“IL TEATRO DELL’ANIMA” DI ARNOLFO PETRI
Rita Tridente
Autore di “I Graffi Nel Cuore” e successivamente di “Sono Nato Nel Sessantuno”, Arnolfo Petri agli esordi del 2012 presenta “Il Teatro Dell’Anima”, un libro che fonde due grandi amori, il primo “quello che non si scorda mai”, quello del Teatro, che torna a far capolino intrecciandosi con l’“amore” attuale, quello della scrittura, un puzzle che si completa, le due fiamme del cuore si incontrano per non lasciarsi più.
Si scrive per ribellarsi, si scrive per denunciare, si scrive perché alle volte non resta altro, da piccoli i diari segreti risultano essere un modo come un altro per non soffocare i proprio ego e leggerli risultava essere una violazione della privacy; ma oggi Petri insegna invece, che una volta cresciuti non esiste alcuna violazione, esiste solo la paura di mostrare ciò che si pensa, ciò che si è…..ciò che si vorrebbe essere.
Sfacciato, trasgressivo? Arnolfo Petri, come tutti gli uomini che vivono di istinti, passioni e razionalità, come tutti gli uomini che hanno punti di forza, tanto quanto di debolezza, scrive di sé stesso senza censure, né limiti.
La “baby libreria” Mondadori di Piazza Trieste e Trento, inaugurata da meno di un anno, la sera del 10 gennaio 2012 ha ospitato la presentazione del testo “Il Teatro Dell’Anima” di Arnolfo Petri, che ha visto presenti il Direttore del Dipartimento di Filologia Moderna, presso l’Università “Federico II” Pasquale Sabbatino, nelle vesti di moderatore dell’incontro, la Docente di Letteratura Teatrale Italiana Giuseppina Scognamiglio ed i due giornalisti Franco De Ciuceis di Il Mattino e Stefano De Stefano per Il Corriere del Mezzogiorno.
Teatro Dell’Anima o per meglio dire “Il” Teatro Dell’Anima, quello di Petri, che unico nel suo genere, riesce ad esternare i sentimenti, le emozioni, tante volte soffocate per il noto “quieto vivere”.
“Camurrìa”, “Madame B” e “Acting Out” tre opere teatrali che riconducono inesorabilmente ad un’anima dilaniata, in grado di affrontare i propri tormenti e mischiarli con quelli altrui, rivelando una grande forza.
Un libro autobiografico con una sottesa analisi psicologia di sé e del mondo, “anima e sangue” queste le parole di Stefano De Stefano, un teatro che riporta tutta la brutalità di storie diverse, di storie di vita in cui ogni singolo personaggio “nuota cercando di non annegare”, cercando di non cadere nell’abisso, che li attira a sé.
Sono bastate poche parole lette da Petri con la maestria di grande attore, quale è, affiancato dalla valida collaborazione di Melania Esposito e Antonio Buonanno per scoprire solo una piccola parte di ognuna di queste accattivanti opere: Madame B, Camurrìa e Acting Out ad aprile in scena nel piccolo Teatro Elicantropo.
Concedere a terzi la facoltà di “giocare” con le proprie opere è un atto di audacia e soprattutto di “forza morale”, ma per ottenere grandi risultati si deve essere disposti a rischiare, perché nel bene o nel male, viene notato solo chi vuol essere notato.










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