica squadra dove un napoletano gioca sicuro da titolare. Dai, Marekiaro, a Napoli siamo tutti (i tifosi veri che vanno allo stadio e non quelli da mondiale) con te: gonfia quella rete di un paese capace solo di fare…autogol!












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