“ULTRACAFONAL”. DA ROBERTO D’AGOSTINO
LE IMMAGINI DI UN PAESE IN DECADENZA
Achille della Ragione
Dopo il successo di “Cafonal”, l’astuto Roberto D’Agostino, inventore del sito-gossip “Dagospia”, ed il fotografo Umberto Pizzi, re dei paparazzi, ci regalano un’altra strepitosa raccolta di foto che ci descrivono -impietose- le miserie di una Roma godereccia e crapulona dove politica e potere vanno a braccetto con l’unico scopo di divertirsi e fregare il prossimo. Se in passato si mormorava: “Meglio comandare che fottere”, la regola di oggi, per i vip veri o presunti, è categorica: “Vogliamo comandare e fottere”.
Tra le immagini riconosciamo volti noti della politica, della finanza, del cinema, della televisione, della nobiltà più o meno decaduta. Sono scatti comici e tragici ad un tempo, che vedono notabili dai ghigni patibolari accompagnati da dame plastificate dal volto inespressivo, mentre precipitano in caduta libera giù nel pozzo nero della volgarità più sfrenata e dell’arroganza più becera.
L’immagine che troneggia sulle altre è quella del medio alzato di Umberto Bossi che saluta i fotografi lasciando la festa a Villa Aurelia, e poi un diluvio di sederi, tette e “magna-magna”, botulini e riverenze, indecenze del potere in tutte le sue forme. Più cvhe un libro sui vip, queste foto rappresentano una colonscopia dell’Italia, con i coatti dei film di Verdone che appaiono dei veri lords al paragone degli uomini di potere, da quando si è perso il senso del ridicolo.
Un giorno, sfogliando le pagine di questo libro, si comprenderà pienamente quanto cupi e patetici sono stati i nostri giorni tra nani e ballerine, potenti di destra e di sinistra, nordisti e sudisti, che brindano felici al nulla, sbirciando vogliosi in scollature abissali dove troneggiano totem di silicone, ma soprattutto orgogliosi di mostrarsi cafoni ricchi, lubrici e bavosi, nell’accaparrarsi tutto il possibile, lasciando agli altri solo la possibilità di guardare.










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